<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197</id><updated>2011-10-06T22:19:43.394+02:00</updated><category term='Anime'/><category term='Musica'/><category term='Libri'/><category term='Giochi'/><category term='Il fascino del male'/><category term='Medicina'/><category term='In memoria'/><category term='Film'/><category term='Fumetti'/><category term='Le donne dei comics'/><category term='Dal profondo'/><category term='Varie'/><title type='text'>Cose Preziose</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>339</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-354151679261518066</id><published>2011-08-04T09:29:00.005+02:00</published><updated>2011-08-04T09:35:20.138+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>L'anima del niente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j-tfrrmOldI/TjpLX4_VVoI/AAAAAAAABfI/MWA_bKa7-vQ/s1600/04.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 228px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636900757414696578" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-j-tfrrmOldI/TjpLX4_VVoI/AAAAAAAABfI/MWA_bKa7-vQ/s320/04.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Per me ci sono due romanzi siciliani. Uno è “Il Gattopardo”, quel capolavoro in cui Giuseppe Tomasi di Lampedusa ha spiegato non solo la Sicilia all’Italia e l’Italia alla Sicilia, ma anche i siciliani agli italiani e gli italiani ai siciliani. Il secondo non è un singolo romanzo ma è una singola storia, quella che negli ultimi anni ha raccontato Andrea Camilleri con il suo Montalbano, che ha riconsegnato ai lettori quell’intraducibile modo di esistere che abbiamo in quest’isola. Il resto secondo me è poca roba. Con questa frase so di stare disdegnando la stragrande maggioranza dei nostri autori, ma lasciate che vi spieghi, forse non è proprio così. Il problema è che io sono siciliano, e a un siciliano non gli puoi spiegare la Sicilia. Se sei Camilleri, o Tomasi di Lampedusa, forse gliela puoi raccontare. Altrimenti, come diciamo qui, levaci mano. Perché il siciliano è un po’ presuntuoso, quella cosa che sa non la vuole spiegata da nessuno. Ecco, adesso che ci penso, forse me ne sono scordato uno. Leonardo Sciascia è uno che ha scritto la Sicilia in alcuni suoi romanzi. Mi direte: e le novelle di Pirandello dove le metti? Tra le novelle, appunto. I romanzi di Pirandello sono “Uno, nessuno, centomila” o “Il fu Mattia Pascal”. Lì non c’è la Sicilia, c’è la maschera, l’identità, la spersonalizzazione. La Sicilia di Pirandello è ne “La giara” o “La patente”, ma non sono romanzi. Verga? La stessa cosa. Si , va bene, mi hai raccontato la tragedia dei pescatori di Aci Trezza, ma non l’hai raccontata a me, o ai pescatori di Aci Trezza, l’hai raccontata ai raccoglitori di mele della Val di Non. Ecco a chi servono i romanzi siciliani, a chi sta da un’altra parte. A me i pescatori me li ha raccontati un signore un po’ scorbutico e incazzoso che quando ero bambino mi sembrava un mago quando gli vedevo ‘cusiri ‘a rizza’ o ‘tirari ‘u rizzagghiu’. Che me ne frega di Padron ‘Ntoni, il pescatore per me è il signor Marsala, al magazzino con la porta grigia della Giudecca!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo casino per cercare di farvi capire la mia ritrosia per&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-czDriFM1kzM/TjpLQlh8GWI/AAAAAAAABfA/OKQLeSLCsr0/s1600/05.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636900631932049762" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-czDriFM1kzM/TjpLQlh8GWI/AAAAAAAABfA/OKQLeSLCsr0/s320/05.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; i neoromanzieri siciliani. Mai letto niente della Agnello Hornby, mai letto niente della Torregrossa. Per questo non vi parlo del libro che non ho letto. Giuseppina Torregrossa è amica di mio zio Francesco, e l’ultimo suo romanzo, “Manna e miele, ferro e fuoco” (quello di cui non parlo) è nato praticamente a casa nostra. Quella Plaia dove ho trascorso molte estati della mia infanzia con i miei nonni e i miei zii, dove casa era famiglia, erano storie, erano giochi, erano silenzi, erano riti. Una casa dove ora vengono a stare persone che non sanno neanche chi erano quelli che stavano nelle stanze dove ora dormono. Ecco, a loro può servire un romanzo come questo, può servire che qualcuno gli spieghi la Plaia. A me no, io in quelle stanze ci sono stato, ci ho dormito, e so chi ci è stato prima di me anche se non li ho mai conosciuti, so dove si andava a prendere l’acqua, dove si appendevano le banane, dove si stendeva l’estratto. Lo so perché quando ero piccolo non c’erano computer, film, videogiochi e altre cose del genere in quella casa. Lì, la sera si stava al buio, in terrazza sotto le stelle, e si ascoltavano le persone più grandi raccontare, e c’era la fantasia che ti faceva vedere quelle cose.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma allora di che cavolo sto parando? Sto parla&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Hi-mBAstOyo/TjpLIXTsWWI/AAAAAAAABe4/yOxpXybCmKU/s1600/01.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636900490675247458" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-Hi-mBAstOyo/TjpLIXTsWWI/AAAAAAAABe4/yOxpXybCmKU/s320/01.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;ndo del fatto che ieri sera (31 luglio 2011) alla Plaia è stato presentato il romanzo della Torregrossa (quello di cui non parlo) e insieme all’autrice c’erano ospiti due giornalisti di cui non ricordo i nomi e padroni di una dialettica sovrapponibile per intensità a quella dei ‘cuticchi’ del baglio dove erano seduti, un’attrice di teatro che ha letto alcuni brani con grande maestria interpretativa, e che ai complimenti ricevuti, da persona intelligente ha risposto: “ero molto tesa perché dovevo raccontare a voi le vostre cose, la vostra casa, i vostri nomi” (tanto per tornare al discorso che facevo all’inizio!), e infine c’era Giulio. Giulio Gelardi è un amico di mio zio Francesco ed è anche l’ultimo autentico mannarolo vivente. Come lo definisce mio zio, la massima autorità mondiale in fatto di manna. È stato lui una delle fonti di ispirazione del romanzo, spiegare come ci si è arrivati è molto lungo e non mi va di farlo. Parlo di questa persona perché lui è uno di quelli che ha qualcosa da spiegare ai siciliani da siciliano. Perché come dice lui non si tratta solo di fare manna. Ci ha raccontato di come parla con le piante, di come le piante parlano a lui, attraverso le ‘ntacche del coltello, di come quello che fanno lo fanno insieme agli insetti, ai serpenti, agli uccelli, alla pioggia, al vento. Ci ha raccontato l’anima del niente. Io non sono uomo di campagna, anche se la conosco, sono più affascinato dal mare, dalle onde, dai temporali, da quel signore ca cusi ‘a rizza come per magia, intrecciando il filo con il salemastro, creando quella trama che nella sua testa esiste già. Eppure, ascoltando le parole di questo contadino castelbuonese, questo alchimista della manna, sentendolo raccontare della nobiltà vera della terra e di quella finta dei palazzi signorili, mi è venuto il desiderio di leggere questo romanzo.&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bJAZ9cvve8k/TjpLAArJSWI/AAAAAAAABew/E9QQRLXAUDg/s1600/02.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5636900347160643938" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-bJAZ9cvve8k/TjpLAArJSWI/AAAAAAAABew/E9QQRLXAUDg/s320/02.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; Perché adesso so che forse c’è qualcosa che mi può spiegare. “Manna e miele, ferro e fuoco” è messo in conto per l’inverno, con calma e senza premura, perché i libri hanno pazienza ma sono esigenti, se non gli dai quello che vogliono si vendicano non facendosi apprezzare, bisogna saper scegliere il tempo. Per adesso, per me non è tempo di manna, per questo non ve ne parlo. Quando lo sarà, lo leggerò, così forse ve ne parlerò. Ma questa sarà un’altra storia. Ora, con rispetto parlando, mi va gghiettu a mmari! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-354151679261518066?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/354151679261518066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=354151679261518066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/354151679261518066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/354151679261518066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/08/lanima-del-niente.html' title='L&apos;anima del niente'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-j-tfrrmOldI/TjpLX4_VVoI/AAAAAAAABfI/MWA_bKa7-vQ/s72-c/04.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4570120097508092652</id><published>2011-07-07T07:18:00.007+02:00</published><updated>2011-07-08T11:27:18.047+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le donne dei comics'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Le donne dei comics - Nico Robin</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gElJrsyIQ4w/ThVDhtePCcI/AAAAAAAABeg/m3FMMREl97A/s1600/Nico%2BRobin%2B04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626477555890457026" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-gElJrsyIQ4w/ThVDhtePCcI/AAAAAAAABeg/m3FMMREl97A/s320/Nico%2BRobin%2B04.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finalmente sono arrivato a leggere la storia di cui avevo visto solo alcuni spezzoni nell’anime, e che mi aveva lasciato l’amaro in bocca per non averla potuta apprezzare nella sua interezza. Nelle storie che ho letto sono sempre stato affascinato dai personaggi che avevano anche lati ambigui del carattere e della personalità, come Wolverine o Gambit, ma anche Batman per molti versi, o Gatsu. I personaggi nettamente positivi mi suscitano un buonismo che dopo un po’ diventa stucchevole, mentre quelli al margine tra bene e male sono certamente più interessanti e complessi. E interessante e complessa è senza ombra di dubbio la figura di Nico Robin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse, sto parlando di uno dei personaggi di One Piece, fumetto giapponese scritto e disegnato di Eichiro Oda, che racconta le avventure di una ciurma di pirati guidati da Monkey D. Rufy detto cappello di paglia. Nico Robin è una componente della banda, ma una che si aggiunge piuttosto tardi rispetto alla formazione del gruppo ori&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-EZfMOuGGmwo/ThVC7L7Ke1I/AAAAAAAABeQ/eanhLpScqmw/s1600/Nico%2BRobin%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626476894049958738" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-EZfMOuGGmwo/ThVC7L7Ke1I/AAAAAAAABeQ/eanhLpScqmw/s320/Nico%2BRobin%2B01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ginale, e che esordisce come avversaria dei protagonisti. Una donna estremamente forte, carismatica, bellissima e sicura di sé, determinata a raggiungere i suoi obiettivi. Estremamente intelligente e coltissima studiosa di archeologia, nasconde qualsiasi emozione dietro un sorriso beffardo e dissimulatore, al punto che difficilmente si può dire cosa stia provando realmente. Unitasi alla ciurma di cappello di paglia per sua stessa richiesta, viene accolta da alcuni con entusiasmo, da altri con diffidenza, ma si guadagna presto il rispetto e poi l’affetto dei compagni dimostrandosi una preziosa alleata grazie ai poteri del frutto del diavolo e alle sue enormi conoscenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dietro quel sorriso sardonico e quella apparente noncuranza verso gli eventi che la circondano, Robin cela i segni di un tragico passato. Cresciuta come una bambina emarginata a causa dei suoi poteri, fin da piccola si dedica agli studi, nella speranza che questo possa far tornare la sua mamma partita per svelare il mistero meglio custodito della storia degli uomini. Purtroppo, a causa di uno scontro con il governo mondiale, a soli otto anni è costretta ad assistere alla morte di sua madre, allo sterminio della sua gente, alla distruzione della sua isola e della biblioteca dove era praticamente cresciuta, il tutto per opposizione a quella conoscenza della storia che tanto ardentemente aveva desiderato &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-CIFtQ_HjFU0/ThVCxVyJODI/AAAAAAAABeI/PiXczn93CVk/s1600/Nico%2BRobin%2B05.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 230px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626476724897790002" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-CIFtQ_HjFU0/ThVCxVyJODI/AAAAAAAABeI/PiXczn93CVk/s320/Nico%2BRobin%2B05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;di ottenere. Sfuggita miracolosamente al destino della sua gente, è costretta ad una vita da ricercata, fatta di furti, sotterfugi, fughe e sacrifici, sempre braccata dalla marina e dal governo, inevitabilmente e inesorabilmente sola. Fino a che non si unisce ad una banda di criminali che vede nelle sue conoscenze di archeologa la chiave per risvegliare un’arma distruttiva senza pari. È proprio in questa occasione che avrà l’opportunità prima di scontrarsi e poi di unirsi alla ciurma di Rufy dal cappello di paglia, diventando a tutti gli effetti una pirata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello che coinvolge nella storia contenuta nel quarantunesimo volume della serie è assistere alle emozioni nascoste di una bambina costretta a diventare donna troppo in fretta, privata dell’infanzia, dei suoi sogni, della famiglia, ma soprattutto del diritto ad avere degli amici. Additata come portatrice di sventura oltre che come criminale, veniva sistematicamente emarginata e isolata, senza mai la possibilità di trovare delle persone che la accogliessero come parte di un gruppo e non solo come una risorsa da sfruttare. Fino a che non incontra Rufy e i suoi, per i quali diventa una di famiglia, una compagna e un’amica, una persona per la quale vale la pena lottare, fare sacrifici, anche soffrire. Qualcosa che nessuno le aveva mai dato. E finalmente, al posto del sorriso dissimulatore di chi nasconde le emozioni, vediamo scendere le lacrime della commozione e della gratitudine nei confronti di chi è disposto a combattere e sacrificarsi per il semplice fatto che lei è parte del gruppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-lcQAqeeczc0/ThVCp79CKzI/AAAAAAAABeA/oLxYETjEZOA/s1600/Nico%2BRobin%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626476597705059122" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-lcQAqeeczc0/ThVCp79CKzI/AAAAAAAABeA/oLxYETjEZOA/s320/Nico%2BRobin%2B02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- Robin! Dimmi che vuoi vivere!&lt;br /&gt;- Vivere? Credevo... di non averne alcun diritto...&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4570120097508092652?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4570120097508092652/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4570120097508092652' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4570120097508092652'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4570120097508092652'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/07/le-donne-dei-comics-nico-robin.html' title='Le donne dei comics - Nico Robin'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gElJrsyIQ4w/ThVDhtePCcI/AAAAAAAABeg/m3FMMREl97A/s72-c/Nico%2BRobin%2B04.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7986393542468706778</id><published>2011-07-02T22:38:00.003+02:00</published><updated>2011-07-02T22:42:49.794+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medicina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>La realtà</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-wb6YXZPJBHY/Tg-CMykDGBI/AAAAAAAABd4/-eq2iyNF_lc/s1600/JD%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 319px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624857615852050450" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-wb6YXZPJBHY/Tg-CMykDGBI/AAAAAAAABd4/-eq2iyNF_lc/s320/JD%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;È da tanto che volevo scrivere qualcosa di questo tipo, ma chissà perché non c’è mai stata l’occasione. Ultimamente, mi è capitato più di una volta di scrivere durante i turni di guardia di notte in ospedale, e in effetti l’atmosfera concilia la scrittura. E poi, per parlare di questo argomento, non ci può essere contesto migliore. Anche se mi sforzo, difficilmente riesco a pensare a un personaggio complesso come quello di cui vorrei scrivere stasera. E mi rendo anche conto che, ad una occhiata superficiale, può invece sembrare estremamente banale. Mi riferisco a John Dorian, JD, il protagonista principale di “Scrubs”. Una serie che ho imparato ad apprezzare nel corso delle diverse stagioni, della quale ho scoperto molte sfaccettature e ho trovato molti riscontri nella vita reale e nel mio lavoro. Pochi autori di serie televisive hanno saputo rappresentare la vita ospedaliera in maniera realistica come quelli di Scrubs. Per quanti non lo sapessero, il mondo degli ospedali veri non è certo quello di House o Grey’s anatomy. Non abbiamo stanze che sembrano suite d’albergo a cinque stelle, né decine di persone che lavorano per ogni singolo paziente, né la possibilità di fare tutto subito e nello stesso posto. Al contrario, la vita ospedaliera è fatta di compromessi, di nervosismo, di buona volontà, di sostegno reciproco, di conflitti, di fallimenti, di attriti, di collaborazione. Muoversi in questo contesto è una cosa difficile da imparare, ci vuole molta pazienza, spirito di sacrificio, capacità di adattamento, e bisogna aver sviluppato un buon apparato di meccanismi di difesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È proprio per questo che JD è reale, molto più di altri personaggi medici che si vedono sugli schermi. Le battute stupide, i pensieri surreali nel bel mezzo di una frase, fare cose assurde sia al lavoro che nel tempo libero... non sono paradossi fatti solo per suscitare la comicità. Sono quello che ci permette di sopravvivere. Tutti noi, chi più chi meno, a qualsiasi livello di responsabilità e di ruolo, in ospedale ironizziamo su tutto. Dai cognomi assurdi dei pazienti, ai loro comportamenti strani, alle domande assurde. Ci prendiamo in giro tra di noi, ci immaginiamo scenari assurdi, ci stupiamo di quelli reali che sembrano ancora più assurdi. La signora con l’ictus che fa il verso del cane e quella del letto accanto che si mette a gridare come una pazza perché ha paura dei cani... Il paziente che quando gli fai la percussione del torace ti dice “avanti” convinto che stiano bussando alla porta. Sembrano cose da Scrubs, vero? Eppure vi assicuro che sono accadute a me!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Signor XX, ma che si sente?&lt;br /&gt;- Mi sientu curiusu!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paziente con demenza: - Allora oggi mi mandate a casa?&lt;br /&gt;Medici: - No, signora, perché domani dobbiamo fare un esame di controllo.&lt;br /&gt;Paziente con demenza: - Ah, va bene.&lt;br /&gt;(Tre secondi netti di intervallo)&lt;br /&gt;Paziente con demenza prende la vestaglia e apre la porta.&lt;br /&gt;Medici: - Signora, ma dove sta andando?&lt;br /&gt;Paziente con demenza: - Ovviamente a casa!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dall’altro lato c’è la grande umanit&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-kveNOMAFII4/Tg-CGmE9uKI/AAAAAAAABdw/YI0e4BLbDCU/s1600/JD%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624857509421234338" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-kveNOMAFII4/Tg-CGmE9uKI/AAAAAAAABdw/YI0e4BLbDCU/s320/JD%2B02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;à di JD che lo rende reale. Una persona e non un personaggio, uno che si appassiona ai pazienti, alla loro vita, che li assiste mentre li cura, che si arrabbia se qualcosa va male. E uno per cui gli amici vengono sempre al primo posto. Anche nei contrasti, nelle incomprensioni, negli scontri che possono capitare tra colleghi, se una persona è tuo amico ci si ritrova sempre. Magari con una semplice battuta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Scusami, amico, non volevo sembrare un idiota.&lt;br /&gt;- Rilassati, JD... tu sei idiota! &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7986393542468706778?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7986393542468706778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7986393542468706778' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7986393542468706778'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7986393542468706778'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/07/la-realta.html' title='La realtà'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-wb6YXZPJBHY/Tg-CMykDGBI/AAAAAAAABd4/-eq2iyNF_lc/s72-c/JD%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-6951572896314546997</id><published>2011-06-22T17:50:00.001+02:00</published><updated>2011-06-22T17:52:13.344+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La notte del drive-in</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-779dA77F7qE/TgIPlkThhlI/AAAAAAAABdg/mOU0RIs_UDE/s1600/Lansdale%2B-%2BLa%2Bnotte%2Bdel%2Bdrive-in.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 194px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621072422986942034" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-779dA77F7qE/TgIPlkThhlI/AAAAAAAABdg/mOU0RIs_UDE/s320/Lansdale%2B-%2BLa%2Bnotte%2Bdel%2Bdrive-in.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Che Lansdale non sia uno scrittore consueto lo sanno tutti quelli che hanno letto almeno uno dei suoi romanzi. Che sappia fotografare in maniera assolutamente personale alcuni spaccati dell’american lifestyle, soprattutto per quanto riguarda il profondo Sud, è anche questo un dato di fatto e non un’opinione. Questa volta però lo scopro alle prese con un genere particolare, difficile, ostico da trattare, soprattutto se si vuole farlo in maniera originale, vale a dire la fantascienza. In un ambito in cui si è visto di tutto e di più, riuscire a trovare spunti originali e ad organizzarli in un ritmo narrativo di buon livello è tutt’altro che facile, eppure l’autore americano non fallisce neanche questa prova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel profondo Texas, dove la vita è scandita da birra e sale da biliardo, grasso per motori e mandrie, cappelli da cowboy e risse. In questo contesto, l’Orbit, uno sterminato drive-in con sei maxischermi che proietta film horror di serie B non può non rappresentare una tappa obbligata per quei giovani i cui interessi si discostano un minimo dalla normale routine. E ovviamente, la grande serata horror, in cui verranno proiettati sei film a ripetizione, è un appuntamento irrinunciabile. Tuttavia, il destino decide di scherzare un po’ con le vite di qualche centinaio di persone, e una cometa si materializza nel cielo sopra l’Orbit, avvolgendolo in una misteriosa nebbia letale per chiunque cerchi di attraversarla. Ha così inizio il dramma umano di cui Jack si farà narratore e spettatore, pur vivendolo dall’interno, costretto in una prima fase a subire gli eventi, per poi riuscire a ribellarvisi e ad agire, insieme al suo amico Bob.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pubblicazione italiana di quest’opera racchiude i primi due romanzi che hanno per protagonista il drive-in, ma in realtà li potremmo considerare due capitoli di una stessa storia. Nel primo (Il Drive-in I), Lansdale rappresenta in maniera grottesca ma drammatica allo stesso tempo la sensibilità umana nella condizione di assoluta fragilità derivante da un evento che non riesce a capire e tantomeno a controllare. In maniera lenta e graduale, la situazione della piccola comunità che si viene forzatamente a creare nel drive-in degenera dalla razionalità del far fronte come si può ad un problema imprevisto alla totale follia dettata dalla fame e dall’isolamento, che sfocia nella violenza indiscriminata e fine a se stessa, nello sfogo degli istinti più primordiali che emergono prepotentemente nell’animo di tutti e nella sottomissione a chi si dimostra depositario del potere. Ma c’è posto anche per un po’ di sana critica sociale. Uno degli amici di Jack, un ragazzo di colore fanatico degli effetti speciali dei film, e un meccanico giocatore di biliardo con poche capacità comunicative diventano il substrato ideale per creare l’immancabile mostro della storia. Nella situazione critica che si viene a creare nel drive-in, i due si scoprono stranamente legati l’uno all’altro, due emarginati che si sostengono a vicenda e che finiscono per diventare l’uno per l’altro una sorta di distorta famiglia costituita da un solo individuo. Ed ecco che la mente dell’autore, con questi due materiali grezzi, crea un mostro, attraverso la scarica di un fulmine che li fonde in un unico essere deforme, dotato di incredibili poteri, e capace di incantare le masse, abbrutite dalla fame, con la nuova religione dello spettacolo: la realtà è solo quella che viene proiettata sugli schermi dell’Orbit, e in questa realtà lui, che sfama la gente con prodotti di se stesso, è il nuovo dio, il re del popcorn!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una situazione simile, ma anche qui con spunti molto innovativi, si svolge nel “Drive-in II”, che come dice lo stesso autore nel sottotitolo, non è “un normale seguito”. Non mi dilungherò molto sulla trama, vi dico solo che seguiremo le vicende di Jack e Bob, fuggiti miracolosamente dal drive-in, che si addentrano nel mondo circostante, che non è più il buon vecchio Texas ma qualcosa di molto diverso e più letale. Conosceremo un nuovo personaggio, Grace, che introdurrà l’elemento femminile in chiave non solo erotica ma anche sociale e psicologica (la sua interazione con Jack e Bob sarà tutt’altro che banale), e avremo a che fare con un nuovo mostro, sempre visto in chiave mediatica. Stavolta, l’alienato di turno si fonderà con il mezzo di alienazione per eccellenza dei nostri tempi: la televisione. E non dico altro, così vi potrete gustare appieno la saga del drive-in. Lettura consigliata a tutti quelli che vogliono scoprire un modo diverso di fare fantascienza. Come dice Niccolò Ammaniti nella postfazione, “Io consiglierei a un analfabeta di imparare a leggere solo per poter conoscere Lansdale”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;L’ultima volta che il chiosco venne aperto, per poco non ci arrivai. Era in corso uno di quei temporali elettrici, il più selvaggio di tutti: lampi blu frastagliati che guizzavano in cielo (o almeno in quello che era il nostro cielo), si scontravano, tracciavano nel buio strane forme, che parevano scacchiere al neon. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-6951572896314546997?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/6951572896314546997/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=6951572896314546997' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6951572896314546997'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6951572896314546997'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/06/la-notte-del-drive-in.html' title='La notte del drive-in'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-779dA77F7qE/TgIPlkThhlI/AAAAAAAABdg/mOU0RIs_UDE/s72-c/Lansdale%2B-%2BLa%2Bnotte%2Bdel%2Bdrive-in.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5182420161093821019</id><published>2011-06-04T20:36:00.002+02:00</published><updated>2011-06-04T20:38:29.460+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La strada che scende nell'ombra</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-OJV3SrngjgU/Tep7mIFtABI/AAAAAAAABdQ/u4qTOXxkMp8/s1600/Strada.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 210px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614435780407394322" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-OJV3SrngjgU/Tep7mIFtABI/AAAAAAAABdQ/u4qTOXxkMp8/s320/Strada.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Questa volta, a differenza di quello che accade di solito, a colpirmi è stato il nome dell’autore, anzi in questo caso dell’autrice. Solitamente, questo è l’ultimo degli elementi che considero in una lettura, tanto è vero che la stragrande maggioranza dei miei libri è opera di gente a me del tutto sconosciuta prima di leggerli. Strazzulla è invece un nome che è suonato familiare alle mie orecchie, perché è un nome tipico del paese, e in generale della zona della Sicilia, di cui è originario mio padre, Augusta. Considerato che i miei nonni hanno vissuto lì per molti anni e che io e la mia famiglia vi abbiamo passato alcune occasioni di vacanza, diverse cose si sono impresse nella mia memoria, e i cognomi tipici del posto sono una di queste. Così, suscitata la curiosità, ho dato un’occhiata al risvolto di copertina, e siccome era un po’ di tempo che non leggevo un romanzo fantasy, mi sono convinto. E in effetti non è stata una brutta scelta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un mondo che apparentemente può sembrare l’emblema dell’equilibrio e dell’armonia, sta per scatenarsi una terribile minaccia. Questo mondo è diviso in otto Terre, ognuna appartenente ad una delle Genti, create dagli Dei all’alba del mondo. E, nonostante la varietà degli esseri viventi preveda simpatie e antipatie, amicizie e contrasti, interessi e passioni, tutto sommato che otto popolazioni diverse riescano a convivere da buoni vicini è molto più di quanto noi, nel nostro mondo reale, siamo capaci di fare. Ma qualcosa, un terrore oscuro che giaceva silente da innumerevoli anni, sembra essersi svegliato per devastare con violenza e odio questo stato di cose. Loro malgrado, i rappresentanti delle otto Genti sono costretti ad una collaborazione attiva, e per molti di loro ben poco piacevole, per far fronte a questa minaccia, ma anche tali sforzi non sortiscono effetto, anzi sembrano solo capaci di acuire i contrasti interni e le aggressioni esterne alle Genti indifese. Per tale motivo, l’emissario degli Dei nelle Terre, il Magus, giunge in soccorso con una profezia. Dove le forze vacillano, dove le alleanze crollano, dove i migliori falliscono, forse i peggiori riusciranno. Uno per ognuna delle Genti, i criminali più spietati, abietti e senza scrupoli, votati solo all’egoismo e all’interesse materiale e personale, la peggiore feccia delle otto Terre, terranno in mano il destino di tutti. Inizia così il viaggio di una compagnia molto poco ortodossa, che attraverso scontri e peripezie dovrà affrontare un lungo viaggio per dare una speranza alle Genti. Un viaggio che non è solo materiale, fisico, ma prevalentemente spirituale, con il quale poco a poco gli otto compagni scopriranno concetti che alle loro vite fino a quel momento erano stati del tutto estranei. Concetti come amicizia, onore, altruismo, sacrificio, si faranno largo nel loro animo su una strada che li porterà sempre più nelle profondità del mondo, verso la causa di tutti i mali che forse è anche l’unica speranza di debellarli. Una strada che scende nell’ombra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona prova per questa autrice siciliana diciottenne, che, senza troppe pretese, riesce a costruire un buon intreccio e un buon ritmo narrativo. Qualcuno potrà obiettare che sono molti i richiami alla narrativa fantasy di sapore classico, i riferimenti a “Il Signore degli anelli” sono ben più che accennati, ma questo a mio parere non sminuisce un romanzo di buona fattura, scorrevole e avvincente come deve essere un fantasy, senza la velleità di rappresentare una svolta nel genere ma anche senza deludere o annoiare. L’elemento dei peggiori è sicuramente interessante, la delineazione delle otto razze di esseri viventi è ben caratterizzata anche dal punto di vista sociale, culturale e caratteriale, i personaggi sono ben delineati, le scene d’azione si alternano in modo adeguato ai momenti di riflessione e contemplazione, c’è un buon crescendo e una buona quantità di eventi radicali e di svolte decisive nella trama. Insomma, una buona prova per un secondo romanzo di un’esordiente in un genere complicato da gestire, come lo è il fantasy. Non mancherà molto perché io recuperi la lettura del suo primo romanzo. Nel frattempo, mi sento di consigliare a tutti gli appassionati del genere di fare quattro passi incamminandosi verso “La strada che scende nell’ombra”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nadaret si volse verso Anman, lo sgomento negli occhi. – Anman, - chiese, - questo non può essere evitato?&lt;br /&gt;Anman guardò gli altri Undici e il mondo, e il suo viso era serio e malinconico. – No, - disse, - non può.&lt;br /&gt;- E allora, - chiese ancora Nadaret, - se sapevamo questo, perché abbiamo creato il mondo: per farlo soffrire?&lt;br /&gt;- Perché, - rispose Anman, - il mondo doveva esistere; se non esistesse il male, non ci sarebbe senso nel bene futuro. Il giorno in cui tutte le imperfezioni saranno cancellate è segnato da sempre, ma perché possa venire le imperfezioni devono esserci, anche solo per un momento. Il potere che ci è stato assegnato non deve accecarci. Chi non fa nulla temendo di fare un danno fa in questo modo un danno ancora peggiore. Il mondo aveva diritto di esistere; potevamo forse negargli questo diritto? &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5182420161093821019?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5182420161093821019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5182420161093821019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5182420161093821019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5182420161093821019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/06/la-strada-che-scende-nellombra.html' title='La strada che scende nell&apos;ombra'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-OJV3SrngjgU/Tep7mIFtABI/AAAAAAAABdQ/u4qTOXxkMp8/s72-c/Strada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3044082528657802565</id><published>2011-05-16T23:18:00.001+02:00</published><updated>2011-05-16T23:18:59.848+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><title type='text'>Scrivo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Poco fa ero affacciato alla finestra e guardavo l’ingresso del Pronto Soccorso. È strano come i pensieri ti raggiungano quando non te li aspetti. È notte, sono di guardia in ospedale, tutto tranquillo, ho fatto il giro, controllato i malati, nessuna emergenza. Ripasso qualcosa, poi magari mi metto a leggere. E invece, guardando un’ambulanza entrare con la luce lampeggiante, mi vengono un mare di pensieri in testa. Ricordi del passato, ricordi di un futuro che ancora non si è verificato, ricordi di un futuro che forse, anzi quasi sicuramente, non si verificherà mai. Che diavolo significano queste cose? Parole in disordine senza nessun nesso logico? Ricordare il futuro? Forse sono i miei neuroni svegli dalle 5.30 di mattina, che hanno sostenuto la tensione degli esami di profitto del primo anno di specializzazione, e che dovranno affrontare una notte in ospedale, e poi una mattina, e poi un pomeriggio? Guardo uno schermo, ci sono delle facce. Vedo una donna con la pancia, congratulazioni. Vedo una ragazza con la chitarra, mi fa piacere. Non vedo l’unica cosa che vorrei vedere. Ricordi di quando ero più piccolo. C’erano tante cose in meno, in me, a quel tempo. Ho fatto passi avanti. Ho corso, ho girato angoli, ho salito scale, ho superato ostacoli, sono caduto, mi sono ferito. Ma questa è l’unica cosa che continuo a sentire, che continua a capitare, che continuo a provare, che continuo a incontrare. Che continua. Sono un medico, curo le ferite. Sono bravo. Non è presunzione, e non c’è falsa modestia. Sono bravo. So quello che so fare, so quello che devo fare, so che non posso non farlo, e lo faccio. E lo so fare. Allora perché l’unica altra cosa che mi manca non riesco a farla? Ho imparato a infilare aghi praticamente in ogni vaso sanguigno del corpo umano, ho imparato a prelevare roba praticamente da ogni cavità, e l’ho imparato da solo, guardando, ascoltando, toccando, rubando, provando. Se tremavo dentro, fuori ero di pietra. Ho guardato negli occhi persone alle quali ho detto che sarebbero morte, ho affrontato la paura, la disperazione e l’odio dei familiari. Non mi sono mai tirato indietro di fronte a queste cose. E poi, mi ritrovo a scrivere una mail, anzi un allegato ad una mail, che forse rimarrà senza risposta. Ho la terribile sensazione di stare scappando. Odio scappare. E odio non capire perché scappo. Anche se forse non sto proprio scappando. Semplicemente, questa cosa non sono ancora bravo a farla. Guardo due occhi azzurri ai quali ho cercato di dare, di trasmettere qualcosa, quello che so. Trasmetti ciò che imparato hai. Ho trasmesso quello che non c’è nei libri, quello che ho imparato con il mio sacrificio, con il mio impegno, con la mia passione. Ho cercato di trasmettere il sacrificio, l’impegno, la passione, a quegli occhi azzurri. E poi scrivo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3044082528657802565?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3044082528657802565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3044082528657802565' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3044082528657802565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3044082528657802565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/05/scrivo.html' title='Scrivo'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1694220382894542656</id><published>2011-05-11T06:47:00.004+02:00</published><updated>2011-05-11T06:55:24.982+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Enigma</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-bXSYKnu130s/TcoWq1IiQLI/AAAAAAAABdE/0RhubTj1pc4/s1600/Enigma%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605317611289198770" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-bXSYKnu130s/TcoWq1IiQLI/AAAAAAAABdE/0RhubTj1pc4/s320/Enigma%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Beh, che dire… niente male come titolo. Niente cattura l’attenzione come qualcosa che non si capisce bene cosa sia. Misteri, indovinelli, rompicapo, enigmi, sono capaci di suscitare una delle sensazioni innate più affascinanti dell’essere umano: la curiosità. Già solo per questo, un’opera che ha un titolo così la comprerei. Ma qualcuno potrebbe volere di più. Che ne dite di una rivisitazione del concetto di supereroe? Lo so, Alan Moore ha fatto scuola in questo senso, e dopo di lui diversi sono gli autori che si sono cimentati con vari tentativi di svecchiare questa icona della cultura pop. Uno dei miei preferiti, per esempio, è Sam Kieth, che con il suo “The Maxx” ha creato un concetto di supereroe nuovo e del tutto calato in una dimensione surreale e metafisica. Un tentativo dello stesso genere, e anche qui secondo me ben riuscito, l’ha fatto proprio Peter Milligan con questo “Enigma”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Smith è un uomo qualunque, che vive la sua vita in una spirale infinita di monotonia e insoddisfazione. L’ultima cosa che Michael potrebbe aspettarsi è di vedere comparire nella realtà che lo circonda il suo preferito tra i supereroi dei fumetti della sua infanzia. Un misterioso uomo in maschera si&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WMaQRWcH4Jo/TcoWmgrDvkI/AAAAAAAABc8/ypPoEEKygu8/s1600/Enigma%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 241px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605317537077378626" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-WMaQRWcH4Jo/TcoWmgrDvkI/AAAAAAAABc8/ypPoEEKygu8/s320/Enigma%2B02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; trova a scontrarsi con inquietanti, crudeli e del tutto folli criminali, bizzarri non solo nell’aspetto, ma soprattutto nei comportamenti e nelle intenzioni. In qualche modo Michael si rende conto che quegli eventi e quelle apparizioni sono legati a lui, e decide di partire alla ricerca della ragione di questo legame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se dovessi applicargli un’etichetta in una ipotetica classificazione, definirei “Enigma” un romanzo di ricerca. Non solo per quello che riguarda la trama, in cui il protagonista si trova a dover cercare il fantomatico supereroe per poter conoscere le ragioni che ne guidano le azioni, ma soprattutto dal punto di vista della ricerca interiore. Di fatto, svelare il mistero che si nasconde dietro la maschera di Enigma (questo è appunto il nome del supereroe) è la metafora del disvelamento della propria identità, sotto tutti i punti di vista dell’essere umano. Dall’identità sessuale alla coscienza sociale, fino alla capacità di progettare un futuro, Michael scopre, dietro la maschera di Enigma, il vero se stesso. Ma non c’è solo questo nell’opera di Peter Milligan e Duncan Fegredo. Senza ombra di dubbio la possiamo considerare un’opera surrealista e psichedelica, merito soprattutto della componente grafica che aggiunge un livello di narrazione ulteriore a quello della semplice parola scritta. Un vortice allucinante di colpi di scena si organizza nelle pagine di questa storia, ad un ritmo talmente incalzante che non permette al lettore di concedersi pause, merito anche di una &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MaWBfYbDhSI/TcoWgiDYlKI/AAAAAAAABc0/UpGvipPIM4M/s1600/Enigma%2B04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605317434368627874" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-MaWBfYbDhSI/TcoWgiDYlKI/AAAAAAAABc0/UpGvipPIM4M/s320/Enigma%2B04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;trama particolarmente ricca di svolte inaspettate e capovolgimenti di fronte. Un ultimo aspetto degno di nota è la tematica di trasgressione che richiama al contesto socio-culturale degli anni Novanta, e che certamente ha contribuito a influenzare almeno una parte dei messaggi trasmessi dall’opera. Un’opera che vale la pena leggere e conservare come esempio di grande romanzo a fumetti. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1694220382894542656?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1694220382894542656/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1694220382894542656' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1694220382894542656'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1694220382894542656'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/05/enigma.html' title='Enigma'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-bXSYKnu130s/TcoWq1IiQLI/AAAAAAAABdE/0RhubTj1pc4/s72-c/Enigma%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7883791533050409790</id><published>2011-04-22T07:10:00.001+02:00</published><updated>2011-04-22T07:14:55.086+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Prima di morire addio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jAcpgeh8A0k/TbEOuMtfbvI/AAAAAAAABck/YSuypUW1JvU/s1600/Vargas%2B-%2BPrima%2Bdi%2Bmorire%2Baddio.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 311px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5598271998647037682" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-jAcpgeh8A0k/TbEOuMtfbvI/AAAAAAAABck/YSuypUW1JvU/s320/Vargas%2B-%2BPrima%2Bdi%2Bmorire%2Baddio.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Saper cambiare è importante, soprattutto per chi, per dono, ha il talento di narrare. Così, fare la conoscenza di nuovi personaggi è sempre un’esperienza piacevole per chi legge le opere di un autore a cui è appassionato. Inoltre, in questo modo acquista qualità anche il lavoro precedente, che si capisce essere riuscito non solo per la presenza di quel tale personaggio ma per la caratterizzazione che l’autore ne dà. Con questo suo ultimo romanzo, Fred Vargas rientra appieno in questi concetti. È infatti vero che “Prima di morire addio” introduce un nuovo personaggio, Richard Valence, anche lui un poliziotto, anche lui protagonista di gialli, e un altro bizzarro trio, i tre Imperatori Tiberio, Nerone e Claude. Ma è anche vero che, al di là dei facili parallelismi con le sue opere precedenti (Adamsberg per il primo, i tre Evangelisti per i secondi), abbiamo di fronte un mondo completamente diverso. Quello ce si riconosce prepotentemente nello stile della scrittrice è lo stile lineare e l’attenta e coinvolgente caratterizzazione dei personaggi. Viviamo ancora una volta una attenta e penetrante descrizione degli stati d’animo, un continuo mutamento di interessi e passioni, un accostarsi di personalità contraddittorie che, le une accanto alle altre, formano un mosaico forse poco armonico ma certamente vivace e accattivante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il palcoscenico si sposta, in questa avventura, dalla Francia all’Italia, nel contesto di una Roma baluardo della cultura classica, con tutti i suoi tesori e le sue ambiguità. Protagonista tanto quanto i personaggi, la città si dimostra capace di essere teatro di eventi oscuri e misteriosi, e soprattutto mette in luce una delle più grandi anomalie che il nostro paese contiene: la presenza, dentro la città, di uno stato estero. Stato di cui vediamo solo una piccolissima propaggine nel mondo, la biblioteca Vaticana, ma che è sufficiente a mettere in luce alcuni aspetti di questo luogo misterioso e pieno di contraddizioni. In questo scenario si trova a muoversi, all’inizio contro la sua volontà, Richard Valence, investigatore francese inviato nella città eterna per indagare, anzi meglio ancora per insabbiare tutto ciò che scoprirà su uno strano omicidio. L’editore ed esperto di opere d’arte Henri Valhubert, giunto a Roma per indagare sul ritrovamento di un inedito schizzo di Michelangelo, viene trovato morto nel bel mezzo di una festa notturna a piazza Farnese. Arma del delitto, un poetico decotto di cicuta, lasciato cadere nel suo bicchiere da uno dei presenti. Partecipano alla festa anche il figlio di Valhubert, Claude, e i suoi due amici Tiberio e Nerone, che insieme a lui costituiscono il trio degli Imperatori. Su pressione del fratello del morto, nonché ministro francese, il caso va insabbiato per evitare scanali deleteri. Così, Valence si trova immerso nell’afa estiva di Roma, cercando delle risposte agli interrogativi che la storia pone. In questa sua ricerca, dovrà fare i conti con una lunga teoria di personaggi variegati e spesso ben oltre il confine dell’ordinarietà, a cominciare dalla moglie di Valhubert, Laura, passando per i due ragazzi compagni di studi del figlio, arrivando persino ad un vescovo che li tiene sotto la sua ala protettrice. Facendo i conti con l’insofferenza per gli ordini ricevuti da un lato, e il desiderio di mettere tutto a nudo dall’altro, Valence dovrà dare fondo alle sue risorse fisiche e mentali per districare la matassa e trovare il colpevole, confrontandosi non solo con l’ostilità e la reticenza dell’ambiente romano, ma anche con le stranezze di un mondo fatto solo ad uso e consumo di chi ci vive dentro e ben poco accessibile per ci viene da fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona prova, quella della Vargas, che si cimenta dopo un po’ di tempo con nuovi personaggi. Se ci sarà un seguito alle avventure di Richard Valence e dei tre Imperatori sarò ben felice di leggere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Richard Valence nutriva una certa avversione per le biblioteche perché bisognava astenersi da tutto: far rumore camminando, far rumore parlando, fumare, agitarsi, sospirare, insomma far rumore con la propria vita. Secondo certa gente, quelle costrizioni corporali favorivano la riflessione. In lui la distruggevano immediatamente. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7883791533050409790?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7883791533050409790/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7883791533050409790' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7883791533050409790'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7883791533050409790'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/04/prima-di-morire-addio.html' title='Prima di morire addio'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jAcpgeh8A0k/TbEOuMtfbvI/AAAAAAAABck/YSuypUW1JvU/s72-c/Vargas%2B-%2BPrima%2Bdi%2Bmorire%2Baddio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7711089041764412666</id><published>2011-03-16T06:46:00.010+01:00</published><updated>2011-03-16T07:07:03.141+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Giù in fondo e ritorno</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-uQsC6iIQZ-E/TYBR6NYK-7I/AAAAAAAABcM/t1CnP9j-NuI/s1600/Mark%2BKnopfler.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 315px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584553598404721586" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-uQsC6iIQZ-E/TYBR6NYK-7I/AAAAAAAABcM/t1CnP9j-NuI/s320/Mark%2BKnopfler.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Silvertown è un distretto industriale a est di Londra. Deve il suo nome a Samuel Winkworth Silver che aprì qui le sue industrie della gomma nel 1852. Oggi invece sono presenti le fabbriche della Tate &amp;amp; Lyle, industria petrolchimica. Questo distretto è stato investito da un forte degrado nella prima metà del '900. Nel 1917 ci fu anche la tragedia della Silvertown explosion: una esplosione di TNT che uccise 73 persone. E' ancora oggi una delle più violente esplosioni avvenute su suolo britannico. Negli anni '40 Silvertown fu pesantemente danneggiato dai bombardamenti tedeschi. A partire dagli anni '70 il distretto è stato in parte riqualificato con l'apertura del London city airport, nuovi edifici abitativi e qualche parco. Il testo di Mark Knopfler racconta proprio l'ultimo periodo vissuto da Silvertown prima della riqualifica. Ad esempio la frase "New circle of cranes and new reason to be here" descrive proprio i cantieri all'inizio degli anni Settanta. Blackwall è un altro distretto nella East End londinese. Da quel che ho capito guardando la cartina di Londra, Blackwall e Silvertown sono seprati dal Tamigi e collegati dal Blackwall Bridge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-44b4KGhoUoc/TYBRudSMXEI/AAAAAAAABcE/IpzlOHaobxU/s1600/Silvertown%2B1965%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 215px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584553396516183106" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-44b4KGhoUoc/TYBRudSMXEI/AAAAAAAABcE/IpzlOHaobxU/s320/Silvertown%2B1965%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Silvertown blues&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On Silvertown way, the cranes stand high&lt;br /&gt;Quiet and grey against the still of the sky&lt;br /&gt;They won't quit and lay down though the action has died&lt;br /&gt;They watch the new game in town on the Blackwall side&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;From the poisinous drains a vision appear&lt;br /&gt;New circle of cranes and new reason to be here&lt;br /&gt;The big silverdome raising up into the dawn&lt;br /&gt;Above the church and the homes were all the silver is gone gone gone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If I'd a bucket of gold&lt;br /&gt;What would I do&lt;br /&gt;Leave the story untold&lt;br /&gt;Silvertown blues&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I'm going down silvertown, down in silverdown&lt;br /&gt;I'm going down in silvertown, down in silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A silver dawn steals over the dust&lt;br /&gt;A truck with no weels upon cinder blocks&lt;br /&gt;Men with no dreams around the fire in the docks&lt;br /&gt;Scrap metal sceams are rusting over the night night night nitgh&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If I'd a bucket of gold&lt;br /&gt;Silver would do&lt;br /&gt;Leave the story untold&lt;br /&gt;Silvertown blues&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And I'm going down silvertown, down in silverdown&lt;br /&gt;I'm going down in silvertown, down in silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;When you're standing on thin and dangerous ice&lt;br /&gt;You could knock and walk in for citizens advice&lt;br /&gt;Tell you the way you can turn, the way you can learn&lt;br /&gt;There's nothing they can tell me I don't allready know&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If I'd a bucket of gold&lt;br /&gt;Silver would do&lt;br /&gt;Leave the story untold&lt;br /&gt;Silvertown blues&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And I'm going down silvertown, down in silverdown&lt;br /&gt;I'm going down in silvertown, down in silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;From the Canning Town train I saw a bill board high&lt;br /&gt;There's a big silverplane raising up into the sky&lt;br /&gt;I can make out the words seven flights every day&lt;br /&gt;Say's six of those birds are bound for JFK&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;If I'd a bucket of gold&lt;br /&gt;Silver would do&lt;br /&gt;Leave the story untold&lt;br /&gt;Silvertown blues&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And I'm going down silvertown, down in silverdown&lt;br /&gt;I'm going down in silvertown, down in silvertown&lt;br /&gt;Going down slivertown, down in silvertown&lt;br /&gt;I'm going down in silvertown, down in silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Down in silvertown&lt;br /&gt;Down in silvertown&lt;br /&gt;Down in silvertown&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-it-EBo_3AOk/TYBRGrmzXDI/AAAAAAAABb8/eqrCt0GIx08/s1600/Silvertown%2B1965%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 307px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584552713165954098" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-it-EBo_3AOk/TYBRGrmzXDI/AAAAAAAABb8/eqrCt0GIx08/s320/Silvertown%2B1965%2B02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Silvertown le gru rimangono in piedi&lt;br /&gt;Immobili e grigie, rompono la monotonia del cielo&lt;br /&gt;Non vengono rimosse, smontate, anche se l’azione è da un’altra parte&lt;br /&gt;Guardano la partita che si sta giocando a Blackwall&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dagli scarichi velenosi appare una visione&lt;br /&gt;Un nuovo complesso di gru, un motivo per rimanere qui&lt;br /&gt;Una cupola argentea che si erge nell’alba&lt;br /&gt;Sopra la chiesa e le case in cui l’argento non c’è più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avessi un secchio pieno d’oro cosa farei&lt;br /&gt;Lascerei la storia senza finale Silvertown Blues&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertwon&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertown&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un alba metallica ricopre pian piano i moli&lt;br /&gt;Un camion senza ruote, messo su dei mattoni&lt;br /&gt;Uomini senza sogni intorno a un fuoco in un barile&lt;br /&gt;Resti metallici arrugginiscono durante la notte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avessi un secchio pieno d’oro cosa farei&lt;br /&gt;Lascerei la storia senza finale Silvertown Blues&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertwon&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertown&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ti trovi su del ghiaccio sottile e pericoloso&lt;br /&gt;Puoi sempre bussare e chiedere aiuto a un passante&lt;br /&gt;Loro ti dirano dove puoi svoltare, dove puoi andare&lt;br /&gt;Ma non c’è niente che possano dirmi, che già non so&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avessi un secchio pieno d’oro cosa farei&lt;br /&gt;Lascerei la storia senza finale Silvertown Blues&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertwon&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertown&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal Canning train vedo un grosso cartello&lt;br /&gt;C’è un aereo che sale in cielo&lt;br /&gt;E a malapena riesco a dire ‘sette voli al giorno’&lt;br /&gt;Si dice che sei di questi aerei vadano al JFK&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se avessi un secchio pieno d’oro cosa farei&lt;br /&gt;Lascerei la storia senza finale Silvertown Blues&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertwon&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;Andrei via da Silvertown&lt;br /&gt;Via da Silvertown&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-MWKDyYeNtgs/TYBQu_9TR5I/AAAAAAAABb0/Ou7Vpi9VaGc/s1600/Silvertown%2Bora.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5584552306312169362" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-MWKDyYeNtgs/TYBQu_9TR5I/AAAAAAAABb0/Ou7Vpi9VaGc/s320/Silvertown%2Bora.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/OyFYk4p8ABQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7711089041764412666?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7711089041764412666/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7711089041764412666' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7711089041764412666'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7711089041764412666'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/03/giu-in-fondo-e-ritorno.html' title='Giù in fondo e ritorno'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-uQsC6iIQZ-E/TYBR6NYK-7I/AAAAAAAABcM/t1CnP9j-NuI/s72-c/Mark%2BKnopfler.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2628756832562442461</id><published>2011-03-11T06:31:00.002+01:00</published><updated>2011-03-11T06:40:59.692+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Signor nessuno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-op58DJdvm-s/TXm1cBPF6bI/AAAAAAAABbk/O27hmeGurmg/s1600/Signor%2Bnessuno%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 217px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582692706075142578" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/-op58DJdvm-s/TXm1cBPF6bI/AAAAAAAABbk/O27hmeGurmg/s320/Signor%2Bnessuno%2B01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quello dell’invisibilità è un tema molto sfruttato dagli scrittori che scelgono come tematiche delle loro storie quelle legate al sovrannaturale. Senza sforzare troppo la memoria, riesco a ricordare H. G. Welles, anche se devo confessare che purtroppo non ho ancora avuto occasione di leggere le sue opere, ma mi riprometto di farlo appena possibile. È proprio al romanzo di Welles che si è ispirato Jeff Lemire nello scrivere questa graphic novel, almeno da quello che si può leggere in quarta di copertina, riprendendone il tema fondamentale e trasponendolo in un’opera a fumetti piuttosto particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete presente quelle piccole cittadine della provincia nord americana, quelle immerse nella neve otto mesi all’anno, quelle dove all’ingresso c’è il cartello con scritto ‘Benvenuti a ... Patria del... Abitanti n°...’? Quelle dove tutti conoscono tutti, tutti hanno qualche segreto, e soprattutto dove non succede mai niente, ma proprio niente? Large Mouth è esattamente una di quelle. Figuratevi quello che può succedere quando a suonare il campanello del bancone dell’unico motel si presenta un tizio interamente coperto di bende, che si chiude nella sua camera per interi giorni ed esce solo qualche minuto per procurarsi il cibo. È ovvio che tutti cominciano a parlare. Chi sarà, perché è conciato in quel modo, cosa è venuto a fare... le classiche domande da strano forestiero appena arrivato. Ma insieme a queste comincia a insinuarsi nella mente degli abitanti il tarlo della paranoia, che li porta a pensare che il mite e taciturno John Griffen possa essere un criminale in fuga che cerca di nascondere il suo volto da ricercato. Solo una persona non sembra impaurita dal forestiero, anzi ne è incuriosita, al punto da cercare timidamente di entrare in contatto con lui: la giovane Vickie, una adolescente solitaria e un po’ in contrasto con la mentalità provinciale del padre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia tessuta da Lemire risulta piacevole e piena di spunti di riflessione, in particolare è interessante vedere come un evento del tutto normale come l’arrivo di una persona in un albergo possa, in base ad alcune caratteristiche, arrivare a turbare l’equilibrio sociale di una intera comunità. La paura per il diverso e lo sconosciuto è il tema conduttore di tutta la storia, ma è interessante anche vedere come è composto lo stato d’animo di questo personaggio, palesemente tormentato dai rimorsi e in fuga dal passato, alla spasmodica ricerca non solo di una soluzione per il male che lo affligge, ma soprattutto di un luogo dove essere lasciato in pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bello infine il tratto grafico, di cui è autore lo stesso Lemire, che con una piacevole scelta tricromatica (bianco, nero e blu) riesce a rendere alla perfezione le atmosfere ambientali e psicologiche della storia pur mantenendo una impostazione molto classica e equilibrata della tavola. In definitiva, un bel romanzo grafico che merita appieno l’edizione rilegata e cartonata che le è stata data. Speriamo di vedere presto in Italia altre opere dello stesso autore. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2628756832562442461?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2628756832562442461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2628756832562442461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2628756832562442461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2628756832562442461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/03/quello-dellinvisibilita-e-un-tema-molto.html' title='Signor nessuno'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-op58DJdvm-s/TXm1cBPF6bI/AAAAAAAABbk/O27hmeGurmg/s72-c/Signor%2Bnessuno%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4470149636760741180</id><published>2011-02-24T11:12:00.007+01:00</published><updated>2011-02-24T11:24:09.191+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Disegnatori a Mantova!</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Purtroppo non ci sarò a Mantova comics, perché tra il lavoro che non concede tregue e il fatto che tutte le fiere fumettistiche sono lontane da Palermo, non mi è proprio possibile. Però ho seguito in rete un po’ di annunci sulla manifestazione, e mi fa piacere segnalare la presenza del gruppo di disegnatori che va sotto il nome di Drawers, che ho avuto il piacere di conoscere e apprezzare allo scorso “Lucca comics &amp;amp; games”. Da allora seguo con piacere gli aggiornamenti che i vari disegnatori pubblicano sui profili dei social network o sui blog personali. E con lo stesso piacere voglio comunicare a quegli sventurati che capitano su queste pagine la loro presenza nella fiera mantovana. E lo faccio cun l’ultima trovata che si sono inventati, cioè utilizzare come avatar di Facebook un disegno a sviluppo verticale che pubblicizza l’evento, ognuno con un proprio disegno. Mi scuso in partenza se non li inserisco tutti, ma ci tenevo a rendere omaggio a quelle persone con le quali ho avuto il piacere di scambiare qualche parola tra un disegno e l’altro. E se il mio emissario in terra lombarda riuscirà, anche con l’uso estremo della forza, a strappare un disegno a qualcuno mentre svolge la commissione che gli ho assegnato (l’acquisto del nuovo sketch book), colgo l’occasione per ringraziare in anticipo e pubblicamente! Buon lavoro a tutti i fabbricanti di sogni! E un augurio particolare a D.D.M. per la sua laurea di cui ho avuto recente notizia!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-k6ZbAIt5r8g/TWYvomelEiI/AAAAAAAABa0/7V2KrPC2kRk/s1600/01.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 126px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577197563115016738" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-k6ZbAIt5r8g/TWYvomelEiI/AAAAAAAABa0/7V2KrPC2kRk/s320/01.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 126px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577197759922777426" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s320/02.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-USt_by7oM-A/TWYv0DpNLVI/AAAAAAAABa8/ZxM0vGeaMgk/s1600/02.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-tnXQXJpUmzQ/TWYwEY42HwI/AAAAAAAABbM/BLQHuJdwzjQ/s1600/04.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 126px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577198040503426818" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-tnXQXJpUmzQ/TWYwEY42HwI/AAAAAAAABbM/BLQHuJdwzjQ/s320/04.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-ZhY1CQVNfk8/TWYv8k5tjyI/AAAAAAAABbE/CkmLBK91Zeg/s1600/03.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 126px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577197906289332002" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-ZhY1CQVNfk8/TWYv8k5tjyI/AAAAAAAABbE/CkmLBK91Zeg/s320/03.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-slNgEKRiQ6I/TWYwP9rMntI/AAAAAAAABbU/NxyqkN9FVQM/s1600/05.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 126px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577198239356853970" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-slNgEKRiQ6I/TWYwP9rMntI/AAAAAAAABbU/NxyqkN9FVQM/s320/05.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-U3sTUlehXEM/TWYwbs-MsdI/AAAAAAAABbc/tceIPhb6kd8/s1600/06.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 126px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5577198441031578066" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-U3sTUlehXEM/TWYwbs-MsdI/AAAAAAAABbc/tceIPhb6kd8/s320/06.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4470149636760741180?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4470149636760741180/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4470149636760741180' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4470149636760741180'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4470149636760741180'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/02/disegnatori-mantova.html' title='Disegnatori a Mantova!'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-k6ZbAIt5r8g/TWYvomelEiI/AAAAAAAABa0/7V2KrPC2kRk/s72-c/01.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5232321551915136951</id><published>2011-02-20T13:56:00.002+01:00</published><updated>2011-02-20T13:58:23.266+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La famiglia Winshaw</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xkZjWd2OKaE/TWEP1H7Qf-I/AAAAAAAABas/V6NJh-jq6aw/s1600/Coe%2B-%2BLa%2Bfamiglia%2BWinshaw.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 218px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575755218996461538" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-xkZjWd2OKaE/TWEP1H7Qf-I/AAAAAAAABas/V6NJh-jq6aw/s320/Coe%2B-%2BLa%2Bfamiglia%2BWinshaw.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;Ho finalmente colmato una delle più grosse lacune della mia storia di lettore, e in questo modo ho anche avuto il piacere di leggere finalmente quello che mi sento tranquillamente di definire il capolavoro di Jonathan Coe. In effetti, avendone letto tutti i romanzi (tranne l’ultimo, uscito qualche mese fa), posso trarre un buon bilancio della produzione di questo scrittore, e confermare che “La famiglia Winshaw” segna la svolta decisiva nella produzione letteraria dell’autore inglese. Da un lato, infatti, dobbiamo collocare i romanzi giovanili, come “L’amore non guasta” e “Donna per caso”. Dall’altro, i romanzi più maturi, sia dal punto di vista dello stile che da quello dei contenuti, rappresentati da “La banda dei brocchi”, “Circolo chiuso”, “La casa del sonno”, e “La pioggia prima che cada”. A fare da spartiacque, ma direi anche da traghettatore da una sponda all’altra, “La famiglia Winshaw”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Michael Owen è un giovane scrittore che dopo un paio di opere discrete ma senza troppe pretese si trova a fare i conti con la classica crisi di ispirazione. A questo si aggiunga che Michael non è quello che potremmo definire una persona equilibrata ed emotivamente sana, dovendo fare i conti con un vissuto di traumi adolescenziali, illusioni e ambizioni infrante, amori frustrati e conflitti familiari, e si può capire facilmente come non sia affatto strano che trascorra buona parte delle sue giornate chiuso in una stanza a guardare ossessivamente film in videocassetta. Su questa base, si inserisce l’elemento perturbante della storia, vale a dire l’offerta che gli viene fatta di scrivere la cronaca storica di una delle famiglie più note, benestanti ed influenti dell’Inghilterra della seconda metà del Novecento: i Winshaw. Questi, dietro la facciata di rispettabili plasmatori delle sorti economico – sociali del paese, nascondono un comune desiderio di soddisfare i loro più bassi desideri: dalla brama di successo mediatico alla avidità di denaro, dagli istinti sessuali allo sfruttamento delle masse. Inseritisi ognuno in una posizione cardine dei giochi di potere del mondo contemporaneo (la politica, la finanza, il commercio, l’industria, la comunicazione), tessono le loro trame per favorirsi l’un l’altro e trarre sempre più benefici a discapito degli ignari cittadini amministrati. E i pochissimi membri della famiglia meno intaccati da questa pochezza d’animo vengono relegati nel limbo della follia, della solitudine o della morte, a seconda di quale di queste opportunità si presenti più agevole da perseguire. Nel corso della storia, vediamo quindi Michael altalenare tra il suo disagio personale e gli orrori perpetrati dai membri della famiglia Winshaw sotto gli occhi indifferenti o distratti del mondo, ma all’inizio non sembra esserci molto più di una semplice cronaca, nelle sue parole. Tuttavia, ben presto il giovane scrittore (e noi con lui) sarà destinato a scoprire che gran parte, per non dire tutto, di quello che riguarda la sua vita finora e la sua stessa esistenza al mondo è legata alla famiglia di cui sta scrivendo, e che eventi che ha sempre ritenuto frutti del caso potrebbero in realtà essere tessere di un complicato disegno tessuto da qualcuno, e ce potrebbero avere ripercussioni devastanti sul suo futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è giustamente esplicitato in quarta di copertina, non è facile attribuire una definizione a questo romanzo capolavoro. Dalla saga familiare al giallo, passando per il romanzo di denuncia e la cronaca storica, Jonathan Coe tesse una trama che fotografa lo spaccato dell’Inghilterra dal secondo dopoguerra agli anni Novanta, intercalandola con elementi autobiografici e di grande slancio sentimentale (è solo una mia opinione, ma ho la sensazione che molto di quello che è Michael Owen sia parte di quello che è stato Jonathan Coe). Un romanzo dove nulla, neanche il più marginale dei paragrafi, è lasciato al caso, e dove realtà e finzione si fondono fino a rendersi indistinguibili l’uno dall’altro. Un romanzo che non dovrebbe mancare nella libreria di ogni appassionato del concetto di ‘narrazione’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Insolita ed eccitante era la presenza di una persona davanti alla mia porta, ma quel piacere fu temperato non soltanto dall’inopportuno tempismo dell’interruzione ma anche dalla sensazione, caparbia e inquietante, di avere già visto quella donna: tanto che da un momento all’altro avrei potuto riconoscerla e persino rammentarne il nome. Nella mano sinistra stringeva un foglio formato A4, piegato a metà; la destra le ciondolava irrequieta sul fianco, come se stesse cercando una tasca in cui nascondersi. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5232321551915136951?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5232321551915136951/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5232321551915136951' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5232321551915136951'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5232321551915136951'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/02/la-famiglia-winshaw.html' title='La famiglia Winshaw'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-xkZjWd2OKaE/TWEP1H7Qf-I/AAAAAAAABas/V6NJh-jq6aw/s72-c/Coe%2B-%2BLa%2Bfamiglia%2BWinshaw.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1069974652538891094</id><published>2011-02-03T07:44:00.001+01:00</published><updated>2011-02-03T07:45:57.795+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>I giorni nudi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TUpPFAHAIQI/AAAAAAAABaU/lTGOu8uK6YY/s1600/Piersanti%2B-%2BI%2Bgiorni%2Bnudi.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 313px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5569350836544348418" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TUpPFAHAIQI/AAAAAAAABaU/lTGOu8uK6YY/s320/Piersanti%2B-%2BI%2Bgiorni%2Bnudi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Claudio Piersanti era un nome che suonava familiare quando l’ho letto sul ripiano della libreria, scritto in bianco su quell’oceano blu che è la copertina del suo nuovo romanzo. Qualche tempo fa, invece, era un nome del tutto estraneo e nuovo ai miei occhi. Quella volta, la copertina aveva lo sfondo scuro, e spiccava violento il colore rosso dei capelli di lei, che nella posa china in avanti coprivano quasi interamente il viso. Quel libro era “Il ritorno a casa di Enrico Metz” e devo dire che la mia memoria ha fatto un gradevole salto indietro quando ho riletto il nome dell’autore su un nuovo romanzo, qualche mese fa. Ricordo una piacevole sensazione di leggerezza che ho provato nel leggere quel romanzo, e alcune immagini, ferme nel tempo, che scandivano il ritmo della lettura. In particolare, ho in mente l’immagine autunnale di un parco, con le foglie rosse e marroni che cadono leggere a terra. Anche questo romanzo ha una narrazione molto introspettiva, come lo era stato l’altro, sebbene questa volta ci sia un elemento diverso che mi ha colpito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alberto è uno scrittore di sceneggiati televisivi, da anni fa questo lavoro insieme al collega Guido e, sebbene forse ci sia nei suoi pensieri qualche rimpianto per non essersi dedicato di più al mondo del cinema, tutto sommato può ritenersi una persona soddisfatta della propria vita. Tuttavia, le vite equilibrate e regolari esistono proprio per essere perturbate da eventi straordinari, e cosa può esserci di più straordinario, per un uomo, di una donna? In seguito ad un incidente, Alberto conosce nei corridoi di un ospedale la giovane Lucia, praticamente una ragazzina in confronto a lui, con la quale stringe un legame che si capisce subito essere destinato a diventare, di lì a poco, una vera e propria relazione amorosa. Assistiamo così ad una rappresentazione della vita di questo uomo maturo dal momento in cui Lucia entra a farne parte, in cui in una prima fase leggiamo un crescendo di emozioni, mentre in seguito costatiamo il loro declino. Alberto si trova di fronte, forse suo malgrado, a pensieri e sensazioni che da sempre lo accompagnano ma che raramente hanno raggiunto il grado della coscienza, portati alla superficie della sua anima dalla freschezza ed esuberanza di Lucia, che poco alla volta prende campo nel suo piccolo mondo chiuso e angusto, portando con sé la novità. Una novità fatta di corpi che si scoprono e si desiderano, che si congiungono e si separano, che si cercano e che si trovano, ma anche una novità fatta di ciuffetti di fragola e bicchieri di yogurt lasciati in giro per casa. Così, con la ventata portata dalla ragazza, accadono eventi importanti nella vita di Alberto, come la definitiva separazione dal socio di una vita e l’avvio di nuove opportunità lavorative, la ristrutturazione della casa di villeggiatura e la partecipazione ad alcuni eventi mondani, ma Alberto non riesce a mettere da parte una crescente inquietudine: che cosa gli riserva il futuro? E che cosa il futuro si aspetta che lui faccia?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muovendosi sul difficile confine della analisi introspettiva di un uomo ormai ben dentro i dubbi e i disagi della maturità da un lato, e le ambizioni e le frustrazioni di una donna nel pieno della giovinezza dall’altro, Claudio Piersanti traccia un meraviglioso ritratto di coppia, un dramma in due atti in cui nel primo assistiamo all’esplodere delle emozioni positive, dall’entusiasmo della novità all’esaltazione del rapporto sessuale vissuto attraverso la nudità dei corpi, mentre nel secondo è rappresentato quello che rimane quando sogni e ambizioni cozzano con la realtà e si incrinano, lasciando come traccia alcune crepe indelebili. Il tutto filtrato attraverso la psiche contorta di un uomo isolatosi volontariamente dal mondo, che non sa fare altro che cercare rifugio nel silenzio della sua casa e della sua routine. Ma quando tutto quello che era arrivato a turbare questo equilibrio scompare, ecco che il fantasma della depressione si insinua nell’animo di Alberto, che inconsciamente si punisce per quello che ha o non ha fatto e saputo fare durante quella relazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I giorni nudi” è un romanzo intenso, malinconico ma allo stesso tempo allegro, estremamente intimista ed introspettivo ma anche legato a doppio filo alla materialità dei corpi e delle azioni. Un romanzo che va letto con costanza e senza pause, perché solo così se ne può apprezzare appieno il significato profondo e il messaggio positivo che ne esce alla fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dopo un sonno perfetto, Alberto si svegliò eccitato come quando da bambino aveva avuto in regalo la bicicletta da corsa. Suo padre era passato a prendergliela dopo il lavoro e l’aveva portata a casa che era già notte. Non potendo provarla subito si era accontentato di sognarla e al mattino si era svegliato prestissimo per rivederla: la sua stupenda Bianchi! Proprio come allora, i suoi occhi dovevano ancora saziarsi di Lucia. Scostò il lenzuolo e sprofondò nella contemplazione del suo corpo. Quel percorso nella bellezza era appena iniziato e lui capì che lo avrebbe portato lontano. Qualcuno gli aveva spiegato che la perfezione si raggiunge nel momento in cui si ha qualcosa in abbondanza e ci si può assopire sazi e certi di averne ancora al risveglio, a volontà. Facile riconoscere la matrice infantile del desiderio. Come non capire i lattanti, in questa loro passione? In poche ore era già tornato lattante. Il lattante di una donna molto più giovane di lui. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1069974652538891094?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1069974652538891094/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1069974652538891094' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1069974652538891094'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1069974652538891094'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/02/i-giorni-nudi.html' title='I giorni nudi'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TUpPFAHAIQI/AAAAAAAABaU/lTGOu8uK6YY/s72-c/Piersanti%2B-%2BI%2Bgiorni%2Bnudi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-48110355287548873</id><published>2011-01-14T19:47:00.001+01:00</published><updated>2011-01-14T19:48:27.415+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Il buon ladro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TTCaa8OmciI/AAAAAAAABaI/IUZABwidx-U/s1600/Tinti%2B-%2BIl%2Bbuon%2Bladro.jpeg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 309px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5562115327437206050" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TTCaa8OmciI/AAAAAAAABaI/IUZABwidx-U/s320/Tinti%2B-%2BIl%2Bbuon%2Bladro.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;Romanzo interessante, comprato per caso, un po’ come quasi tutto quello che compro, del resto, e che mi ha fatto riscoprire un genere di lettura che mi mancava da parecchio tempo. È quel tipo di romanzo che ti piace non tanto per quello che ti lascia alla fine dell’ultima pagina, ma per quello che vai trovando mentre lo leggi. Volendolo inquadrare in un genere, potremmo farlo rientrare tra i romanzi di formazione, quelli che narrano il percorso di crescita di un giovane catapultato nel mondo. In effetti questo aspetto è presente nel romanzo di Hannah Tinti, ma non è certamente l’unico e, forse, nemmeno il più significativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ren, un orfano cresciuto in un convento fuori del quale è stato abbandonato appena nato, vive la sua vita con gli altri orfani, aspettando e sperando che un giorno per miracolo arrivi qualcuno ad adottarlo, prima che giunga l’età in cui potrà essere arruolato nell’esercito. E, proprio quando meno se lo aspetta, quel momento arriva. Un giovane uomo, che dice di essere lo zio del ragazzo, lo porta con sé sostenendo di essere l’unico familiare che gli rimane. Ma, appena portato via il ragazzo, Benjamin Nab si dimostra ben diverso da come si è raccontato ai frati del convento. Di fatto, dietro quella parlantina tagliente e quell’aria di chi conosce bene il mondo, si nasconde un imbroglione patentato, come Ren avrà modo di scoprire non appena avrà modo di vederlo all’opera. Comincia così un tortuoso percorso costellato di loschi affari, infarcito di tonici miracolosi, esibizioni pietose per abbindolare i creduloni, bevute ed espedienti vari per tirare a campare, ben oltre i margini della legalità, un percorso che sarà destinato a portare al ragazzo quello che non ha mai osato chiedere nemmeno nei suoi desideri più segreti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il romanzo procede, con una scrittura lineare e pulita, una narrazione impersonale e un ritmo sostenuto, attraverso una sequenza di vicende avventurose, alcune comiche e altre drammatiche, fino a fondersi in qualche caso in un contesto grottesco. Ma non è questo, secondo me, il punto di forza del romanzo. Al di là dello stile dickensiano, degli intermezzi di fantasia e delle pennellate macabre e inquietanti quasi da racconto dell’orrore, quelli che spiccano sono i personaggi.&lt;br /&gt;Tutti quelli che incontriamo seguendo il percorso di Ren sembrano usciti da una galleria di figure ben al di fuori dei canoni della quotidianità. Un imbroglione affabulatore, un ex maestro alcolizzato, un gigantesco assassino in abito viola seppellito vivo e riesumato, una locandiera sorda, un nano che vive sopra un tetto e scende dalla canna fumaria del camino, due gemelli maledetti, un medico che acquista clandestinamente corpi per fare studi di anatomia, un losco industriale con un corteo di delinquenti a fargli da guardie del corpo. Da questo coacervo di personalità assurde, il giovane Ren saprà, con grande fantasia e capacità affabulatorie, ricavare quella famiglia che nella sua visione di orfano non può che costituire la ricchezza più grande. E, ultima ma non ultima, il romanzo ci consegna una grande verità: nei momenti in cui Ren e Benjamin avranno bisogno di trarsi d’impaccio, scopriremo insieme a loro il potere inarrestabile e il fascino irresistibile di una storia ben raccontata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si voltò e guardò la cantina dove si faceva il vino, poi la cappella e infine l’orfanotrofio. Era difficile credere che non avrebbe più lavorato, pregato e dormito in quel luogo. Tutto ciò che aveva sempre desiderato era andarsene, ma ora che stava per farlo si sentiva a disagio. Andò fino al muro alto che circondava gli edifici e premette il palmo umido sui mattoni. Aveva la consistenza di sempre. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-48110355287548873?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/48110355287548873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=48110355287548873' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/48110355287548873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/48110355287548873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/01/il-buon-ladro.html' title='Il buon ladro'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TTCaa8OmciI/AAAAAAAABaI/IUZABwidx-U/s72-c/Tinti%2B-%2BIl%2Bbuon%2Bladro.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4751995562025709016</id><published>2011-01-08T13:06:00.002+01:00</published><updated>2011-01-08T13:08:14.481+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Kill your boyfriend</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TShTiOMMP0I/AAAAAAAABaA/5gzjK_IXhkE/s1600/Kill%2Byour%2Bboyfriend%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 217px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559785587378765634" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TShTiOMMP0I/AAAAAAAABaA/5gzjK_IXhkE/s320/Kill%2Byour%2Bboyfriend%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Stavolta, piuttosto che con il Morrison visionario e allucinato con il quale siamo abituati ad avere a che fare, siamo alle prese con quello cinico e spietatamente critico nei confronti della società. Quello della prima parte di “Animal man”, o delle prime cinque o sei pagine di “The Invisibles”, per intenderci. Non ci sono dialoghi assurdi, non ci sono creature dall’improbabile natura, non ci sono nemmeno supereroi. C’è solo una ragazza adolescente, anonima e annoiata, dalla vita monotona e totalmente prevedibile, immersa nei cliché della società piccolo borghese di un quartiere bene, dove la più grande preoccupazione familiare è cosa potrebbero pensare i vicini. Ad un certo punto questa ragazza vede piombare nella sua vita il classico teppista, selvaggio e irresistibile, che le mette davanti le possibilità di una vita vissuta ben oltre i confini della legalità e del buon costume. Il tipico ragazzo spedito (letteralmente) ad un orfanotrofio appena nato, dentro una scatola di cartone di cui gli hanno consegnato i francobolli, cresciuto poco e male, e per il quale sesso, alcol, droga e armi sono le uniche ragioni di vita. È ovvio che una presenza disturbante come questa non può non avere un qualche effetto sulla vita di una ragazza in un periodo complicato e pericoloso come l’adolescenza. Che fare? Continuare la sua vita di privazioni e banalità come se nulla fosse, o uccidere il proprio ragazzo e darsi alla fuga, senza sapere dove andare, inseguiti dalla polizia, e avendo come unico scopo quello di trascorrere un lampo di pura incoscienza e vitalità?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spietato e dissacrante come pochi sanno essere, Grant Morrison non&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TShTcccd9dI/AAAAAAAABZ4/Eo4pOROHCMU/s1600/Kill%2Byour%2Bboyfriend%2B02.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 190px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5559785488125916626" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TShTcccd9dI/AAAAAAAABZ4/Eo4pOROHCMU/s320/Kill%2Byour%2Bboyfriend%2B02.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; perde l’occasione di criticare ogni aspetto ipocrita della società contemporanea, dalla famiglia benpensante e perbenista che ha anche qualche scheletruccio nell’armadio di cui però non si deve parlare, ai finti anarchici e rivoluzionari, che sotto il velo della contestazione artistica nascondono solo un mucchio di parole vuote e la concreta e paralizzante paura che impedisce quasi sempre di agire a coloro che spendono molto tempo a parlare. Alla fine, la vera rivoluzione (se così si può definire il suo atto conclusivo) la farà proprio quel delinquente, con una bomba a mano che era destinata ad essere solo un’immagine simbolica e concettuale. E se dieci anni possono essere sufficienti a trasformare un’adolescente in una brava mammina, non è detto che la lezione insegnatale dal poco di buono di cui si era innamorata, quella del prendere in mano la propria vita e cambiarla, con ogni mezzo, lecito o illecito che sia, non possa ancora dare i suoi frutti. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4751995562025709016?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4751995562025709016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4751995562025709016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4751995562025709016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4751995562025709016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2011/01/kill-your-boyfriend.html' title='Kill your boyfriend'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TShTiOMMP0I/AAAAAAAABaA/5gzjK_IXhkE/s72-c/Kill%2Byour%2Bboyfriend%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2378614712642338462</id><published>2010-12-15T07:09:00.001+01:00</published><updated>2010-12-15T07:11:00.818+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Il tempio delle signore</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQhb1S2InJI/AAAAAAAABZc/kv9_OEVoP9s/s1600/Mendoza%2B-%2BIl%2Btempio%2Bdelle%2Bsignore.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 314px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5550787511884225682" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQhb1S2InJI/AAAAAAAABZc/kv9_OEVoP9s/s320/Mendoza%2B-%2BIl%2Btempio%2Bdelle%2Bsignore.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Uno di quei romanzi capaci di cambiare completamente in base a chi lo sta leggendo. Per qualcuno potrebbe essere un giallo / thriller, per qualcun altro romanzo ironico e grottesco, altri ancora potrebbero leggerlo come una satira politica. Di fatto, tutte queste manifestazioni sono una precisa scelta di Eduardo Mendoza, uno dei principali rappresentanti della memoria critica della Spagna post-franchista. Non a caso, praticamente tutti i personaggi che si alternano nella complicata vicenda sono paradigmatici di una classe sociale o di una categoria umana di cui rappresentano pregi e difetti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il tempio delle signore” è la storia di uno strampalato personaggio senza nome, che narra in prima persona le vicende in cui, spesso suo malgrado, si trova coinvolto. Ex detenuto, lasciato a marcire per anni in un manicomio criminale, si ritrova, con sua grande gioia, nuovamente in possesso della sua libertà. Ma trovarsi fuori da un luogo dove, sebbene in condizioni pessime, ti danno da mangiare e da dormire, non deve essere una cosa facile da affrontare, per cui il nostro eroe dovrà ricorrere a tutte le sue risorse e soprattutto all’aiuto della sorella e del cognato per tirare avanti. Ma non appena conquistata una parvenza di stabilità, ecco che immancabilmente accade qualcosa che turba la sua vita. Per tutta una serie di vicende si trova invischiato, a causa di una donna di cui si invaghisce, nella morte di un facoltoso uomo d’affari. A questo punto, comincia un geniale alternarsi di strane figure sulla scena della rappresentazione tragicomica, figure misteriose e ambigue, a tratti drammatiche, a tratti comiche, fino a sconfinare nel grottesco. Così, tra un ambiguo industriale e un politico corrotto e corruttore, una arrampicatrice sociale e una famme fatale dai secondi fini, un sicario e un avvocato adultero, a aiutato da un autista nero che si scopre maestro delle acconciature femminili, il nostro antieroe riuscirà a sbrogliare la matassa del delitto e soprattutto a salvarsi il collo in più di un’occasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una scrittura facile e scorrevole, ma allo stesso tempo pungente e spietata, Mendoza traccia il ritratto di una Spagna piena di contraddizioni tra l’essenza e l’apparenza, che viene rappresentata, tutta intera, nel paradigma della città di Barcellona. Tuttavia, non dobbiamo pensare che nelle sue parole ci sia un senso di disprezzo per la patria, anzi. Gli attacchi e le critiche, per quanto espressi in senso ironico, sono sempre rivolti agli abitanti, alla classe politica e alle figure del potere, mai alla città stessa, per la quale invece traspare un profondo affetto attraverso la figura di un personaggio che, in alcuni tratti, potrebbe forse contenere qualche nota autobiografica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Ascoltavo affascinato il discorso del nostro primo cittadino, e intanto meditavo con grande emozione che, grazie a un sistema sociale aperto e democratico come il nostro (ben diverso dal quello indiano per esempio), una persona della mia infima estrazione sociale e dall’infame condotta poteva frequentare quegli spregevoli palloni gonfiati. Ma in quel momento la visione di Magnolio che saltellava per attirare la mia attenzione sbracciandosi come un forsennato mi ricordò il vero motivo della nostra presenza in quel posto e il cumulo di bugie che l’aveva resa possibile.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2378614712642338462?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2378614712642338462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2378614712642338462' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2378614712642338462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2378614712642338462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/12/il-tempio-delle-signore.html' title='Il tempio delle signore'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQhb1S2InJI/AAAAAAAABZc/kv9_OEVoP9s/s72-c/Mendoza%2B-%2BIl%2Btempio%2Bdelle%2Bsignore.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1712933385098424674</id><published>2010-12-09T10:53:00.003+01:00</published><updated>2010-12-09T10:56:56.875+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Northlanders</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCn0jsxrpI/AAAAAAAABZU/ySm_twl-REM/s1600/Northlanders%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548619262298533522" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCn0jsxrpI/AAAAAAAABZU/ySm_twl-REM/s320/Northlanders%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;L’epopea delle terre del nord creata da Brian Wood circa un anno fa è ormai giunta al terzo volume, il che consente di avere a disposizione un po’ di materiale di cui parlare. La cosmogonia dei popoli del Nordeuropa ha sempre costituito un terreno fertile per narratori di tutti i tipi, pensiamo per esempio alle decine di romanzi dal sapore fantasy ma allo stesso tempo calati nella storia reale che hanno per protagonisti i Celti, i Sassoni o i Vichinghi. Un altro esempio potrebbe essere l’ultimo capitolo della saga di Tomb Raider, dove la protagonista Lara Croft si trova catapultata in una avventura intrisa, dall’inizio alla fine, della mitologia vichinga. Non ultimo, il mondo del fumetto ha negli anni attinto a piene mani da questo pantheon, ricordiamo ad esempio il mitico Thor della Marvel comics.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto si inserisce anche “Northlanders”, una saga in &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCnsg-zn2I/AAAAAAAABZM/jaSNtT9_iDE/s1600/Northlanders%2B03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 205px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548619124129898338" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCnsg-zn2I/AAAAAAAABZM/jaSNtT9_iDE/s320/Northlanders%2B03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;più parti che ha per protagonisti i popoli del nord. Tuttavia, rispetto al passato, questa serie mostra delle caratteristiche peculiari. La più significativa, a mio modo di vedere, è che abbiamo di fronte storie che hanno per protagonisti personaggi reali inseriti in un periodo storico ben preciso, vale a dire il primo Medioevo. Non abbiamo a che fare con supereroi, demoni, spiriti, folletti o quant’altro, ma con soldati, navigatori, contadini, sicari, esploratori, mercanti, monaci. Di fatto, leggiamo la cronaca romanzata di quella che era la vita reale di quei popoli in quel periodo storico. Le spedizioni vichinghe e le loro scorribande lungo le coste della Francia e dell’Inghilterra, le rivalità tra possidenti terrieri che davano origine a faide lunghe decenni, i tentativi di conversione alla ‘vera fede’ dei popoli definiti barbari da parte dei monaci missionari in quelle terre lontane. Tutto questo raccontato come sfondo alle vicende di singoli personaggi, che si alternano nei vari capitoli dello stesso palcoscenico, le fredde e desolate terre dell’Europa del nord. Forse è proprio questo che rende coinvolgenti queste storie: il mondo in cui sono ambientate. Il fascino di qualcosa di sconosciuto, di lontano, di profondamente diverso da quello che siamo abituati a vedere affacciandoci dalle nostre finestre. Valli di neve bianca che si estendono a perdita d’occhio, foreste talmente fitte che non vi penetrano neanche i raggi del sole, mari in tempesta che scuotono le navi con le vele squarciate dal vento. E in mezzo a tutto questo, uomini e donne che si confrontano con forze ben più grandi di loro, in un mondo &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCnTYRx3yI/AAAAAAAABZE/o3n-5eB44_8/s1600/Northlanders%2B04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5548618692296826658" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCnTYRx3yI/AAAAAAAABZE/o3n-5eB44_8/s320/Northlanders%2B04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;dove tutto, perfino un letto su cui riposare, rappresenta una sfida prima e una conquista poi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una bella saga, orchestrata in maniera interessante da Brian Wood, coordinatore di una varietà di disegnatori (tra i quali un cenno merita l’italianissimo Davide Gianfelice, autore del primo volume) che hanno saputo adattare molto bene i loro tratti alle atmosfere narrate. Una lettura che potrebbe interessare chi, come me, subisce il fascino delle terre del nord e della loro caratteristica peculiare: il freddo. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1712933385098424674?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1712933385098424674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1712933385098424674' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1712933385098424674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1712933385098424674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/12/northlanders.html' title='Northlanders'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TQCn0jsxrpI/AAAAAAAABZU/ySm_twl-REM/s72-c/Northlanders%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2819346776679104265</id><published>2010-11-25T07:33:00.005+01:00</published><updated>2010-11-25T07:37:24.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>Gioco 01 - Wari</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4D_wYIQtI/AAAAAAAABYs/HyIcWjC6if8/s1600/Wari%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 205px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543372585192407762" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4D_wYIQtI/AAAAAAAABYs/HyIcWjC6if8/s320/Wari%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Inauguro qui una nuova serie di post, che spero possa essere lunga e divertente, e che avrà come argomento il gioco. Potrà sembrare strano, ma lo ritengo una delle cose più importanti dell’esperienza umana, e quindi rientra appieno nello spirito fondante di questo blog, cioè dare valore alle cose preziose. Il gioco non è solo qualcosa riservato ai bambini, né tanto meno un’attività futile o una perdita di tempo. Credo di poter dire che il gioco è la ragione per cui siamo quello che siamo. Non è un caso che i bambini, subito dopo la nascita, comincino a interagire col mondo proprio giocando. E non è una cosa limitata solo alla specie umana. Chiunque abbia avuto occasione di avere dei cuccioli avrà notato che una quota importante del loro tempo la trascorrono giocando tra loro. Questo perché è dimostrato che il gioco permette di formare e potenziare tutte quelle attività e capacità che saranno fondamentali nella vita adulta. I felini, ad esempio, giocando da cuccioli, imparano a muoversi nell’ambiente circostante, a cacciare e a interagire con i loro simili. Non è un caso che i bambini che da piccoli dedicano molto spazio ai giochi di gruppo si rivelano più socievoli e più portati a stare in compagnia. Allo stesso modo, i giochi che stimolano le attività cerebrali rendono più attivi e produttivi nel mondo del lavoro. È anche dimostrato che l’attivazione in età precoce di più sistemi nervosi contemporaneamente, come è richiesto dai giochi complessi, migliora le capacità intellettive. In definitiva, giocare rende più&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4D4ltCUQI/AAAAAAAABYk/nSSob-ZtIMs/s1600/Wari%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 315px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543372462068224258" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4D4ltCUQI/AAAAAAAABYk/nSSob-ZtIMs/s320/Wari%2B02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; intelligenti, più svegli, più attivi. È questo il motivo per cui credo che il gioco dovrebbe far parte anche della vita adulta, in tutte le sue forme. Personalmente trovo molto belle quelle immagini in cui si vedono gli anziani che giocano a carte seduti all’ombra del primo pomeriggio. Se ho deciso di inaugurare questa rubrica (chiamiamola così), è perché i giochi hanno una storia e, uno per volta, avrei piacere di condividere queste storie con quanti vorranno leggere queste pagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gioco 1 – Wari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo gioco di cui parlo è il Wari. È uno dei tanti giochi da scacchiera che si praticano in molte parti del mondo. È anche noto con il nome di Mancala ed è stato giocato per migliaia di anni in Egitto, dove ne sono state trovate tracce negli scavi della piramide di Keope e dei templi di Karnak e Luxor. Il gioco si diffuse in Asia e in Africa, dove gli Arabi vi apportarono alcune varianti. In questo modo, si trasmesse fino ai viaggiatori europei del XIX secolo, diventando così noto anche alle culture occidentali. La semplicità dei materiali necessari per giocare al Wari ne ha determinato la grande diffusione nei paesi più poveri. Ad esempio, i bambini africani sono soliti giocare in scacchiere scavate direttamente nel terreno, usando come pedine piccoli sassolini o noccioli di frutta. Secondo la tradizione, si gioca al Wari per divertimento o per il prestigio che offre, mai per denaro. In alcune regioni ha perfino un significato religioso. Nel Surinam, i familiari di un defunto giocano al Wari il giorno prima della sepoltura, per tenere compagnia all’anima del morto che non si è ancora allontanata, ma al calar della notte smettono, perché se continuassero i fantasmi, attirati dal gioco, verrebbero a portare via le loro anime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4Dw7XwvXI/AAAAAAAABYc/a7OKrFqLtQg/s1600/Wari%2B03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543372330445618546" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4Dw7XwvXI/AAAAAAAABYc/a7OKrFqLtQg/s320/Wari%2B03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;La tavoletta del Wari è costituita da due file di sei cavità, più altre due cavità alle estremità che servono solo a contenere i pezzi catturati da ciascun giocatore e possono anche non esserci quando ciascuno tenga il suo bottino da parte. Ognuna delle sei cavità delle due file viene riempita con quattro piccoli oggetti, come semi, sassolini, ceci, ecc. Nel proprio turno, il giocatore preleva tutti i pezzi contenuti in uno dei sei buchi del suo campo di gioco e li distribuisce, uno per volta, nei buchi successivi in senso orario. In questo modo, durante la partita, le cavità potranno contenere un numero variabile di pezzi. Lo scopo del gioco è riuscire a depositare uno o più dei pezzi prelevati dal proprio lato in uno o più buchi dell’avversario che contengano solo uno o due pezzi. Quando questo accade, il giocatore che dispone i suoi pezzi nelle caselle avversarie, che a questo punto conterranno due o tre pezzi, cattura tutto quello che c’è in quelle caselle e le tiene da par&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4DoE74wwI/AAAAAAAABYU/9v6g7rHaYc8/s1600/Wari%2B05.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 286px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5543372178394235650" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4DoE74wwI/AAAAAAAABYU/9v6g7rHaYc8/s320/Wari%2B05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;te come suo bottino. Il gioco termina quando tutti i buchi del lato di un giocatore sono vuoti e tocca a lui giocare. In questo caso, l’altro giocatore avrà conquistato tutti i pezzi messi in gioco all’inizio, o mettendoli da parte come catturati o tenendoli nel suo campo di gioco, e sarà il vincitore della partita. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2819346776679104265?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2819346776679104265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2819346776679104265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2819346776679104265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2819346776679104265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/11/gioco-01-wari.html' title='Gioco 01 - Wari'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TO4D_wYIQtI/AAAAAAAABYs/HyIcWjC6if8/s72-c/Wari%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3680611930614398265</id><published>2010-11-13T13:27:00.004+01:00</published><updated>2010-11-13T13:31:27.893+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Lucca Comics &amp; Games 2010</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6FAmeNzMI/AAAAAAAABYM/nucsOttlgAc/s1600/Lucca%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 224px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539010837086063810" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6FAmeNzMI/AAAAAAAABYM/nucsOttlgAc/s320/Lucca%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Seconda esperienza al Lucca Comics, che si conferma essere una manifestazione coinvolgente per chi come me è appassionato del mondo del fumetto e delle arti grafiche e narrative in generale. Come è ovvio, l’entusiasmo e lo stupore dell’anno scorso sono un po’ scemati, in fondo quest’anno sapevo cosa mi aspettava, ma nonostante questo sono tornato piacevolmente soddisfatto. Tanto per cominciare, per motivi lavorativi e di studio, buona parte dei miei amici è attualmente lontana dalla Sicilia, per cui Lucca ha significato poterci rivedere e passare quattro giorni in compagnia, e anche solo per questo ne è valsa la pena. Seconda considerazione, per chi vive in una realtà come la mia, dove il mercato del fumetto e dell’animazione è relegato a piccole nicchie che a stento sopravvivono, agonizzando nella difficile situazione economica generale, una fiera come quella di Lucca rappresenta una boccata d’ossigeno, mettendo a disposizione una quantità e una varietà di roba che è difficile da descrivere. Terzo, e non ultimo, ci sono gli autori, che per chi è abituato a pensarli come figure astratte dedite solo al disegno, molto meno reali dei personaggi che realizzano su carta, rappresentano una attrattiva non indifferente. Su questo ultimo punto, però, vorrei fare delle considerazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come mi faceva notare qualcuno, da una fiera come il Lucca Comics, una delle più importanti manifestazioni d’Europa inerenti il fumetto, ci si potrebbe aspettare qualche grosso nome in più. In effetti, l’improvvisa e imprevista assenza di Grant Morrison ha privato la fiera di una delle grosse attrattive di quest’anno. Tuttavia, da qui a dire che non c’è proprio nessuno ce ne vuole! Tanto per dire un paio di nomi, si sono visti Mike Allred, Gary Frank, Ken Niimura, Scott Morse, che certamente non sono gli ultimi arrivati nel panorama del fumetto mondiale. In più, aggiungiamoci una nutrita schiera di autori italiani, operanti sia in patria che all’estero, che hanno arricchito i vari stand con la loro presenza e i loro sketches. Quest’ultimo è forse uno dei punti dolenti di quest’anno, se la vediamo nell’ottica puramente italiana della fiera. Di fatto, non c’è più nessuno che disegna gratis. Fino all’anno scorso, bastava avvicinarsi a un tizio con la matita e al peggio fare un po’ di coda per avere un disegno. Al massimo, gli editori che ospitavano l’autore chiedevano di comprare l’albo presentato come novità. Quest’anno, invece, non solo quest’ultima è diventata una regola, ma addirittura comincia a prendere piede l’abitudine alla commissione, nello stesso stile delle convention americane in cui gli autori hanno, fuori da&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6E5pTgFaI/AAAAAAAABYE/3jDipnymhw8/s1600/Drawers%2B01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539010717587346850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6E5pTgFaI/AAAAAAAABYE/3jDipnymhw8/s320/Drawers%2B01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;i loro stand, una sorta di listino prezzi a seconda del tipo di disegno richiesto. Da un certo punto di vista, questo restituisce dignità ad un lavoro che veniva visto come un qualcosa di dovuto nei confronti di chi si avvicinava allo stand, quando in altri posti, per lo stesso tipo di lavoro, i disegnatori vengono strapagati. Dall’altro, però, bisogna fare i conti con le illusioni di chi, con gli occhi estasiati, guarda quelle linee uscire fuori dalle dita e prendere la forma dei personaggi tanto amati, e che si vede privato di questo piacere dal fatto che non si può permettere di pagare cinquanta euro o più per un disegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in questo discorso si inserisce la piacevole scoperta di quest’anno, vale a dire lo stand dei Drawers, una combriccola di simpatici p&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6EyysfS3I/AAAAAAAABX8/36kuML4Ts04/s1600/Drawers%2B02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539010599848987506" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6EyysfS3I/AAAAAAAABX8/36kuML4Ts04/s320/Drawers%2B02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;ersonaggi che ha deciso di prendersi un piccolo spazio dedicato solo al disegno. Unica merce in vendita, delle stampe degli autori presenti, che si alternavano nei vari orari e facevano disegni a tutti quelli che ne acquistavano anche una sola. Come premio a chi acquistava un folder con tutte le stampe a tema Halloween, la partecipazione alla estrazione finale di tre gruppi di originali, nella quale, con mia grande gioia, sono stato il primo ad essere sorteggiato! Ma al di là del premio, la cosa che mi ha veramente fatto piacere è stata trovare un ambiente allegro e divertente, proprio come io mi aspetto che sia un luogo dove nascono i fumetti. È qui che ho conosciuto Daniela, Alessia, Luca, Sabrina, Enrico, Andrea, Elena, e tanti altri maestri della linea e del colore. Tutto sommato, è &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6EsfXvJJI/AAAAAAAABX0/FyajCg0P_Is/s1600/Drawers%2B04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5539010491582456978" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6EsfXvJJI/AAAAAAAABX0/FyajCg0P_Is/s320/Drawers%2B04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;proprio questo che cerco a Lucca: conoscere le persone che creano i sogni. E poi, parafrasando una ben nota pubblicità, vedere D.D.M. che mangia un cornetto alle nove di mattina mentre disegna non ha prezzo! &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3680611930614398265?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3680611930614398265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3680611930614398265' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3680611930614398265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3680611930614398265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/11/lucca-comics-games-2010.html' title='Lucca Comics &amp; Games 2010'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TN6FAmeNzMI/AAAAAAAABYM/nucsOttlgAc/s72-c/Lucca%2B01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-338196069089627571</id><published>2010-11-06T11:17:00.001+01:00</published><updated>2010-11-06T11:18:35.944+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Quello che ti meriti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TNUraFiYCbI/AAAAAAAABXk/bdT1VoiNTHY/s1600/Holt+-+Quello+che+ti+meriti.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 207px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5536379044084844978" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TNUraFiYCbI/AAAAAAAABXk/bdT1VoiNTHY/s320/Holt+-+Quello+che+ti+meriti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Esordio italiano per la scrittrice norvegese Anne Holt, che con questo romanzo si inserisce a pieno titolo nel filone dei romanzi gialli dal sapore letterario. Dalle poche ma incisive righe biografiche in quarta di copertina, si capisce che la sua non è una passione solo narrativa ma anche professionale. Laureata in legge ma con un passato di giornalista televisiva, collaboratrice della Polizia di Stato norvegese, avvocato, con una piccola parentesi di un paio di anni come Ministro della Giustizia. Fin dai suoi esordi letterari, nei primi anni Novanta, ha riscosso molto favore da parte di pubblico e critica, vincendo perfino il più prestigioso premio norvegese per il crime novel, The Riverton Prize. “Quello che ti meriti” è il primo di una serie di thriller investigativi che ha per protagonisti l’investigatore Stubo e la criminologa Vik.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel freddo della Norvegia sembra che tutto debba muoversi seguendo la lenta e monotona routine che ci si aspetta dai popoli nordici, ma la realtà è molto più complessa di come ce la aspettiamo. Quando sparisce un bambino senza che nessuno se ne accorga, scattano la preoccupazione dei genitori e le ricerche delle autorità locali, ma le ipotesi riguardo alla scomparsa sono molte. Nella maggior parte dei casi si tratta di piccole fughe da casa di bambini troppo vivaci e sicuri di loro stessi. Quando il numero comincia a crescere e i bambini non si trovano, la preoccupazione sale e si cominciano a fare ipotesi molto più serie e angoscianti, soprattutto se non arriva nessuna richiesta di riscatto. Quando una coppia di genitori riceve un misterioso pacco che si scopre contenere il cadavere del figlio, con sopra un biglietto dove si legge l’enigmatica frase ‘Adesso hai quello che ti meriti’, il problema diventa un caso di polizia criminale. Ma l’investigatore Yngvar Stubo non sa dove sbattere la testa, dato che i bambini rapiti e ritrovati morti non sembrano avere nessun collegamento tra loro, così come i loro genitori, i luoghi dove sono scomparsi o le circostanze del rapimento. Forse, potrebbe aiutarlo Johanne Vik, una persona che si occupa di analizzare tutto quello che succede nelle menti criminali. È così che si mette insieme una improbabile squadra di detective in cui alla percettività ed esperienza dell’uomo di legge si mescoleranno le speculazioni logico – psicologiche della donna di ricerca. E il tempo stringe, perché gli assassini come quello che ha ucciso i bambini in genere non si fermano da soli, vogliono essere fermati, e visto che manca all’appello un cadavere, c’è la possibilità che la prima bambina scomparsa sia ancora viva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Muovendosi in maniera altalenante tra l’interpretazione psicologica dei personaggi e le scene d’azione, Anne Holt intesse una trama sottile e variegata, che alterna più filoni di un’unica narrazione, che convergeranno solo alla fine. I tormenti passati dell’investigatore Stubo si uniscono alla vita complicata di Johanne e di sua figlia Kristian, e a un caso giudiziario di molti anni prima, che ha suscitato la curiosità della criminologa, e in cui un innocente ha scontato anni di galera e odio sociale per qualcosa che non ha mai commesso. Ma proprio nelle ultime pagine del romanzo, si insinua un sospetto: che Aksel Seier abbia pagato in anticipo le colpe di qualcuno che non potrà più essere punito?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I bambini non sanno di dover morire. Non hanno il concetto della morte. Lottano per vivere istintivamente, come le lucertole che se minacciate sono pronte a rinunciare alla coda. Tutte le creature sono geneticamente programmate per cercare di sopravvivere. Anche i bambini. Loro però non hanno il concetto della morte. Ai bambini fanno paura le cose concrete. Il buio. Gli sconosciuti, forse; essere separati dalla famiglia, il dolore, i rumori spaventosi, la perdita di un oggetto. La morte, invece, è incomprensibile per una mente non ancora matura. I bambini non sanno di dover morire. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-338196069089627571?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/338196069089627571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=338196069089627571' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/338196069089627571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/338196069089627571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/11/quello-che-ti-meriti.html' title='Quello che ti meriti'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TNUraFiYCbI/AAAAAAAABXk/bdT1VoiNTHY/s72-c/Holt+-+Quello+che+ti+meriti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4511380550310849302</id><published>2010-10-26T13:22:00.002+02:00</published><updated>2010-10-26T13:27:29.130+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Siamo solo all'inizio! Anzi, ancora prima!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TMa60t3QcuI/AAAAAAAABXc/x20I_qgtaNg/s1600/Lo+Bocchiaro.JPG"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; DISPLAY: block; HEIGHT: 400px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5532314607098557154" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TMa60t3QcuI/AAAAAAAABXc/x20I_qgtaNg/s400/Lo+Bocchiaro.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non abbiamo neanche cominciato, e guarda qua che roba! Fuguratevi quando torno! Grazie ancora, Lobo (detto anche Giuseppe)! ^^&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4511380550310849302?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4511380550310849302/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4511380550310849302' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4511380550310849302'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4511380550310849302'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/10/siamo-solo-allinizio-anzi-ancora-prima.html' title='Siamo solo all&apos;inizio! Anzi, ancora prima!'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TMa60t3QcuI/AAAAAAAABXc/x20I_qgtaNg/s72-c/Lo+Bocchiaro.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1020725125191763598</id><published>2010-10-16T09:37:00.004+02:00</published><updated>2010-10-16T09:44:25.908+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anime'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Here they come!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlXWDiBXSI/AAAAAAAABXU/_6BMBoOTiaE/s1600/Lucca+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 224px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528546053990735138" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlXWDiBXSI/AAAAAAAABXU/_6BMBoOTiaE/s320/Lucca+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccoli che arrivano! È una frase tipica di film d’azione, il buono che guarda in lontananza un folto gruppo di nemici che si avvicina, esaltato dal&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlWvucHSMI/AAAAAAAABXM/VJ7PHgWCX6I/s1600/Lucca+02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528545395493783746" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlWvucHSMI/AAAAAAAABXM/VJ7PHgWCX6I/s320/Lucca+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; desiderio di confrontarsi con loro, eccitato al pensiero della sfida. Anche per me è lo stesso. Quel mucchio selvaggio di carta colorata si avvicina a grandi passi, inesorabile, incontrastato. Il 29 ottobre si apriranno i cancelli della fantasia, come accade una sola volta ogni anno, lasciando entrare tutti coloro che saranno così pazzi da avventurarsi in un mondo di caos, esaltazione, divertimento, magia. Personaggi ai confini con la realtà quotidiana, se non ben oltre, che nei giorni normali si nascondono dietro la facciata di sceneggiatori e disegnatori, ma che in quei quattro giorni si trasformano in creature dalla dubbia natura, circondate da altre ancora più strane, per aspetto e comportamenti. Uno di questi sarò io. Lucca sta arrivando. Ne rimmarrà &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlWpD9OfOI/AAAAAAAABXE/Ml4wP1W4oMc/s1600/Lucca+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528545281010728162" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlWpD9OfOI/AAAAAAAABXE/Ml4wP1W4oMc/s320/Lucca+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;uno solo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="480" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CmcWU4mtW5k?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CmcWU4mtW5k?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1020725125191763598?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1020725125191763598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1020725125191763598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1020725125191763598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1020725125191763598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/10/here-they-come.html' title='Here they come!'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlXWDiBXSI/AAAAAAAABXU/_6BMBoOTiaE/s72-c/Lucca+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-987621353745592657</id><published>2010-10-16T09:08:00.004+02:00</published><updated>2010-10-16T09:11:30.981+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>God of war - La trilogia</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlQCdFw0oI/AAAAAAAABW8/7YPtsvf9_ec/s1600/GOW+III+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 279px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528538020672754306" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlQCdFw0oI/AAAAAAAABW8/7YPtsvf9_ec/s320/GOW+III+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Quella di “God of war” è una delle più famose saghe realizzate nel mondo dei videogiochi, e se è così ci sarà un motivo. A mio modo di vedere, questo risiede nella capacità di saper sintetizzare diversi generi che questo prodotto ha dimostrato fin dal primo capitolo, comparso ormai diversi anni fa. Da un lato, infatti, “God of war” era il classico gioco d’azione, in cui la dinamica fondamentale consisteva nel far fuori orde di nemici agguerrite più che mai per proseguire nel percorso. E in effetti questa è una delle tematiche che più di frequente ricorre nei videogiochi. Su questo substrato, però, gli autori sono stati bravi a inserire tutta una serie di elementi che hanno reso “God of war” un prodotto particolare e interessante. Primo di questi elementi, la storia. Le battaglie di Kratos, il generale spartano protagonista dell’avventura, non sono solo una manifestazione di violenza simulata, ma rappresentano l’unico mezzo che il personaggio ha per proseguire nella sua storia. Un generale, ingannato e tradito dal dio della guerra Ares, giura di vendicarsi di quest’ultimo e inizia un percorso irto di pericoli e scontri che lo porterà ad affrontare ed uccidere il suo avversario, per prenderne poi il posto come nuovo dio della guerra. Così arriviamo al secondo elemento che raramente si è visto in un gioco di avventura, vale a dire la mitologia greca. Sotto questo punto di vista, occo&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlP77l9I6I/AAAAAAAABW0/8Uw__mAq5ac/s1600/GOW+III+02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528537908601758626" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlP77l9I6I/AAAAAAAABW0/8Uw__mAq5ac/s320/GOW+III+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;rre una precisazione. È chiaro che si tratta comunque di un prodotto di fantasia, e quindi non ci si deve aspettare una fedele corrispondenza con i miti classici, ma piuttosto un loro adattamento funzionale alla storia. Così, non ha senso storcere il naso come fa qualcuno quando Kratos si avventura nel tempio di Pandora, sostenendo che nella mitologia classica non è mai esistito un tempio dedicato a Pandora in quanto quest’ultima non era una divinità. Per la narrazione delle avventure del soldato spartano, era funzionale che esistesse questo luogo, e tanto basta. Un altro elemento che ho apprezzato molto è il velo di mistero che avvolge il passato del protagonista, e che viene svelato poco per volta ma mano che si prosegue nella storia, attraverso dei flashback che rivelano momenti particolarmente dolorosi della vita del generale e che spiegano cosa e chi è responsabile della sua attuale sete di vendetta. Una vendetta che si compierà appieno ed in maniera sconvolgente &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlP0Gfs7UI/AAAAAAAABWs/-TZaMzHP3dA/s1600/GOW+III+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 182px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528537774089366850" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlP0Gfs7UI/AAAAAAAABWs/-TZaMzHP3dA/s320/GOW+III+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;solo nel terzo capitolo della saga, che si è affacciato sul mercato solo da pochi mesi e che già è in testa alle classifiche di vendita, a dimostrare che la casa produttrice e gli autori hanno saputo sfruttare appieno le potenzialità hardware della nuova macchina PS3. ma l’altra operazione molto intelligente che vorrei sottolineare con piacere è stata rieditare i primi due capitoli della saga, usciti per PS2, in versione rimasterizzata su supporto blueray, che ne ha permesso un miglioramento dal punto di vista grafico. Sebbene si riconoscano le differenze rispetto all’ultimo capitolo, creato di sana pianta per PS3, le prime due avventure sono godibilissime in questo formato. Inoltre, l’edizione Trilogy consente di avere tutti e tre i titoli con una aggiunta di soli venti euro rispetto al prezzo di lancio del solo terzo capitolo. Se non è un’occasione questa... Speriamo che la Sony, forte di questo successo, decida di editare altre saghe rieditate in passato, e che hanno fatto la storia del videogioco. Ogni riferimento alla saga di Metal Gear Solid NON è &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlPuhPh1HI/AAAAAAAABWk/tnkEN0QeI_0/s1600/GOW+III+04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5528537678190072946" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlPuhPh1HI/AAAAAAAABWk/tnkEN0QeI_0/s320/GOW+III+04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;puramente casuale!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-987621353745592657?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/987621353745592657/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=987621353745592657' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/987621353745592657'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/987621353745592657'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/10/god-of-war-la-trilogia.html' title='God of war - La trilogia'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TLlQCdFw0oI/AAAAAAAABW8/7YPtsvf9_ec/s72-c/GOW+III+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-8202992058146537415</id><published>2010-09-29T07:03:00.002+02:00</published><updated>2010-09-29T07:04:12.744+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Una stagione selvaggia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TKLIvSePMmI/AAAAAAAABWc/R708uHkJObQ/s1600/Lansdale+-+Una+stagione+selvaggia.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 198px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5522196807847719522" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TKLIvSePMmI/AAAAAAAABWc/R708uHkJObQ/s320/Lansdale+-+Una+stagione+selvaggia.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Eccoci dunque alla prima avventura che vede come protagonisti Hap Collins e Leonard Pine, i due sgangherati amici che abbiamo conosciuto in “Mucho mojo”. In effetti, “Una stagione selvaggia” è il primo dei romanzi che Joe R. Lansdale ha scritto con loro come protagonisti, e si colloca subito prima di “Mucho mojo”, tanto che in quest’ultimo si potevano leggere parecchi riferimenti alla loro prima avventura, che certamente è una di quelle storie che lasciano il segno. Motivo per cui consiglierei a chi volesse leggere per la prima volta qualcosa di questo autore, di cominciare proprio con questo romanzo, che certamente rappresenta il punto d’inizio ideale per imparare a conoscere i nostri (anti)eroi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho detto la volta scorsa, Hap e Leonard non potrebbero essere più diversi, ad una prima occhiata, ma in realtà condividono molti aspetti della loro vita, cosa che li ha uniti al punto che considerarli semplici amici sarebbe riduttivo. Nelle loro vite ai margini di tutto, del benessere ma senza cadere nella disperazione, della legalità ma senza cadere nella delinquenza, e via dicendo, arriva quel qualcosa che sempre è stato e sempre sarà capace di far perdere la bussola: uno schianto di donna. Trudy è l’ex moglie di Hap, una che si innamora facilmente degli uomini, ma che se ne stanca con altrettanta facilità, e che sa benissimo come persuadere un maschio a fare quello che vuole. Tutti tranne Leonard, ovviamente, che in quanto omosessuale sa come rendersi immune al fascino femminile, e sente puzza di manipolazione lontano un miglio quando Trudy, dopo essere stata lontana per anni ed aver sposato un altro, misteriosamente ritorna a cercare Hap. E la puzza diventa ancora più forte quando lei chiede l’aiuto di Hap promettendogli dei soldi facili facili. Un bel po’ di soldi facili facili. E sebbene Hap sa benissimo quanto Trudy sappia essere manipolatrice, l’idea di tirare su un po’ di grana per sé e per Leonard non gli dispiace per niente. Ma le cose sono ovviamente destinate a complicarsi. Come, lo lascio scoprire a chi vorrà leggere il romanzo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un romanzo che, al di là della storia d’azione e dei continui colpi di scena, ha il grande pregio di farci conoscere dei personaggi davvero vivi e sfaccettati. Bellissimo è in questo senso il ritratto che ne viene fuori dell’amicizia tra Hap e Leonard, pronti a prendersi in giro e ad insultarsi a vicenda alla prima occasione, ma anche capaci di una lealtà e uno spirito di sacrificio l’uno nei confronti dell’altro che chiunque invidierebbe. Altrettanto bello il diverso vissuto generazionale, con Leonard ex combattente in Vietnam e Hap che si è fatto diciotto mesi di carcere per aver rifiutato di prestare servizio militare. Abbiamo quindi nella storia uno spaccato di America dagli anni Sessanta ad oggi, con tutte le sue contraddizioni e i suoi ideali o pseudo tali. E abbiamo anche un po’ di sesso, qualche birra, proiettili, risse e un bel malloppo in fondo a un fiume. Se non è un’offerta speciale questa, ditemi voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dio, com’era bella Trudy. Giovane da far paura, un prototipo di Eva. Aveva lunghi capelli biondi ondulati che scendevano fino alla vita e occhi così verdi e luminosi da sembrare soprannaturali. Portava pendenti d’argento scintillanti. Indossava una camicetta bianca annodata, una minigonna di jeans e zoccoli di legno. Sotto la camicetta si vedevano la pancia piatta e abbronzata e un meraviglioso ombelico, e dalla minigonna spuntavano gambe come quelle che Dio avrebbe dato alla sua donna. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-8202992058146537415?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/8202992058146537415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=8202992058146537415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8202992058146537415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8202992058146537415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/09/una-stagione-selvaggia.html' title='Una stagione selvaggia'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TKLIvSePMmI/AAAAAAAABWc/R708uHkJObQ/s72-c/Lansdale+-+Una+stagione+selvaggia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-9093219649959201696</id><published>2010-09-16T13:59:00.001+02:00</published><updated>2010-09-16T14:00:46.333+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Il mistero di Dio</title><content type='html'>&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517479983541583170" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TJIGz-pS_UI/AAAAAAAABWU/6UlOMp4Klws/s320/Il+mistero+di+Dio.jpg" /&gt; &lt;div align="justify"&gt;Finalmente vede la luce la ristampa di questa graphic novel della Vertigo, la linea che si potrebbe definire ‘impegnata’ della DC Comics. Una storia partorita dalla mente del visionario Grant Morrison e impressa su carta dal meraviglioso disegnatore (ma definirlo così è riduttivo) John J. Muth, una storia che per le sue qualità narrative è considerata una delle più ambiziose tra quelle dell’autore scozzese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella tranquilla, monotona e piccolo borghese cittadina di Townely va in scena una rappresentazione teatrale di alcuni episodi della Bibbia, ma durante la prima serata, la Genesi, l’attore che interpreta Dio viene ucciso. Inizia così un’indagine che dovrà necessariamente portare a un colpevole, perché una comunità così per bene non può accettare che al suo interno si nasconda un assassino. Di questa indagine viene incaricato uno strano detective di città, taciturno, sospettoso, che va in giro sempre intabarrato in un impermeabile nero. Un detective convinto che questo non sia un normale delitto di paese, alla base del quale ci possono essere soldi, o corna, o delinquenza varia. Il detective Carpenter è convinto che la componente simbolica giochi un ruolo fondamentale in questa storia, e il suo compito deve essere non solo quello di trovare tutti i pezzi del puzzle, ma anche di metterli insieme e di trovare infine la giusta distanza da cui guardare il disegno finale. Qualcuno ha ucciso Dio. Non è una cosa che succede tutti i giorni. E nella tranquilla, monotona e piccolo borghese cittadina di Townely, più di una persona ha qualche macchia nel proprio passato. A cominciare dal detective Carpenter.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta, Grant Morrison dà prova di sapersi muovere alla perfezione in un mondo fatto di follia e simbolismo, dove tutte le ossessioni dell’uomo (forse, le sue ossessioni?) prendono forma e sostanza, al punto che il quadro d’insieme cambia in continuazione a seconda di quale sia il paio d’occhi che lo sta guardando in quel momento. Un viaggio onirico e intimista in alcuni passaggi, crudelmente reale in altri, scandito meravigliosamente dalle tavole ad acquerello di Muth, che ci regala un vero e proprio quadro ad ogni pagina. E non sperate troppo intensamente di scoprire chi ha ucciso Dio. Mai fidarsi di uno scrittore, mente per mestiere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-9093219649959201696?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/9093219649959201696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=9093219649959201696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/9093219649959201696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/9093219649959201696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/09/il-mistero-di-dio.html' title='Il mistero di Dio'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TJIGz-pS_UI/AAAAAAAABWU/6UlOMp4Klws/s72-c/Il+mistero+di+Dio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-6487657782324426955</id><published>2010-09-10T16:20:00.001+02:00</published><updated>2010-09-10T16:21:24.721+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Medicina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Film'/><title type='text'>The Lady and the Reaper</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Nel mio lavoro capita di aver a che fare con questa entità, che nell’immaginario comune è associata a quanto di peggio possa esistere. Devo dire che questo mi rammarica un po’, perché mi rendo conto che ancora oggi, con tutta la nostra evoluzione e il nostro progresso, non riusciamo a scostarci da idee radicate nelle zone più profonde della nostra mente. Ancora oggi, non ho mai avuto occasione di sentire qualcuno che parli di una ‘bella morte’. Con sottile ironia e con una impostazione francamente parodistica, questo cortometraggio di matrice spagnola a mio giudizio si propone proprio questo: rivalutare l’idea di questa entità dalla quale tutti fuggiamo, e familiarizzare con il concetto che dovremmo preoccuparci di vivere e morire bene, piuttosto che semplicemente di allungare la sopravvivenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="640" height="385"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HmOrWzblBPs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HmOrWzblBPs?fs=1&amp;amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="640" height="385"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-6487657782324426955?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/6487657782324426955/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=6487657782324426955' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6487657782324426955'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6487657782324426955'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/09/lady-and-reaper.html' title='The Lady and the Reaper'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-8571757061771189284</id><published>2010-08-24T07:21:00.001+02:00</published><updated>2010-08-24T07:22:31.154+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Almost blue</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/THNXAiBnV5I/AAAAAAAABV8/_dCkwo5n6r4/s1600/Lucarelli+-+Almost+blue.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 199px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508842435849443218" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/THNXAiBnV5I/AAAAAAAABV8/_dCkwo5n6r4/s320/Lucarelli+-+Almost+blue.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Romanzo particolare e molto variegato dal punto di vista narrativo quello intessuto da Carlo Lucarelli, che probabilmente è più noto per le sue performance come conduttore e autore televisivo che non come scrittore. In realtà queste due strade hanno sempre corso in parallelo, e sono state mantenute unite da un comune denominatore, rappresentato dai misteri. Infatti, la fortunata trasmissione “Blu notte” ha come sottotitolo “Misteri italiani”, e nella sua produzione letteraria Lucarelli si è sempre dedicato al giallo. Inoltre il suo particolare modo di narrare, che lo ha reso famoso in televisione, ho scoperto essere presente anche nella parola scritta. Una narrazione fatta di frasi brevi e scattanti, di incidentali, di ripetizioni, di punteggiatura sincopata che sembra scandire il racconto come le battute scandiscono la melodia di un’orchestra. Espediente molto particolare, e che personalmente ho trovato molto interessante, e quello del cambio del narratore. Non uno solo, infatti, ma ben tre sono i punti di vista di questo romanzo, che di fatto seguono il ruolo della vicenda dei tre protagonisti principali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se nessuno vuole ammetterlo, a Bologna è in azione un assassino seriale, che uccide gli studenti universitari con un rituale macabro e inquietante. Ma quello che lo rende particolare è la capacità di assumere di volta in volta l’identità delle sue vittime, sicché ognuna di esse di fatto è uccisa dalla precedente. Non lo fa per cattiveria o per esaltazione della violenza, semplicemente è l’unico modo che ha per far tacere le campane dell’inferno che gli rimbombano nelle orecchie e lo fanno impazzire, a stento tenute a bada dal rock metallico che ascolta a tutto volume con le cuffie. L’ingrato compito di capire chi è, dov’è e come prenderlo è affidato a Grazia, ispettore di polizia ma soprattutto donna in un club per soli uomini. Per lei sarebbe quasi impossibile riuscire a catturare l’assassino, se non potesse contare sull’aiuto di Simone. Un ragazzo schivo, isolato, senza amici, con una madre ossessiva, che vive rinchiuso in una mansarda da dove ascolta i suoni del mondo attraverso degli scanner audio. Piccolo particolare: Simone è cieco. Vede solo col naso e con le orecchie, non gli piace usare il tatto, preferisce i suoi e gli odori, con i quali interpreta il mondo a modo suo. Per lui i colori sono consonanti e vocali, ma anche sensazioni, atteggiamenti, emozioni. Così, la voce dell’assassino che cambia pelle come un rettile e che Simone ha captato con lo scanner è una voce brutta, pesante, verde, mentre quella di Grazia è delicata, dolce, blu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alternando un mondo fatto di odori e suoni ad uno fatto di pensieri deliranti e corpi che si trasformano, dove a fare da intermezzo tra questi ci sono le paure e le insicurezze di una donna immersa nei pregiudizi di una società sessista, Lucarelli tesse una trama avvincente e ci dà la possibilità di incarnarci di volta in volta nei tre protagonisti, con le loro emozioni e i loro pensieri, al punto che, leggendo questo romanzo, possiamo scegliere se essere un assassino, una donna poliziotto o un ragazzo cieco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Io di amici non ne ho. Per colpa mia. Perché non li capisco. Parlano di cose che non mi riguardano. Dicono lucido, opaco, luminosi, invisibile. Come in quella favola che mi raccontavano da bambino per farmi dormire, in cui c’era una principessa così bella e con la pelle così fine che sembrava trasparente. Ci ho messo tanto, tante notti a pensare, prima di capire che trasparente voleva dire che ci si poteva guardare dentro. Per me significava che le dita ci passavano attraverso. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-8571757061771189284?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/8571757061771189284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=8571757061771189284' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8571757061771189284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8571757061771189284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/08/almost-blue.html' title='Almost blue'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/THNXAiBnV5I/AAAAAAAABV8/_dCkwo5n6r4/s72-c/Lucarelli+-+Almost+blue.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7797951924231095966</id><published>2010-08-17T07:16:00.005+02:00</published><updated>2010-08-17T07:19:37.419+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Casi violenti</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobtrGWzsI/AAAAAAAABVs/XQP0NMWwhPM/s1600/Casi+violenti+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 242px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506243965891301058" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobtrGWzsI/AAAAAAAABVs/XQP0NMWwhPM/s320/Casi+violenti+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Neil Gaiman e Dave McKean sono due grandi del fumetto internazionale. Ma come tutti i grandi, anche loro hanno avuto un principio, e si dà il caso che il principio (o quasi) di questi due sia proprio questa storia. Gaiman era un giornalista alle prime armi, McKean un illustratore che iniziava a mostrare il suo portfolio in giro, stiamo parlando di circa venticinque anni fa, ed era l’Inghilterra in cui fiorivano artisti del calibro di Alan Moore e Bill Sienkiewicz. Si conoscono per caso, reclutati dalla stessa rivista che conoscerà una fortuna alquanto misera, e si scoprono entrambi convinti che il fumetto può essere un mezzo di comunicazione ben più potente e ‘adulto’ di quanto non fosse stato fino ad allora. Così cominciano a pensare, e nasce l’idea di realizzare e pubblicare su “Escape” una storia breve, che alla fine tanto breve non si rivelerà, crescendo da cinque a quarantaquattro pagine in corso d’opera. Questa storia è “Casi violenti”.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGoborLobZI/AAAAAAAABVk/TaDH5Nlavr8/s1600/Casi+violenti+05.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506243880014081426" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGoborLobZI/AAAAAAAABVk/TaDH5Nlavr8/s320/Casi+violenti+05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La storia non è altro che la rievocazione di un incontro avvenuto durante l’infanzia del narratore, tra lui e un osteopata che dice di essere stato al servizio di Al Capone. Come spesso accade con la memoria, alcuni ricordi sono confusi e sfumati, altri precisi e nitidi, e tutti vengono filtrati dalla mente di un bambino con la sua personalissima scala di valori e significati. Così, l’Inghilterra degli anni Sessanta si alterna con L’America degli anni Venti, quelli del proibizionismo e dei gangster, e le due realtà poco a poco si fondono, fino a formare un affresco indistinto che è una sentita e profonda riflessione sul concetto di Male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobho1uR4I/AAAAAAAABVc/oEkYrU80r68/s1600/Casi+violenti+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 257px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506243759126235010" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobho1uR4I/AAAAAAAABVc/oEkYrU80r68/s320/Casi+violenti+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;In parte memorie dell’infanzia, in parte ricostruzioni di un’epoca violenta che ha segnato la storia, il tutto legato da un’alchimia magica che trascende il tempo e lega in frammenti con fili tanto resistenti quanto impercettibili. Un’opera che è capace di evocare sentimenti e sensazioni inusuali in modi altrettanto inusuali. La narrazione di Gaiman si amalgama alla perfezione all’illustrazione innovativa e avveniristica (per l’epoca) di &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobZoW3V2I/AAAAAAAABVU/Q5-E-rBTEW4/s1600/Casi+violenti+04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 238px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5506243621557852002" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobZoW3V2I/AAAAAAAABVU/Q5-E-rBTEW4/s320/Casi+violenti+04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;McKean in un sodalizio che non solo la rende ancora adesso un’opera di grande pregio, ma che getta le basi per tutti quelli che saranno i lavori futuri dei due artisti, sia insieme che separatamente. Da quest’opera nasceranno cose come “Sandman”, “Cages”, “Mr. Punch”, e tutto quello che in questi ultimi venticinque anni, i due autori sono stati capaci di produrre, anche solo per aver rappresentato il punto di inizio di tutto questo non possiamo esimerci dall’obbligo di leggere e apprezzare questa graphic novel. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7797951924231095966?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7797951924231095966/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7797951924231095966' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7797951924231095966'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7797951924231095966'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/08/casi-violenti.html' title='Casi violenti'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGobtrGWzsI/AAAAAAAABVs/XQP0NMWwhPM/s72-c/Casi+violenti+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1258777350689215101</id><published>2010-08-12T16:18:00.002+02:00</published><updated>2010-08-12T16:29:07.254+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>Summertime...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGQFEFPGhEI/AAAAAAAABVM/MXXmwUUT5Jw/s1600/Beach.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 253px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGQFEFPGhEI/AAAAAAAABVM/MXXmwUUT5Jw/s400/Beach.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5504530212236723266" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Estate è tempo di leggere, e quando si torna, si scrivono i post su quello che si è letto. Non preoccupatevi (oppure sì, se volete), sto per tornare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1258777350689215101?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1258777350689215101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1258777350689215101' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1258777350689215101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1258777350689215101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/08/summertime.html' title='Summertime...'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TGQFEFPGhEI/AAAAAAAABVM/MXXmwUUT5Jw/s72-c/Beach.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3029121796329442384</id><published>2010-07-24T17:23:00.004+02:00</published><updated>2010-07-24T17:26:54.427+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Air - Lettere da nazioni perdute</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsGJRuhW5I/AAAAAAAABU0/D6LM634hrFs/s1600/Air+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497494526582938514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsGJRuhW5I/AAAAAAAABU0/D6LM634hrFs/s320/Air+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;In un mondo in cui è diventato sempre più difficile leggere storie innovative e interessanti, questo fumetto mi ha piacevolmente colpito. Comprato più che altro per i commenti che grandi autori del mondo del fumetto avevano rilasciato e che sono stati riportati in copertina, si è rivelato un degnissimo primo volume di quella che potrebbe essere una serie molto interessante, e che, nel piattume delle opere a fumetti di questi ultimi periodi, dove solo pochi riescono a svettare su un pantano di mediocrità, secondo me merita di essere seguita nei suoi prossimi appuntamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La protagonista della storia, Blythe, è una assistente di volo di quella che sembra essere una normale compagnia aerea, con il piccolo particolare che Blythe è acrofobica, cioè ha paura delle altezze. Cosa strana, per una persona che ha scelto di passare per mestiere gran parte della sua vita su degli aerei in volo. A un certo punto, compare nella sua vit&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsGCrVMp5I/AAAAAAAABUs/O0IDGzD0450/s1600/Air+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497494413196961682" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 210px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsGCrVMp5I/AAAAAAAABUs/O0IDGzD0450/s320/Air+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;a uno strano personaggio, che sembra cambiare identità come una persona normale cambierebbe la maglietta, e che si trova spesso nelle sue vicinanze. Con l’allarme terrorismo sempre ai massimi livelli, non c’è da stupirsi che la cosa desti più di qualche sospetto. Ma parallelamente a questo, Blythe e la compagnia aerea per cui lavora sembrano essere oggetto delle attenzioni di un misterioso gruppo di persone che, almeno secondo quello che dicono, sembrano intenzionate a combattere la minaccia del terrorismo aereo con metodi piuttosto sbrigativi e violenti. Ma le cose stanno realmente così? Tutti sono quello che sembrano o dicono di essere? E quali misteri nasconde la compagnia aerea Clearfleet, dato che il criterio che regola le assunzioni del personale sembra essere la stranezza? Guidata da messaggi in codice, sentimenti contrastanti e apparizioni oniriche, Blythe dovrà dimostrarsi capace di compiere evoluzioni aeree molto impegnative per non precipitare o schiantarsi e raggiungere sana e salva la sua destinazione (scusate la metafora aeroplanistica!). E sapere quale questa sia sarebbe già un grosso passo avanti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsF7lsSR6I/AAAAAAAABUk/KVqbWrWPUzo/s1600/Air+05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5497494291424102306" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 211px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsF7lsSR6I/AAAAAAAABUk/KVqbWrWPUzo/s320/Air+05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Scritto da G. Willow Wilson e disegnato da M. K. Parker, la serie “Air” ha saputo dimostrare uno spessore narrativo non comune per il panorama fumettistico attuale, muovendosi con il giusto equilibrio tra fantasy e realismo, tra satira sociale e azione, tra ironia e dramma, una miscela di elementi che gli hanno fatto guadagnare commenti di apprezzamento da autori del calibro di Neil Gaiman, Brian Wood, Gail Simone, Brian Azzarello, e molti altri tra autori e riviste di narrativa, oltre a numerose nomination agli Eisner Awards. Aspettiamo di vedere se gli autori saranno in grado di mantenere questa qualità narrativa e grafica che hanno espresso nel primo volume. Ma, ad essere onesti, per la mia piccola e per nulla professionistica opinione, le premesse ci sono tutte.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3029121796329442384?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3029121796329442384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3029121796329442384' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3029121796329442384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3029121796329442384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/07/air-lettere-da-nazioni-perdute.html' title='Air - Lettere da nazioni perdute'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEsGJRuhW5I/AAAAAAAABU0/D6LM634hrFs/s72-c/Air+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4047463684813206035</id><published>2010-07-19T11:53:00.002+02:00</published><updated>2010-07-19T11:55:45.468+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Mucho mojo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEQhDM9V9aI/AAAAAAAABUc/Malvm2zck4s/s1600/Lansdale+-+Mucho+mojo.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5495553784200689058" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 186px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEQhDM9V9aI/AAAAAAAABUc/Malvm2zck4s/s320/Lansdale+-+Mucho+mojo.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;A quanto risulta dalle cronache ufficiali, ho appena inaugurato un’altra serie: ora mi tocca recuperare anche tutte le avventure di Hap e Leonard. Me li ha fatti conoscere un amico che mi ha regalato, insieme ad altri, questo libro in occasione del mio ultimo compleanno, dicendomi che forse è la loro migliore storia. E come al solito, quando leggo qualcosa, mi piace, e ha un seguito, sono quasi costretto a leggere anche tutto il resto. Inoltre, al di là della storia di cui tra poco dirò, mi ha colpito molto l’introduzione scritta dall’autore, in cui diceva che Hap e Leonard erano venuti a fargli visita una volta che stava scrivendo una storia e poi l’aveva abbandonata, fino a quando, tempo dopo, sono tornati a chiedere insistentemente la loro storia, tanto che lui è stato quasi costretto a scrivere questo romanzo. Mi ha molto colpito questo concetto della necessità del personaggio di essere raccontato, della sua pressante richiesta nei confronti dell’autore di veder scritte le proprie storie. Personaggi talmente reali e vivi da ridurre l’autore a un mero dattilografo del loro racconto in prima persona. Il saper entrare in contatto con il proprio personaggio al punto da renderlo persona è secondo me una qualità che solo i grandi scrittori dimostrano e che Joe R. Lansdale mi ha dimostrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hap Collins e Leonard Pine sono praticamente due facce della stessa medaglia. Uno bianco e l’altro nero, uno etero e l’altro gay, immersi nel profondo dell’America sudista dove queste caratteristiche ti rendono diverso, a seconda dell’ambiente di riferimento in cui ti trovi. In un quartiere di neri, quello diverso è il bianco. Ma Hap e Leonard hanno anche molto in comune. Un passato difficile, qualche periodo dietro le sbarre, un presente incerto vissuto nell’arrabattarsi con qualche lavoretto da poco, un futuro che non viene neanche preso in considerazione in termini di programmazione. Tutti e due hanno qualche debito di amicizia nei confronti dell’altro, tutti e due quando c’è da menare le mani non si tirano indietro, tutti e due intelligentissimi, a dispetto del pregiudizio secondo cui essere in condizioni disagiate vuol dire essere stupidi perché gli intelligenti trovano sempre il modo di fare i soldi. Un bel giorno però lo zio di Leonard muore, e lascia la nipote una vecchia casa malandata e una grossa somma di denaro. A causa del rapporto molto conflittuale che c’era con lo zio Chester, Leonard decide di andare a stare a casa sua per sistemarla, e così scopre anche il resto della sua eredità. In effetti, ci sono tutti gli elementi per pensare che lo zio Chester abbia perso per strada un bel po’ delle sue rotelle, visto che gli lascia un sacco di buoni omaggio scaduti, una stanza piena di giornali vecchi, un libro di Dracula chiuso in una cassetta di sicurezza. E una cassa sotterrata con dentro lo scheletro di un bambino. Lo zio Chester ha ucciso un bambino? Era un pedofilo? Leonard non ci crede neanche un po’, nemmeno ammettendo che con la vecchiaia fosse un po’ rimbambito. Hap fa un po’ di ragionamenti logici, da persona meno coinvolta, ma tutti e due capiscono che c’è qualcosa sotto. E vogliono vederci chiaro. Soprattutto se nel quartiere c’è una storia di bambini scomparsi, tutti figli di nessuno, e c’è qualcuno un zona che pensa che siano una manifestazione del peccato e vadano ‘rimossi’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mischiando un bel po’ di mistero, qualche rissa, un po’ di sano razzismo all’americana, diverse birre, sbirri e avvocatesse sensuali, Lansdale imbastisce una trama avvincente e divertente. Senza lungaggini e senza retorica, dipinge un frammento di America che abbiamo sempre conosciuto attraverso i film e che è molto difficile raccontare in modo efficace e semplice allo stesso tempo. Il linguaggio vero, quello delle strade, dei bar e delle risse, e quello un po’ filosofico e malinconico di certi momenti della vita si mischiano alla perfezione nella narrazione di Hap in prima persona. Ora non resta che leggere tutte le altre avventure di Hap Collins e Leonard Pine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Le minoranze sono una cosa. Le scelte un’altra. Vai un po’ a vedere quanti orientali vivono dell’assistenza pubblica. Non ne troverai molti.&lt;br /&gt;- Vai un po’ a vedere quanti di questi orientali hanno antenati che erano di proprietà dei bianchi e sono stati venduti come schiavi. Francamente, Leonard, penso che qui ci voglia una citazione dalla Bibbia. &lt;em&gt;Non giudicare se non vuoi essere giudicato&lt;/em&gt;. Più o meno.&lt;br /&gt;- Già. Be’, ho una citazione anch’io. &lt;em&gt;Se decidi di prenderlo in culo, lo prenderai in culo&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;- In quale Bibbia si trova?&lt;br /&gt;- La Bibbia di Leonard.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4047463684813206035?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4047463684813206035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4047463684813206035' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4047463684813206035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4047463684813206035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/07/mucho-mojo.html' title='Mucho mojo'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TEQhDM9V9aI/AAAAAAAABUc/Malvm2zck4s/s72-c/Lansdale+-+Mucho+mojo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1722181637297518755</id><published>2010-07-12T09:58:00.006+02:00</published><updated>2010-07-12T10:13:20.457+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Le [di]visioni imperfette</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOdtrhPgI/AAAAAAAABUU/v9esZWQoxoU/s1600/Makkox+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492929705405398530" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 216px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOdtrhPgI/AAAAAAAABUU/v9esZWQoxoU/s320/Makkox+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi piacciono i fumetti classici, e questa non è una novità. Chi frequenta queste pagine si sarà accorto che non sono mai stato particolarmente interessato ai prodotti underground, o estremamente concettuali, o dall’altro lato iperrealisti. Per me, l’immaginario, il fantastico, l’irreale sono ingredienti fondamentali di un’opera a fumetti, e anche se ho apprezzato in passato cose come “Maus” o “Uomo faber”, i miei generi preferiti rimangono comunque altri. Allora vi chiederete: “Che diavolo ci fai con un fumetto di Makkox?”. La risposta è molteplice e forse suonerà un po’ incoerente con quello che ho detto finora, ma, a dirla tutta, non me ne frega proprio niente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOVPEkhAI/AAAAAAAABUM/p6qOSe9TB5U/s1600/Makkox+04.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492929559750018050" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOVPEkhAI/AAAAAAAABUM/p6qOSe9TB5U/s320/Makkox+04.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Cominciamo dal fatto che per me i titoli sono molto importanti nella scelta di qualcosa, quantomeno nel catturare l’attenzione nel momento iniziale, e quelle parentesi quadre a incarcerare il “di”, creando un doppio titolo – Le divisioni o Le visioni? – mi aveva molto colpito. Poi avevo letto un po’ di vignette passate in giro per il web, e mi erano piaciute. Terzo, un po’ di tempo fa avevo colto un fuori onda, in cui l’amico Salvatore, parlando con qualcuno che adesso non ricordo chi fosse, prendeva in mano questo volume e diceva: “Questo, per adesso, è il mio autore preferito”. Insomma, c’erano abbastanza motivi per leggere questo volumetto. Il colpo di grazia alla indecisione l’ha dato la notizia che l’autore sarebbe venuto in fumetteria per autografi, disegni, chiacchiere e sfincione (cui poi si è aggiunta anche la caponata), per cui non ho avuto più nessun appiglio per rinunciare. Ecco come “Le [di]visioni imperfette” è finito nella mia libreria. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrONRVma7I/AAAAAAAABUE/TYYIvUeTHlg/s1600/Makkox+05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492929422919363506" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 229px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrONRVma7I/AAAAAAAABUE/TYYIvUeTHlg/s320/Makkox+05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma ora devo parlare del fumetto, e qui le cose si complicano. Marco Dambrosio (Makkox per gli amici), per sua stessa ammissione, prende molto spunto dalla televisione e in particolare dalle serie televisive. E in effetti, non so se questa ‘cosa’ si possa definire un vero e proprio fumetto. L’introduzione di Recchioni ci fa sapere che in realtà rappresenta una raccolta di tavole, legate da un unico filo narrativo, che continua una serie iniziata sul web e misteriosamente interrotta. Tuttavia la storia è godibilissima anche entrando in sala quando inizia il secondo tempo. Ci caliamo subito nelle vicende complicate e realissime di Piero, Roberto, Sveva e Mirella, personaggi, o forse persone, che è difficile capire quanto siano inventate e quanto reali (questo forse non lo sa neanche il buon Marco...). la narrazione telegrafica, incisiva, i continui cambi di scena, il costante arrivo di personaggi che non conosciamo e che compaiono come se tutti sapessero chi sono, tutto contribuisce a mantenere alta l’attenzione e costringe a girare tavola dopo tavola, soffermandosi su ognuna giusto il tempo necessario per ammirare i tratti e gli acquerelli che danno un contrasto bellissimo tra irrealtà grafica ed estremo realismo narrativo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOCShIM7I/AAAAAAAABT8/iSLi_i1mrEY/s1600/Makkox+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5492929234257589170" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOCShIM7I/AAAAAAAABT8/iSLi_i1mrEY/s320/Makkox+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ma il punto di forza del volume, secondo me, è la seconda p&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrN7SqQURI/AAAAAAAABT0/7vs7yBMb2xQ/s1600/Makkox+05.jpg"&gt;&lt;/a&gt;arte, il capitolo “Le divisioni interrotte”, dove l’autore rende davvero la sua opera una fiction, con scene tagliate in cui i personaggi diventano dei veri attori che commentano il modo in cui è finita la serie, cioè la morte dello sceneggiatore. Una carica narrativa davvero invidiabile quella che Makkox esprime in queste ultime dodici tavole. Anche solo per queste, vale la pena di leggere quest’opera. E poi, mi ha anche fatto il disegno sul foglio!&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1722181637297518755?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1722181637297518755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1722181637297518755' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1722181637297518755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1722181637297518755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/07/le-divisioni-imperfette.html' title='Le [di]visioni imperfette'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDrOdtrhPgI/AAAAAAAABUU/v9esZWQoxoU/s72-c/Makkox+02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2277467272038688912</id><published>2010-07-09T07:30:00.003+02:00</published><updated>2010-07-09T07:33:58.965+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>All star Superman</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDa0rwB3ImI/AAAAAAAABTs/_drrYaR5Fjo/s1600/All+star+Superman+-+05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491775459344982626" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDa0rwB3ImI/AAAAAAAABTs/_drrYaR5Fjo/s400/All+star+Superman+-+05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non sono mai stato e non credo che sarò mai un fan di Superman, ma non c’è dubbio che rappresenta una pietra miliare della storia del fumetto e dei supereroi. Leggo alcune storie dell’uomo d’acciaio più che altro per avere un quadro completo dell’universo DC, dove sicuramente gioca un ruolo di protagonista e spesso compare in eventi legati ad altri personaggi. Vi chiederete allora perché io abbia deciso di comprare un volume che raccoglie una miniserie fuori collana e fuori continuty, senza nessun aggancio a particolari saghe o eventi attuali o passati. Beh, sarò onesto, l’unica ragione iniziale è rappresentata dal team creativo. Grant Morrison per me fa parte di una trinità inviolabile del mondo del fumetto, anche con i suoi alti e bassi narrativi (gli altri due sono Alan moore e Neil Gaiman). Senza nulla togliere ad altri autori di grande levatura, sia del passato che del presente panorama fumettistico americano, questi tre riescono sempre a trovare motivi narrativi che non posso fare a meno di ammirare e invidiare. Quando accade che Morrison si unisce a Frank Quitely, la cosa acquista ancora di più un carattere imperativo, perché, sebbene il mio gusto per il disegno sia più legato a un’impostazione classica del fumetto (uno stile fratelli Kubert, per capirci), e le tavole di Quitely possono dirsi tutto fuorché classiche, i due insieme formano un’accoppiata vincente sotto tutti i punti di vista. Sarà per una questione geografica (entrambi scozzesi, entrambi di Glasgow), non lo so, fatto sta che già sugli X-Men, e adesso in questa miniserie di Superman, così come in altre opere forse meno note, quali “Flex Mentallo” e “We3”, i due insieme acquistano uno storytelling armonioso e coinvolgente nonostante si discostino molto, narrativamente il primo, graficamente il secondo, dalla tradizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, mi è bastato arrivare in fondo all’introduzione per s&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDa0iU3vfpI/AAAAAAAABTk/QTHqZ_ts4Uk/s1600/All+star+Superman+-+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5491775297435958930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDa0iU3vfpI/AAAAAAAABTk/QTHqZ_ts4Uk/s320/All+star+Superman+-+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ospettare che ci doveva essere qualcosa di più. questo sospetto è sorto quando ho letto che un certo Mark Waid, firmatario di questa introduzione, affermava di aver letto ogni storia mai scritta di Superman e di non averne mai lette di migliori. Considerando che il buon Mark ha praticamente scandito la sua intera vita a colpi di storie dell’universo DC, credo che la sua frase sia ben più di un’opinione. Poi l’ho letto. E credo di poter dire che questo è un volume che non può mancare nella libreria di nessun appassionato dell’uomo d’acciaio. Come al solito, con Grant Morrison niente è facile, quindi non mi sentirei di consigliare questa storia agli amanti di letture lineari, o con ampi spazi per l’azione pura e semplice. Qui abbiamo a che fare con una storia sottile e complessa, e a volte ci sembrerà di non capire certe frasi, certi scambi di battute, avremo la sensazione di aver saltato una pagina. È una storia che va letta, metabolizzata, e poi riletta con grandissima attenzione ai più piccoli dettagli, sia narrativi che grafici, che si intrecciano oltrepassando il limite fisico del capitolo in corso, tanto che una frase delle prime pagine può essere compresa solo dopo aver letto le ultime due. Tutta la storia è ricca di questi artifici, che la impreziosiscono anche dal punto di vista del messaggio generale. Mi sentirei di poter dire, da non appassionato dell’eroe in questione, che questa storia spiega a tutti chi è Superman, che cosa rappresenta per il mondo e che cosa il mondo rappresenta per lui. Leggetela. E non vi preoccupate se Superman sta morendo. Come dice Lois Lane nell’ultimo capitolo, quando avrà finito di fare quello che sta facendo, Superman tornerà.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2277467272038688912?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2277467272038688912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2277467272038688912' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2277467272038688912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2277467272038688912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/07/all-star-superman.html' title='All star Superman'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TDa0rwB3ImI/AAAAAAAABTs/_drrYaR5Fjo/s72-c/All+star+Superman+-+05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3609815492389887701</id><published>2010-06-22T08:53:00.003+02:00</published><updated>2010-06-22T09:18:44.918+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>Snake eater</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TCBhkYrOVCI/AAAAAAAABTM/rgheAveygUk/s1600/MGS+3+-+2.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5485491623864194082" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TCBhkYrOVCI/AAAAAAAABTM/rgheAveygUk/s400/MGS+3+-+2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;What a thrill...&lt;br /&gt;With Darkness and silence through the night&lt;br /&gt;What a thrill&lt;br /&gt;I'm searching and I'll melt into you&lt;br /&gt;What a fear in my heart&lt;br /&gt;But you're so supreme!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I give my life&lt;br /&gt;Not for honor, but for you (snake eater)&lt;br /&gt;In my time there'll be no one else&lt;br /&gt;Crime, it's the way I fly to you (snake eater)&lt;br /&gt;I'm still in a dream of the snake eater&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Someday you go through the rain,&lt;br /&gt;Someday you feed on a tree frog,&lt;br /&gt;It's ordeal, the trial to survive&lt;br /&gt;For the day we see new light&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I give my life&lt;br /&gt;Not for honor, but for you (snake eater)&lt;br /&gt;In my time there'll be no one else&lt;br /&gt;Crime, it's the way I fly to you (snake eater)&lt;br /&gt;I'm still in a dream of the snake eater&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che emozione,&lt;br /&gt;con le tenebre e il silenzio attraverso la notte,&lt;br /&gt;sto cercando e mi fonderò in te.&lt;br /&gt;Che paura nel mio cuore,&lt;br /&gt;ma tu sei così maestoso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io do la mia vita&lt;br /&gt;Non per onore, ma per te (Snake Eater),&lt;br /&gt;nel mio tempo non ce ne saranno altri,&lt;br /&gt;il crimine è il modo in cui volo da te (Snake Eater),&lt;br /&gt;sono ancora in un sogno del mangiatore di serpenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte hai attraversato la pioggia,&lt;br /&gt;a volte tu sei nutrito da una raganella&lt;br /&gt;è un esperienza terribile la prova per la sopravvivenza,&lt;br /&gt;per il giorno in cui vedremo nuova luce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io do la mia vita&lt;br /&gt;non per onore, ma per te (Snake Eater),&lt;br /&gt;nel mio tempo non ce ne saranno altri,&lt;br /&gt;il crimine è il modo in cui volo da te (Snake Eater),&lt;br /&gt;sono ancora in un sogno del mangiatore di serpenti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="BACKGROUND-IMAGE: url(http://i2.ytimg.com/vi/i_zIKKOjC7Q/hqdefault.jpg)" width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/i_zIKKOjC7Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/i_zIKKOjC7Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1" width="425" height="344" allowscriptaccess="never" allowfullscreen="true" wmode="transparent" type="application/x-shockwave-flash"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3609815492389887701?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3609815492389887701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3609815492389887701' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3609815492389887701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3609815492389887701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/06/snake-eater.html' title='Snake eater'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TCBhkYrOVCI/AAAAAAAABTM/rgheAveygUk/s72-c/MGS+3+-+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5992686760036430313</id><published>2010-06-10T10:31:00.003+02:00</published><updated>2010-06-10T10:58:02.680+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Fumetti e fumettari</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCpAyz6MHI/AAAAAAAABS8/hXC86ges9u0/s1600/AltroQuando.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481066577614483570" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 126px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCpAyz6MHI/AAAAAAAABS8/hXC86ges9u0/s400/AltroQuando.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Forse con un po’ di ritardo, anche questo blog si unisce alla campagna di sostegno per la fumetteria palermitana AltroQuando. Ma prima un po’ di storia (ma proprio poca poca).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AltroQuando nasce a Palermo nel 1991, in una città in cui se dicevi fumetteria ti prendevano per drogato (il termine veniva confuso con fumeria d’oppio in puro stile China Town!), ed è la prima libreria specializzata in fumetti di Palermo. Non mantiene un campo ristretto ad un solo genere ma si allarga a tutto quello che il mercato italiano, e a volte anche quello internazionale, del fumetto offrono. Nel 2001 mi immatricolo all’università, e pochi mesi dopo comincio a frequentare questo luogo che mi appare come una chimera. Nella mia realtà di paese, l’idea di un negozio specializzato in fumetti era un’utopia. Da quel momento è responsabile di un buon 70% delle uscite del mio bilancio economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo non è bastato. Io non sono né un poliziotto, né un avvocato, né un giudice, quindi non farò né accuse né apologie, e non voglio nemmeno fare il medico, in questa occasione, cercando una causa per attuare poi una cura. Voglio fare la persona. Una persona che da anni vive di lettura e per cui la lettura dei fumetti è parte integrante della vita quotidiana. AltroQuando mi ha dato la possibilità di fare questo in modo più approfondito e variegato di quanto non facessi prima. Che sia un problema limitato all’immediatezza di alcune scadenze o proiettato più sul lungo periodo poco importa. Importa il fatto che proteggere questa attività dall’imminente chiusura non vuol dire solo permettere a chi la gestisce di continuare a fare il suo lavoro con passione. Significa lasciare a tutta la città la possibilità di attingere a una risorsa da non sottovalutare nell’economia della cultura quotidiana. Sarebbe come lasciar chiudere un teatro, un cinema, un museo. Giusto per fare un esempio, tutto quello che riguarda i fumetti che avete letto su queste pagine attinge a prodotti che vengono da AltroQuando. Molti si stanno dando da fare. Molti altri potrebbero farlo. Per tutte le informazioni pratiche, qui sotto ecco un elenco di link utili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.altroquando.org/"&gt;http://www.altroquando.org/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/pages/Salviamo-Altroquando/125702417463311"&gt;http://www.facebook.com/pages/Salviamo-Altroquando/125702417463311&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/event.php?eid=128938370464336"&gt;http://www.facebook.com/event.php?eid=128938370464336&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/profile.php?id=1512192354"&gt;http://www.facebook.com/profile.php?id=1512192354&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.facebook.com/filippo.messina"&gt;http://www.facebook.com/filippo.messina&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://perdido63.blogspot.com/"&gt;http://perdido63.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://sadeide.blogspot.com/"&gt;http://sadeide.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5992686760036430313?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5992686760036430313/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5992686760036430313' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5992686760036430313'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5992686760036430313'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/06/fumetti-e-fumettari.html' title='Fumetti e fumettari'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCpAyz6MHI/AAAAAAAABS8/hXC86ges9u0/s72-c/AltroQuando.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-8648018815556874331</id><published>2010-06-10T08:18:00.002+02:00</published><updated>2010-06-10T08:22:00.330+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Il collezionista di sogni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCEc3rUM9I/AAAAAAAABS0/CRSlPyjxhgM/s1600/Il+collezionsita+di+sogni.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 225px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5481026378026726354" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCEc3rUM9I/AAAAAAAABS0/CRSlPyjxhgM/s320/Il+collezionsita+di+sogni.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Storia curiosa, quella di questo romanzo a fumetti ad opera di Enrique Breccia, che avevo già avuto modo di apprezzare come disegnatore in “Lovecraft”. Qui, in veste anche di scrittore, propone i primi capitoli dell’opera a un editore spagnolo, che in seguito rescinde il contratto, motivo per cui Breccia lo ripropone ad un autore argentino, che lo lascia assolutamente libero di impostare il racconto come voleva. Da questo ha origine quella minima discrepanza che notiamo nel passaggio dai primi quattro capitoli ai successivi, dove si legge un maggiore legame con la sua patria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un luogo al di fuori del tempo e dello spazio, l’unica cosa che mantiene vivi gli spiriti degli uomini è la lotta. E quando ci si rende conto che si può superare la lotta abbracciando la pace, l’umanità viene investita dalla piaga della ‘peste sottile’, una noia mortale che uccide in poco tempo tutti quelli che contagia. I luminari dell’epoca decidono che l’unico modo per combattere la peste è il Sir-ko Roman-ho, in cui uomini e animali si affrontano per il divertimento degli spettatori. Così, viene ingaggiato Nato, un mercenario, che da quel momento sarà chiamato Il collezionista di sogni, incaricato di andare alla ricerca di Mister Hyde, del Lupo mannaro, del Minotauro, e di altri personaggi mitologici da far combattere nel Sir-ko. Comincia così il suo lungo viaggio attraverso i luoghi più disparati della realtà, dall’isola di Creta alla Londra vittoriana, passando per luoghi del tutto al di fuori del tempo e dello spazio, fino all’approdo su un’isola di ristoro che non rappresenta un epilogo ma solo l’inizio di un nuovo viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritta e disegnata in maniera magistrale, quest’opera è a pieno titolo considerata la più personale tra quelle di Enrique Breccia, in quanto l’averla prodotta e pubblicata nel suo paese natale gli ha dato modo di metterci dentro non solo la sua personalissima visione del mondo e della vita, ma soprattutto della storia moderna e contemporanea che ha visto come protagonista il suo paese, l’Argentina. Soprattutto nella parte centrale del racconto, infatti, leggiamo una profonda critica al golpe militare che ha portato al regime che per molti anni ha retto le sorti del paese, e soprattutto alla distruttiva influenza che i vicini Stati Uniti hanno esercitato con la loro politica neo-imperialista, dove la musica rock ha ucciso le melodie delle canzoni popolari argentine e dove pochi privilegiati hanno svenduto le risorse del paese per il loro tornaconto, senza curarsi delle tradizioni e della cultura del loro stesso popolo. Con un profondo senso di rammarico, leggiamo un Breccia turbato anche dalla incapacità politica di quanti, nelle intenzioni o nelle parole, avrebbero dovuto opporsi a questi eventi, e che di fatto non ne sono stati capaci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un viaggio onirico verso mondi fantastici e tempi remoti che scopriamo essere profondamente legati alla nostra realtà quotidiana. Un capolavoro del maestro argentino del chiaroscuro e della china, ma anche della parola. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-8648018815556874331?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/8648018815556874331/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=8648018815556874331' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8648018815556874331'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8648018815556874331'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/06/il-collezionista-di-sogni.html' title='Il collezionista di sogni'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TBCEc3rUM9I/AAAAAAAABS0/CRSlPyjxhgM/s72-c/Il+collezionsita+di+sogni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3668106938395267665</id><published>2010-05-29T14:28:00.002+02:00</published><updated>2010-05-29T14:29:27.974+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>I ragazzi di Anansi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TAEIht7dm2I/AAAAAAAABSk/xabMHnBh-zA/s1600/Gaiman+-+I+ragazzi+di+Anansi.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 286px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5476667997216938850" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TAEIht7dm2I/AAAAAAAABSk/xabMHnBh-zA/s320/Gaiman+-+I+ragazzi+di+Anansi.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Comprato come al solito per una delle mie fissazioni (nel mio dialetto si direbbe ‘fisima’), cioè di avere il più possibile di quello che scrive Neil Gaiman, devo dire che questo romanzo ha piacevolmente soddisfatto le aspettative che ripongo sempre nell’autore inglese. Aspettative che, devo essere onesto, qualche volta sono state un po’ deluse, soprattutto con alcune opere a fumetti. I romanzi invece finora mi sono piaciuti tutti (ne ho letti solo tre, ma spero al più presto di avere il tempo per leggere anche gli altri), e se dovessi fare una classifica, direi che questo sorpassa alla curva finale “American Gods”, che mi era piaciuto tanto e di cui ho già parlato in un precedente post. Ancora una volta Gaiman si confronta con il suo amato mondo della mitologia, ma stavolta, con una scelta secondo me molto efficace dal punto di vista narrativo, invece che costruire il solito pantheon con decine di divinità e affini, si concentra su uno solo di questi, rendendo la narrazione più lineare e coinvolgente di quanto non fosse quella di “American Gods”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Charles Nancy, da tutti chiamato Ciccio Charlie con suo particolare fastidio, è una persona comune. Potremmo dire assolutamente mediocre. Forse l’unica cosa che lo distingue dalla media della popolazione è una forma quasi patologica di timidezza, retaggio di un’infanzia vissuta con un padre che non perdeva occasione per sbeffeggiarlo e fargli fare brutte figure. Però c’è un’altra cosa che rende Ciccio Charlie speciale, anche se lui non lo sa: suo padre non è altri che Anansi, il dio ragno di origine africana, il padrone di tutte le storie. Ma il signor Nancy (quello stesso che avevamo conosciuto in “American Gods”) decide di passare a miglior vita in una frenetica sessione di karaoke in pubblico, lasciando al figlio Charles un’eredità tanto inattesa quanto indesiderata. Tanto per cominciare, si scopre che ha un fratello gemello, Ragno, che di lui è praticamente il riflesso opposto: spavaldo, piacente, sicuro di sé, spericolato. Ciccio Charlie all’inizio è curioso di conoscere questo fratello di cui non sospettava nemmeno l’esistenza, e, aiutato da alcune simpatiche vecchiette, riesce ad entrare in contatto con lui. Cosa che avrà tutta una serie di conseguenze ben poco piacevoli per lui e per la sua normalissima vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che cosa combinerà Ragno al fratello, alla sua fidanzata, al suo lavoro e più in generale alla sua vita, vale la pena di scoprirlo leggendo il romanzo, che, intrecciando gli elementi mitologici con una trama quasi poliziesca, riesce a coinvolgere e a far divertire pur mantenendo un certo livello di drammaticità e trasporto, soprattutto nelle vicissitudini sentimentali con cui il povero Charles sarà costretto a cimentarsi. Il tutto scandito da un espediente che a me piace molto in Neil Gaiman, vale a dire il sottotitolo di ogni capitolo dove una frase assolutamente criptica spiega quello che succederà senza in realtà dire niente, del tipo: “Capitolo nove in cui Ciccio Charlie va ad aprire la porta e Ragno incontra i fenicotteri”. Un accorgimento letterario che Gaiman aveva già usato in altre opere, per esempio “La stagione delle nebbie”, una parte della saga di Sandman, che secondo me incuriosisce e diverte il lettore con una semplice frase che una volta letto il capitolo è quasi scontata ma che tutti, leggendola, si trovano a pensare ‘l’avrei voluta scrivere io una cosa del genere’. In definitiva, se qualcuno non conosce il Gaiman romanziere e volesse fare un primo passo, questo libro è, secondo me, la scelta ideale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le storie di Anansi risalgono a quando gli uomini hanno cominciato a raccontarsi le storie. In Africa, dove tutto è cominciato, ancora prima che gli uomini dipingessero sulle pareti delle caverne i leoni e gli orsi, prima che raccontassero le storie delle scimmie, dei leoni e dei bufali. Grandi storie da sogno. Gli uomini hanno sempre avuto questa predisposizione. È così che interpretavano il mondo: tutto ciò che correva o strisciava o penzolava o serpeggiava doveva passare per le storie, tribù diverse di uomini veneravano creature diverse. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3668106938395267665?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3668106938395267665/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3668106938395267665' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3668106938395267665'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3668106938395267665'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/05/i-ragazzi-di-anansi.html' title='I ragazzi di Anansi'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/TAEIht7dm2I/AAAAAAAABSk/xabMHnBh-zA/s72-c/Gaiman+-+I+ragazzi+di+Anansi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1830130554705865523</id><published>2010-05-24T13:30:00.004+02:00</published><updated>2010-05-24T13:34:01.887+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Cos'è successo al Cavaliere oscuro?</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pkCfCP90I/AAAAAAAABSc/bPi9uTeZDaA/s1600/Cos"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474798290875709250" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 208px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pkCfCP90I/AAAAAAAABSc/bPi9uTeZDaA/s320/Cos%27%C3%A8+successo+al+Cavaliere+oscuro+-+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Immagino sia la storia che tutti vorrebbero scrivere, ma anche quella che nessuno vorrebbe mai scrivere. Così come chi ama una persona considera un grande onore pronunciarne l’orazione funebre, ma allo stesso tempo non vorrebbe mai farlo perché significherebbe che quella persona è morta, allo stesso modo scrivere l’ultima storia di Batman deve essere un onore e un peso indescrivibili. Però tutto questo presuppone che Batman possa morire, cosa di cui Neil Gaiman non sembra essere così sicuro. Ed è proprio per questo che Batman muore. Un sacco di volte. Bene, adesso che siete tutti veramente confusi, possiamo parlare di “Batman – Cos’è successo al Cavaliere oscuro?”, una storia in cui Gaiman dà prova della sua grande fantasia miscelata ad un profondo e sentito legame con il personaggio e gli autori che nel corso di settant’anni ne hanno raccontato le storie, cimentandosi allo stesso tempo con un contesto che non è propriamente il suo, quello in cui l’autore inglese si sente più a suo agio, vale a dire il fantasy. Se esiste il contrario si fantasy, questo è proprio Gotham city, e se dovessi pensare al contrario di Sogno, credo che lo chiamere&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pj8UNhzBI/AAAAAAAABSU/bHXmRL1xumQ/s1600/Cos"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474798184891010066" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 242px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pj8UNhzBI/AAAAAAAABSU/bHXmRL1xumQ/s320/Cos%27%C3%A8+successo+al+Cavaliere+oscuro+-+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i Batman. Ci sono un sacco di eroi, e un sacco di supereroi, però è strano trovare un supereroe che non abbia niente di super, anzi, ce n’è uno soltanto: Batman. In mezzo a un tizio che può far esplodere un pianeta con gli occhi, ad uno che corre alla velocità della luce, uno che legge nel pensiero ed uno che dà forma alla sua volontà, ce n’è uno che lancia strani aggeggi a forma di ali di pipistrello, che per arrampicarsi ha bisogno di una fune, che se gli sparano sanguina. Eppure è il più forte in assoluto. Quando l’hanno accusato di essere peggio dei peggiori criminali, ha risposto che si sbagliavano, che lui era quello che stava tra i peggiori criminali e la città. Quando gli hanno detto che se fosse tornato a Gotham l’avrebbero ucciso, ha sorriso, dicendo che provando ad uccidere lui, non avrebbero potuto uccidere persone innocenti, ed è tornato a casa. La storia di Gaiman è un tributo, sia al personaggio sia agli autori che in tanti anni lo hanno reso tale, al punto che sia lui che il meraviglioso Andy Kubert hanno, nei loro rispettivi ruoli, cercato di immaginare cosa avrebbero fatto gli autori del passato se avessero scritto le frasi e disegnato le tavole della storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Batman è morto. E Gotham &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pj1Q0tMjI/AAAAAAAABSM/X-JNVyzhVBI/s1600/Cos"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474798063722508850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 170px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pj1Q0tMjI/AAAAAAAABSM/X-JNVyzhVBI/s320/Cos%27%C3%A8+successo+al+Cavaliere+oscuro+-+03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;city viene a rendergli omaggio, nello squallido retro di un sudicio bar dove Joe Chili fa il barista, mentre Alfred sistema la sala e accoglie gli ospiti. Jim Gordon accanto al Joker, Selina Kyle accanto a Due facce, Superman accanto a Ras Al Ghul, tutti a vegliare quel corpo nella bara che cambia ad ogni tavola in omaggio ai suoi disegnatori. Nella stanza c’è uno spirito, lo stesso Batman, che non capisce cosa sta succedendo davanti ai suoi occhi, e un altro spirito, femminile, che cerca di aiutarlo a capire. Ognuno fa la sua orazione, ognuno racconta come è morto Batman, perché è morto Batman. Ma solo il più grande detective del mondo può scoprire la verità dietro quel corpo, dietro quella maschera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso le parole di Gaiman, scopriamo una grande verità, per mezzo di &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pjhp5IfzI/AAAAAAAABSE/15NDEjUGUSo/s1600/Cos"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5474797726854577970" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 207px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pjhp5IfzI/AAAAAAAABSE/15NDEjUGUSo/s320/Cos%27%C3%A8+successo+al+Cavaliere+oscuro+-+04.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;un finale meraviglioso e poetico nella sua semplicità. Ci sarà sempre un Superman, perché è bello che ci sia, così come una Lanterna verde, un Flash, una Wonder Woman. Ma ci sarà sempre un Batman perché è necessario, perché solo lui può fare quello che fa, solo lui ha quella forza e quel coraggio che servono a Gotham city. Non fa quello che fa per rendere il mondo un posto migliore, o per ispirare gli altri, lo fa perché è necessario che qualcuno si opponga, a prescindere dal risultato finale. Superman non avrebbe la forza di combattere senza la certezza che le sue azioni renderanno il mondo migliore di com’è adesso. Batman ha la forza di combattere con la certezza che non otterrà alcun risultato sulla lunga distanza. Ha la forza di accettare che i suoi sforzi non ripuliranno le strade dalla criminalità. Ci saranno sempre un Thomas e una Martha Wayne che moriranno in un vicolo buio uccisi da un Joe Chili, lasciando da solo un piccolo Bruce Wayne. Ci sarà sempre un Joker che evaderà da Arkham. Per questo ci sarà sempre un Batman nel cielo di Gotham. Superman cerca di cambiare il mondo. Ci vuole molta più forza per fare del proprio meglio per lasciarlo così com’è. Credere che ci sarà sempre il male è molto più difficile che credere nel bene. Batman è morto. Lunga vita a Batman. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1830130554705865523?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1830130554705865523/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1830130554705865523' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1830130554705865523'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1830130554705865523'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/05/cose-successo-al-cavaliere-oscuro.html' title='Cos&apos;è successo al Cavaliere oscuro?'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_pkCfCP90I/AAAAAAAABSc/bPi9uTeZDaA/s72-c/Cos%27%C3%A8+successo+al+Cavaliere+oscuro+-+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3021593975646519472</id><published>2010-05-16T20:03:00.005+02:00</published><updated>2010-05-16T20:07:08.455+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Lovecraft</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_A0MhsnB1I/AAAAAAAABR8/V1z1exmB0dk/s1600/Lovecraft+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471930937063704402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_A0MhsnB1I/AAAAAAAABR8/V1z1exmB0dk/s320/Lovecraft+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il nome dovrebbe essere già abbastanza evocativo, ma per quanti non lo sapessero, Howard Phillips Lovecraft è senza ombra di dubbio uno dei più grandi scrittori della letteratura horror – fantasy. Forse neanche il suo maestro, Edgar Allan Poe, è riuscito con la sua opera a creare un immaginario narrativo tanto variegato e coinvolgente. Il punto è che, in passato e anche oggi, sono sorti e sorgono non pochi dubbi sul fatto che il suo non fosse un semplice esercizio di fantasia. Sono innumerevoli gli autori che si sono ispirati alle sue storie, e si può dire che tutto il panorama fantascientifico e horror della letteratura contemporanea, con pochissime eccezioni, può considerarsi una propaggine di Lovecraft.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non stupisce quindi che sia diventato lui stesso il protagonista di una storia, nella fattispecie di questa bella e particolare graphic novel ad opera di Hans Rodionoff ed Enrique Breccia. Il primo in realtà è autore di una sceneggiatura cinematografica, essendo questa la sua vera occupazione nella vita, e il suo testo è stato adattato per il fumetto da Keith Giffen, pilastro della DC Comics. Di Enrique Breccia non conoscevo nulla, se non il nome, ma ho piacevolmente scoperto il suo stile artistico molto particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia è una vera e propria biografia di Lovecraft, dall’infanzia agli ultimi anni della sua vita, e bisogna dire che, sia nella storia che nella vita, il confine tra realtà e fantasia si assottiglia al punto che i due mondi finiscono per confondersi. Fin dalle prime pagine facciamo la conoscenza del piccolo Howard e dello strano mondo che lo circonda nel suo ambiente familiare. Una madre che lo veste e lo trucca come una bambina, un padre internato in manicomio, dove morirà dopo pochi anni, un nonno che gli fa trascorrere le serate raccontandogli storie terrificanti. Già questo basterebbe a turbare la psiche di un bambino che tutto può dirsi fuorché forte e sicuro di sé e del mondo. Ma a questo punto entra in scena l’elemento fantastic&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_A0FLFW2OI/AAAAAAAABR0/kyGeWOBtl08/s1600/Lovecraft+03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471930810734401762" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 288px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_A0FLFW2OI/AAAAAAAABR0/kyGeWOBtl08/s320/Lovecraft+03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;o, rappresentato da un misterioso libro, il Necronomicon, appartenuto al padre e forse responsabile della sua follia. Il piccolo Howard non resiste alla tentazione di leggerlo, e da quel momento la realtà davanti ai suoi occhi si trasforma. Apparentemente senza alcuna ragione, il suo mondo comincia ad essere tormentato da spaventose creature che lo cercano spasmodicamente, portandolo molto vicino ad un baratro di follia. Howard è però una persona intelligente, e sfrutta queste sue visioni come protagonisti delle storie che scrive. In realtà, nel suo scrivere si limita a riportare fedelmente quello che vede in quelli che lui stesso definisce viaggi nel sonno. E in effetti le sue opere ricevono un discreto apprezzamento da parte del pubblico e dell’editoria. Poi, durante una delle sue visioni ad occhi aperti, conosce Sonia, di cui si innamora e con la quale comincia a concepire un progetto di vita che non prevede quel mondo immaginario e terrificante che ha scandito fino ad allora la sua esistenza. Ma ben presto si renderà conto che non è così facile, che quelle che lui crede siano creature senza ragione hanno in realtà uno scopo ben preciso, legato al Necronomicon, il libro con cui tutto è cominciato e con &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_Az64GQeQI/AAAAAAAABRs/RPCooOjD56s/s1600/Lovecraft+05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471930633839212802" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 206px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_Az64GQeQI/AAAAAAAABRs/RPCooOjD56s/s320/Lovecraft+05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;cui tutto deve finire. Solo attraverso un ultimo viaggio in quel mondo fantastico, Howard e Sonia riusciranno finalmente a scongiurare il pericolo per la loro realtà e a ritornare al loro mondo. Anche se questo costringerà Lovecraft a continuare nella sua opera, che da adesso avrà un compito fondamentale: impedire che il varco si riapra e mantenere sigillata quella realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Storia interessante su un uomo altrettanto interessante, uno scrittore la cui vita è stata certamente ai limiti della surrealtà tanto quanto le storie che ha scritto, al punto che sulla sua figura si sono fatte molte ipotesi, tra le quali quella che lui fosse veramente convinto dell’esistenza delle creature e dei luoghi di cui scriveva, e che quelli considerati viaggi con la fantasia fossero in realtà deliri di uno schizofrenico che ha perso il contatto con la realtà. Di sicuro c’è che la sua opera è stata fonte di ispirazione per moltissimi autori, non solo di romanzi horror e fantasy, ma anche di fumetti. Ad esempio, è interessante che il luogo popolato dalle sue creature si chiami Arkham, e che proprio in quella città vi sia un manicomio, corrispettivo&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_AzzSih63I/AAAAAAAABRk/_m8cb7WYOg8/s1600/Lovecraft+07.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5471930503498165106" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 128px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_AzzSih63I/AAAAAAAABRk/_m8cb7WYOg8/s320/Lovecraft+07.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; di quello in cui venne internato e dove poi troverà la morte il padre. Il parallelismo con il famigerato Arkham asylum, il manicomio di Gotham city dove trovano spesso ospitalità i criminali con cui si scontra Batman, è fin troppo facile da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un commento particolare lo meritano i disegni, che definire così è riduttivo, di Enrique Breccia. Ogni tavola è un quadro ad acquerello, con la forza e l’intensità di certe sfumature che coinvolgono e rappresentano alla perfezione i deliri e le visioni del protagonista. Anche solo per questi, varrebbe la pena di leggere questa graphic novel.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3021593975646519472?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3021593975646519472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3021593975646519472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3021593975646519472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3021593975646519472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/05/lovecraft.html' title='Lovecraft'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S_A0MhsnB1I/AAAAAAAABR8/V1z1exmB0dk/s72-c/Lovecraft+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-191375907121858371</id><published>2010-04-27T12:04:00.001+02:00</published><updated>2010-04-27T12:06:04.751+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>L'ombra del vento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S9a2--O4LYI/AAAAAAAABRU/DA2FtYH3o6w/s1600/Zafon+-+L%27ombra+del+vento.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 207px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5464756390834220418" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S9a2--O4LYI/AAAAAAAABRU/DA2FtYH3o6w/s320/Zafon+-+L%27ombra+del+vento.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Non credo sia sbagliato definirlo il capolavoro di Carlos Ruiz Zafon, perché dei tre libri che ho letto di questo autore (i tre che ha scritto da quando ha lasciato la scrittura per l’infanzia) è certamente il migliore. Non che “Il gioco dell’angelo” e “Marina” non abbiano motivi interessanti, ma certamente queste due ultime storie non raggiungono il livello di coinvolgimento del lettore di cui è capace “L’ombra del vento”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Barcellona, in un giorno qualsiasi degli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale, un padre cammina tenendo per mano il figlio che sta per condurre in un luogo che pochi conoscono, lo stesso luogo dove, molti anni prima, suo padre aveva condotto lui. L’uomo è David Sempere, modesto libraio di quartiere, il figlio è il piccolo Daniel, e il luogo è il Cimitero dei libri dimenticati, dove si custodiscono le opere di letteratura che nessuno più ricorda o conosce, che costituiscono quel tesoro dell’umanità di cui quasi nessuno conosce l’esistenza e men che meno il valore. Qui, Daniel entra in possesso di un libro, “L’ombra del vento”, che è l’ultima opera del suo autore, Julian Carax. Dopo averlo letto in maniera quasi compulsiva, Daniel decide che vuole conoscere meglio quell’autore e leggere gli altri suoi romanzi. Inizia così un’avventura che durerà molti anni, che lo porterà più volte a un passo dalla morte, che lo farà incontrare con persone e personaggi del tutto fuori del comune, in una parola che cambierà per sempre la sua vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della trama avvincente e delle situazioni e atmosfere da racconto giallo, la grande forza di questo romanzo sta nei suoi personaggi. Zafon crea una lunga teoria di protagonisti, comprimari e comparse, che farebbero invidia a una compagnia teatrale per la loro diversità e particolarità. Dal saltimbanco vittima delle violenze della guerra, alla bellissima e irraggiungibile erede di una ricca famiglia, passando per prostitute, orologiai e affittacamere, ogni personaggio che si incontra nella storia ricopre il suo ruolo alla perfezione, senza sbagliare o tentennare su nessuna battuta del copione. Copione tutt’altro che consueto e banale, dato che, leggendo questo romanzo, ci rendiamo conto che in realtà ne stiamo leggendo due, i quali a loro volta si sovrappongono al punto da non rendere per nulla facile capire dove finisce la storia di Julian e inizia quella di Daniel. Nel suo addentrarsi in una Barcellona sempre cupa e misteriosa, il ragazzo scopre delle strane affinità tra gli eventi della sua vita e quelli della vita di Julian Carax, vita che cerca di ricostruire un pezzo alla volta isolando la verità tra mucchi di menzogne e incertezze, come se ricomponesse un puzzle di cui non conosce neanche l’immagine finale. Così, pagina dopo pagina, scopriamo che non è tanto importante sapere dove finisce Julian e dove comincia Daniel, perché, in un modo o nell’altro, la storia è sempre la stessa: la profonda, prorompente e spesso pericolosa passione per la vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Insomma, le ha risposto picche.”&lt;br /&gt;“A Fermin Romero de Torres non risponde picche nemmeno san Rocco. Il fatto è che gli uomini, per tornare a Freud e mi perdoni la metafora, si scaldano come lampadine: bollenti in un attimo, fredde un istante dopo. Le donne, invece, ed è una verità scientifica, si scaldano come un ferro da stiro, mi capisce? A poco a poco, a fuoco lento, come una buona escudella, la zuppa di carne con cavolo e ceci. Ma una volta che si sono scaldate, non le ferma più nessuno. Come gli altiforni della Biscaglia.” &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-191375907121858371?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/191375907121858371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=191375907121858371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/191375907121858371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/191375907121858371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/04/lombra-del-vento.html' title='L&apos;ombra del vento'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S9a2--O4LYI/AAAAAAAABRU/DA2FtYH3o6w/s72-c/Zafon+-+L%27ombra+del+vento.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4332222324362552196</id><published>2010-04-18T11:08:00.009+02:00</published><updated>2010-04-18T11:23:01.200+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>Heavy rain</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOo9Rh-7I/AAAAAAAABRE/0x9RYDIP1kI/s1600/Heavy+rain+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461404701178330034" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOo9Rh-7I/AAAAAAAABRE/0x9RYDIP1kI/s320/Heavy+rain+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Non sono passati poi tantissimi anni da quando tenevamo in mano una scatoletta grigia con una crocetta a sinistra e due tasti rotondi a destra, e facevamo saltare Super Mario da una piattaforma all’altra all’instancabile salvataggio della principessa. Ogni volta si cominciava dall’inizio e per finire il gioco ci volevano ore passate davanti alla televisione, senza potersi fermare, con le costanti lamentele e i rimproveri dei genitori. Dai miei ricordi ero piuttosto piccolo, ma neanche tantissimo, direi che stiamo parlando di circa venti anni fa, e in questo lasso di tempo siamo arrivati ad avere esperienze di gioco davvero rivoluzionarie. Partiamo dagli hardware. È innegabile che ormai abbiamo a disposizione dei veri e propri supercomputer dedicati solo al gioco. Quella scatoletta con un paio di tasti è diventata un pad anatomico con quattordici tasti di controllo e due levette analogiche per il movimento continuo del personaggio e della visuale in tutte le direzioni del piano. L’impostazione informatica consente inoltre il salvataggio in diversi punti del gioco, tanto che non esiste più il concetto del ‘facciamo una partita’. Una singola avventura può durare complessivamente anche decine di ore di gioco, comodamente scandibili in più riprese. E ovviamente sono cambiati i giochi, anche se sotto questo aspetto ci sono delle considerazioni da fare. Tanto per cominciare, per quanto grande sia il numero di titoli che le diverse case di produzione sfornano sul mercato, possiamo tutti raggrupparli in non più di una decina di generi. In fondo, quello che si fa in un gioco è più o meno sempre lo stesso: picchiare, sparare, correre, volare&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOZeJzftI/AAAAAAAABQ8/jdfxw3zizkc/s1600/Heavy+rain+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 197px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461404435126386386" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOZeJzftI/AAAAAAAABQ8/jdfxw3zizkc/s320/Heavy+rain+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;, saltare, raccogliere... Possono essere più o meno curati gli elementi narrativi, i richiami ad opere storiche o mitologiche o letterarie, il numero di personaggi, protagonisti o comprimari, può variare di molto e possono essere molto diverse le modalità di azione (a turni, in tempo reale, più esplorazione e ricerca, più combattimento, ecc...), ma in definitiva abbiamo sempre a che fare con una storia, uno o più personaggi con un obiettivo da raggiungere, e l’abilità del giocatore sta nel raggiungerlo nel modo più brillante possibile. Tutto questo fino a “Heavy rain”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti noi esseri teledipendenti (chi più chi meno) siamo piuttosto saturi di film e telefilm thriller barra gialli barra noir, ma per quanto coinvolgente possa essere la trama, è sempre qualcosa che sta succedendo sullo schermo e che ci limitiamo a guardare. Con “Heavy rain” questo concetto non vale più. Abbiamo letteralmente a disposizione un film interattivo, in cui le nostre scelte e le azioni che faremo compiere ai protagonisti cambieranno il corso degli eventi. Purtroppo, quando si parla di qualcosa di questo tipo, è difficile farlo senza svelare particolari interessanti e misteriosi, che generano la suspance durante la storia, ma cercherò di farlo lo stesso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rPOEuARoI/AAAAAAAABRM/YXLfWkIZK_0/s1600/Heavy+rain+04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 194px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461405338831963778" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rPOEuARoI/AAAAAAAABRM/YXLfWkIZK_0/s320/Heavy+rain+04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Ethan Mars è il padre felice di una famiglia felice, che trascorre la sua vita felice tra lavoro e passatempi vari. La storia inizia in un giorno felice del compleanno del suo figlio felice, Jason, quando cominciando a prendere confidenza con i controlli, apparecchiamo la tavola, giochiamo con i bambini e andiamo a fare una passeggiata. Tutto molto felice, insomma. Ma la giornata è destinata a trasformarsi in tragedia, perché Jason muore in un incidente senza che suo padre riesca a salvarlo. Inizia così il dramma interattivo, e i titoli di testa (come dicevo, è un vero e proprio film) con le immagini di una città in cui sembra piovere sempre ci accompagnano due anni dopo quell’evento, in cui un Ethan sull’orlo, anzi, ben oltre l’orlo della depressione si colpevolizza di non aver saputo salvare il figlio e cerca di tenere insieme i pezzi di una vita distrutta, separato dalla moglie e con l’altro figlio con il quale non riesce ad instaurare alcun tipo di rapporto. Proprio in quel periodo, l’assassino dell’origami ricomincia a colpire. Questo è un serial killer che uccide bambini affogandoli nell’acqua piovana e facendoli r&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOABnbpSI/AAAAAAAABQs/H2aFms3wVyE/s1600/Heavy+rain+05.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461403997969294626" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOABnbpSI/AAAAAAAABQs/H2aFms3wVyE/s320/Heavy+rain+05.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;itrovare in zone dimesse con un piccolo origami in mano e un’orchidea sul petto. Scott shelby, il secondo protagonista, è un investigatore privato assunto dalle famiglie delle vittime per indagare su questo killer, che comincia a raccogliere informazioni sui bambini, e scopre che i loro padri avevano ricevuto una misteriosa lettera quando i figli erano scomparsi. La stessa lettera che Ethan Mars riceve quando suo figlio Shaun scompare. Intanto, il cadavere di un altro bambino vittima dell’assassino dell’origami viene ritrovato vicino ad una ferrovia, motivo per cui entra in scena il nostro terzo protagonista, Norman Jayden, un investigatore dell’FBI scelto apposta per indagare su questi omicidi con un rivoluzionario sistema scientifico chiamato ARI. Il quarto personaggio è Madison Paige, che incontra per caso (almeno così sembra) Ethan, ferito e sconvolto, in uno squallido motel di quartiere, e cerca di aiutarlo. A poco a poco scopriamo che Ethan soffre di improvvisi black out, e sembra manifestare alcuni sintomi di schizofrenia, per cui lui stesso è convinto che sia l’altra parte di &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rNPthm1-I/AAAAAAAABQk/KS3UCcepGQE/s1600/Heavy+rain+06.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 209px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461403167942432738" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rNPthm1-I/AAAAAAAABQk/KS3UCcepGQE/s320/Heavy+rain+06.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;sé ad aver rapito Shaun e ad aver mandato quella lettera che contiene degli indizi, ottenibili solo dopo il superamento di alcune prove, con i quali potrà scoprire dove è tenuto prigioniero il bambino. Infatti, l’assassino non affoga direttamente le sue vittime, ma le rinchiude in un pozzo o qualcosa di simile e aspetta che si riempia di acqua piovana. Più piove, più presto il bambino muore. Da qui la ‘pioggia pesante’ del titolo, pioggia che scandisce tutta la storia con il suo cadere incessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia è molto ben strutturata, coinvolgente, senza punti morti e abbastanza variegata nell’alternare i vari personaggi per mantenere alta la tensione. Il coinvolgimento emotivo è notevole, come pure la pesantezza psicologica nell’agire nei panni di Ethan, padre angosciato non solo dalla possibilità della imminente morte del suo secondo figlio a due soli anni di distanza da quella del primo, ma soprattutto dal costante dubbio di esserne lui stesso la causa, e che tutto &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rNHb8zwQI/AAAAAAAABQc/FGxCl6G9LPg/s1600/Heavy+rain+07.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461403025785733378" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rNHb8zwQI/AAAAAAAABQc/FGxCl6G9LPg/s320/Heavy+rain+07.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;questo macabro gioco a ritrovare Shaun sia solo un modo che la parte malata di sé ha escogitato per punirsi della morte di Jason. Tuttavia, quello che davvero affascina è la possibilità di interagire letteralmente con la storia, facendo in modo, ad esempio, che Ethan sopravviva o muoia nella storia, che venga arrestato o che scappi dalla polizia, che riesca o meno a salvare il figlio. E questo vale per tutti i protagonisti, in modo che per ognuno ci siano circa quattro – cinque modi diversi di concludere la storia, in un intreccio del tutto imprevedibile. Se ogni volta che avete visto un eroe accusato ingiustamente sfuggire alla cattura della polizia vi siete infastiditi del fatto che tutto vada sempre nello stesso modo, con “Heavy rain” potrete sfogare il vostro desiderio di protagonismo facendogli fare tutto quello che volete. “Heavy rain” apre la strada (speriamo) &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rM8KH-BBI/AAAAAAAABQU/9s_LIbZv5v8/s1600/Heavy+rain+11.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 267px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5461402832022144018" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rM8KH-BBI/AAAAAAAABQU/9s_LIbZv5v8/s320/Heavy+rain+11.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;ad un nuovo concetto di gioco, in cui il protagonista diventa davvero il giocatore, e in cui la vera sfida non è arrivare alla fine ma fare la scelta giusta. Un po’ come nella vita vera. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4332222324362552196?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4332222324362552196/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4332222324362552196' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4332222324362552196'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4332222324362552196'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/04/heavy-rain.html' title='Heavy rain'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S8rOo9Rh-7I/AAAAAAAABRE/0x9RYDIP1kI/s72-c/Heavy+rain+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2363054480098781875</id><published>2010-04-09T12:15:00.007+02:00</published><updated>2010-04-09T16:02:59.967+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Crisi di identità</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77_P5FMKHI/AAAAAAAABQE/VtAdpX8Ajpg/s1600/Crisi+d%27identit%C3%A0+01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 207px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458080446905329778" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77_P5FMKHI/AAAAAAAABQE/VtAdpX8Ajpg/s320/Crisi+d%27identit%C3%A0+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Uomini e donne. Nient’altro che questo. E non è cosa da poco. Uomini e donne che volano, che diventano fuoco o acqua, che corrono, che si allungano, che rimpiccioliscono. Uomini e donne che vestono con strani costumi, che portano sul petto strani simboli. Uomini e donne di carta. Ma vivi. Se c’è una prova che questi non sono semplici personaggi, ma persone a tutti gli effetti, la possiamo trovare nelle pagine di questo volume. So che vi sembrerà un’esagerazione, discorsi di questo tipo lo sembrano sempre. Come quando si dice che sono reali i personaggi delle tragedie di Shakespeare, o delle canzoni di De Andrè, o dei film di Fellini. Qualcuno dirà che alla fine è tutta una finzione, che la vita vera è quella di fuori, dove ci sono mutui e bollette da pagare, cartellini da timbrare, figli da accompagnare a scuola, dove non ci sono aerei a forma di pipistrello, né donne con i capelli in fiamme, né uomini che volano con addosso una tutina blu e un mantello rosso sulle spalle. Eppure io continuo a dire che sono vivi. Quei fumetti gridano, ridono, lottano, piangono. Quei fumetti muoiono. Ne sono convinto da molto tempo, ma ne ho avuto la conferma quando mi sono sentito veramente triste per la morte di Sue Dibny, angosciato per il dolore di suo marito Ralph, incazzato come i suoi amici che non riescono a trovare il responsabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre Elongated man, al secolo Ralph Dibny, è impegnato in una ronda notturna, qualcuno si introduce nella sua casa, dove sua moglie Sue sta organizzando una festa a sorpresa per il compleanno del marito. Nonostante i disperati tentativi di chiedere aiuto, Sue viene uccisa e poi in parte ustionata, presumibilmente per coprire alcune tracce. Dopo il&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77_Iq9-yDI/AAAAAAAABP8/2IvEg-yI64c/s1600/Crisi+d%27identit%C3%A0+02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 208px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458080322857912370" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77_Iq9-yDI/AAAAAAAABP8/2IvEg-yI64c/s320/Crisi+d%27identit%C3%A0+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; funerale, tutta la comunità dei supereroi dà fondo alle proprie risorse per trovare il responsabile, ma sembra che il misterioso assassino non abbia lasciato alcuna traccia. Mentre le ricerche procedono, e vengono trovati e interrogati noti criminali che potrebbero avere avuto notizie del fatto, ma senza nessun risultato, altri familiari di supereroi ricevono minacce. Jean Loring, la ex moglie di Atom, viene impiccata alla porta del suo appartamento, e si salva per miracolo. Jack Drake, il padre di Robin, non è così fortunato, e nonostante qualcuno gli abbia mandato una pistola per difendersi, l’arma di Capitan boomerang lo trafigge in pieno petto, non prima che l’uomo sia riuscito a ferirlo a morte sparandogli. Ma è possibile che sia stato proprio il vecchio Boomerang a commettere gli altri crimini? Improbabile, anzi, praticamente impossibile, soprattutto quando il Dottor Midnight, eseguendo l’autopsia di Sue, trova delle strane tracce nel suo cervello, tracce che sembrano condurre ad un solo nome.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è certo l’intreccio investigativo, per quanto ben tessuto, coinvolgente e ricco di partecipanti, il punto di forza di questa storia. Anche perché l’omicidio di Sue è certamente il punto centrale della narrazione, ma è anche il punto di partenza per lo scatenarsi di una serie di rivelazioni riguardanti vicende fino ad ora taciute avvenute tra le fila della JLA. In particolare, della decisione da parte di alcuni membri della Lega di sottoporre al lavaggio del cervello il Dottor Light e nientemeno che Batman, quando quest’ultimo scopre cosa stanno facendo i suoi compagni. Evento, questo, che avrà tremende ripercussioni in tutti gli eventi DC che seguiranno, primo tra tutti il Progetto OMAC e tutto ciò che da &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77-_Fby5bI/AAAAAAAABP0/lTpzIYHk-N4/s1600/Crisi+d%27identit%C3%A0+04.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 10px 10px 0px; width: 208px; float: left; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458080158163592626" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77-_Fby5bI/AAAAAAAABP0/lTpzIYHk-N4/s320/Crisi+d%27identit%C3%A0+04.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;questo deriverà in “Crisi infinita”. Un altro elemento narrativo di grande forza è il fatto che la morte di Sue Dibny ci dà l’occasione di ripercorre i vari lutti che i supereroi DC hanno dovuto affrontare negli anni. Persone che hanno perso genitori, figli, mariti, fratelli. E anche e soprattutto dà l’occasione a tutti gli altri di rendersi conto quanto preziosi siano i legami familiari che hanno con i loro cari, quanto siano importanti quei brevi momenti trascorsi in loro compagnia, tra una missione e l’altra. Ed ecco che stranamente Superman va nella fattoria del Kansas tutti i giorni, in quella settimana di eventi, Robin trova una scusa per non uscire di ronda con Batman un paio di notti, e Roy Palmer riscopre il forte legame con la sua ex moglie. Per cui, verso la fine della storia, cominciamo a intravedere la risposta a quella domanda che ha tormentato tutti nel corso di questo evento, una domanda alla quale neanche il più grande detective del mondo è riuscito a trovare una risposta, e cioè: chi ci ha guadagnato dalla morte di Sue Dibny? E la risposta è: tutti gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto da Brad Meltzer e disegnato da Rags Morales, “Crisi di identità” è una profonda riflessione sul senso della vita e della morte, sulla sofferenza e la rinuncia, sul valore degli affetti e delle perdite. E sulla vera, reale, natura della maschera. Se con quello che ho detto finora non sono riuscito a trasmettervi il desiderio di leggere questa storia, avete solo un’ultima speranza: andare in fumetteria, aprire il volume e guardare la pagina 182. se anche questo non sortisce alcun effetto, vuol dire che non c’è niente da fare: non meritate di leggere “Crisi di identità”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;- Ancora non ci sei arrivato? Ripensa alla tua stessa&lt;/span&gt;&lt;a style="font-weight: bold;" href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77-znhOJCI/AAAAAAAABPs/ftjZjIem7Oo/s1600/Crisi+d%27identit%C3%A0+12.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px 0px 10px 10px; width: 273px; float: right; height: 320px;" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5458079961154724898" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77-znhOJCI/AAAAAAAABPs/ftjZjIem7Oo/s320/Crisi+d%27identit%C3%A0+12.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; vita, Wally... a tutto quello che hai fatto per proteggere il tuo segreto. Non è per te che indossi la maschera. Ma per tua moglie, i tuoi genitori... e un giorno, chissà... per i tuoi figli. In giro là fuori ci sono autentiche belve, ragazzo. E noi non possiamo essere sempre con i nostri cari. Non possiamo proteggerli sempre. Ma la maschera sì. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2363054480098781875?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2363054480098781875/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2363054480098781875' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2363054480098781875'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2363054480098781875'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/04/crisi-di-identita.html' title='Crisi di identità'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S77_P5FMKHI/AAAAAAAABQE/VtAdpX8Ajpg/s72-c/Crisi+d%27identit%C3%A0+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4931868782535516540</id><published>2010-03-26T11:08:00.001+01:00</published><updated>2010-03-26T11:09:52.705+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Kid Eternity</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S6yH3rx49BI/AAAAAAAABPk/LGt2zJFGHN8/s1600/Kid+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 214px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452882639553360914" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S6yH3rx49BI/AAAAAAAABPk/LGt2zJFGHN8/s320/Kid+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Quando c’è da addentrarsi nei meandri della mente, Grant Morrison è una garanzia. Non è un caso che le sue opere migliori siano proprio quelle di impostazione psicologica e surreale fin dal loro concepimento, mentre qualche volta questa sua tendenza al surrealismo è risultata una forzatura in opere di personaggi che avevano già conosciuto in precedenza, e mantenuto per molto tempo, un’impostazione più classica. Non è certo questo il caso di “Kid Eternity”, una graphic novel che riprende un personaggio Vertigo di cui da tempo si erano perse le tracce, inserendolo in un contesto decisamente fuori dagli schemi consueti del fumetto. Inoltre, la storia autoconclusiva è forse il tipo di prodotto con cui Morrison si trova più a suo agio, avendo un limite definito e una trama scritta da principio a fine in cui poter miscelare gli elementi narrativi che in quel momento gli preme trasmettere. Prova ne sia che, quando ha avuto per le mani serie di più ampio respiro, ha sempre costruito degli archi narrativi indipendenti e sganciati dal filone principale, incontrando da un lato il favore di quanti apprezzano le opere che mostrano una certa indipendenza e innovazione, ma dall’altro suscitando le ire di quanti non ammettevano che i loro eroi preferiti venissero estrapolati dal contesto in cui avevano vissuto per tanti anni di storie e catapultati in un mondo narrativo che non riconoscevano come confacente a quei personaggi. È proprio quello che è successo con gli X-Men, nel suo breve periodo di collaborazione con la Marvel, ma anche con Animal Man e la Doom Patrol, in casa DC. “Kid Eternity” si inserisce a pieno titolo nel numero delle graphic novel morrisoniane, per le sue caratteristiche sia narrative che grafiche. Non è un caso, infatti, che le sue opere migliori siano disegnate da autori che concepiscono il fumetto come un’opera d’arte vera e propria, al punto che ogni singola tavola, presa separatamente, non avrebbe nulla da invidiare alle opere pittoriche esposte nei più prestigiosi musei surrealisti. È stato così per “Arkham asylum”, con i disegni di Dave McKean, e si ripete adesso con “Kid Eternity”, dove uno straordinario Duncan Fegredo ci regala, una dopo l’altra, tavole di una intensità tale da costringerci a riguardarle tutte dopo aver finito la prima lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jerry è un cabarettista che cerca di trovare la sua strada verso il successo, e per questo ha una certa familiarità con le idee di finzione e surrealtà. Ma la sua conoscenza della dimensione ultraterrena sta per diventare ben più approfondita di quanto lui stesso vorrebbe. Tutto accade una notte in cui viene coinvolto in uno strano incidente automobilistico e finisce in rianimazione in gravissime condizioni. In queste circostanze, la sua coscienza travalica il limite della realtà e finisce in una dimensione ultraterrena in cui incontra uno strano ragazzo, Kid, evanescente come un fantasma, che lo porta con sé dicendogli che ha una missione fondamentale da compiere per la salvezza dell’universo e che Jerry avrà un ruolo indispensabile in questo compito. Inizia così il viaggio dei due attraverso il mondo infernale, dove Kid è stato tenuto prigioniero per anni e dove, quando è scappato, ha dovuto abbandonare il suo maestro. In un complicatissimo intreccio di vite e situazioni, i due si confronteranno con una terribile minaccia per l’intera esistenza, quando ordine e caos si contenderanno le sorti del mondo, mondo in cui dovranno trovare posto due novelli Adamo ed Eva, investiti del compito di dare alla luce il bambino prescelto, da cui sorgerà una nuova stirpe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scritto e disegnato da due maestri del surreale, “Kid Eternity” dà una iniziale sensazione di straniamento, facendo perdere al lettore, insieme al personaggio, i punti di riferimento della realtà che lo circonda, preparandolo per gli eventi che seguiranno, in modo che non possa opporsi al dilagare di pensieri e concetti astratti che, pagina dopo pagina, si riverseranno nella sua mente, in un caleidoscopio di immagini e parole da cui difficilmente può riuscire a staccarsi prima che sia arrivata l’ultima pagina. E quando avremo finito, rimarrà un palcoscenico in penombra, vuoto, e l’eco di una domanda, che aleggia nell’aria: siamo stati all’inferno, o in paradiso? &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4931868782535516540?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4931868782535516540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4931868782535516540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4931868782535516540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4931868782535516540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/03/kid-eternity.html' title='Kid Eternity'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S6yH3rx49BI/AAAAAAAABPk/LGt2zJFGHN8/s72-c/Kid+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1633764536695685388</id><published>2010-03-16T08:01:00.002+01:00</published><updated>2010-03-16T08:02:47.792+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Madre notte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S58s926sieI/AAAAAAAABPU/2oh188CknDI/s1600-h/Vonnegut+-+Madre+notte.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449123515366935010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 312px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S58s926sieI/AAAAAAAABPU/2oh188CknDI/s320/Vonnegut+-+Madre+notte.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un romanzo, come tutti quelli di Vonnegut, che è capace di intrecciare ironia e tragedia al punto che leggendolo ci troviamo a sorridere di atrocità storiche e a disperarci per banali stupidaggini quotidiane. Ancora una volta siamo davanti a una feroce satira al costume e alla società, stavolta non solo quella americana, ma dell’intero mondo occidentale del secondo dopoguerra. In un mondo pronto a indignarsi per quello che fino a qualche giorno prima era stata la quotidianità, pronto a puntare l’indice dall’alto di un banco contro quelli con cui fino al giorno prima era andato a braccetto, leggiamo il memoriale di un uomo che ha vissuto da tutte le parti in gioco in quella guerra, e che ha capito forse l’unica grande verità della storia e della politica internazionale, cioè che l’unico stato che vale la pena di servire è quello formato da se stessi e dalla persona che si ama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Howard W. Campbell, jr. ci racconta, dalla sua cella di un carcere israeliano, dove aspetta di essere processato per crimini di guerra, le vicende che lo hanno portato fino a lì. Trasferitosi in Germania dall’America dopo la prima guerra mondiale, ci resta anche dopo l’ascesa al potere di Hitler e del regime nazista, di cui diventa uno degli esponenti di rilievo come impiegato del ministero della propaganda culturale, braccio destro di Goebbels, incaricato di diffondere via etere il messaggio nazista. Ma Campbell è davvero un collaboratore del regime? O la sua è soltanto una copertura che nasconde una delle più efficienti spie al servizio degli Stati uniti d’America in territorio tedesco? Solo chi lo ha reclutato potrebbe testimoniare in tal senso. Ma anche se fosse così, anche se Campbell fosse davvero un patriota americano e non un criminale di guerra, su di lui non peserebbe comunque qualche altra colpa? Non sarebbe comunque colpevole di essere ciò che fingeva di essere? E se è così, quale potrebbe essere il modo di espiare questa colpa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appassionato racconto di Howard W. Campbell ci consegna una profonda e intensa riflessione sulla guerra e sull’impossibilità di restare innocenti quando il confine tra bene e male di assottiglia al punto che non si è più capaci di fare questa distinzione. Una riflessione che si estende anche a molti anni dopo la fine della guerra, che ha cambiato profondamente il sentire di tutti quelli che ha coinvolto, direttamente o indirettamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“La giornata del veterano,” dissi a Helga riprendendo a camminare. “Una volta si chiamava giornata dell’armistizio. Adesso è del veterano.”&lt;br /&gt;“Ti dà fastidio?” disse.&lt;br /&gt;“Ah, perdio, è così volgare... così tipico del resto,” dissi. “L’11 novembre era un giorno dedicato ai caduti nella guerra mondiale, ma i vivi non hanno saputo trattenersi dall’affondarci dentro le loro luride mani; hanno voluto arraffare anche la gloria che spettava ai morti. Così tipico, così tipico. Tutte le volte che in questo paese si manifesta qualcosa di dignitoso, bisogna che lo facciano a pezzi e lo buttino in faccia alla folla.”&lt;br /&gt;“Tu odi l’America, non è vero?” disse.&lt;br /&gt;“Odiarla sarebbe stupido almeno quanto amarla,” dissi. “Non riesco a provare nessuna emozione: il terreno di per sé non mi interessa. Sono certo che si tratta di una grande lacuna nella mia personalità, ma non riesco a pensare in termini di confini. Per me quelle linee immaginarie non sono più reali degli elfi e dei folletti. Non posso credere che indichino veramente l’inizio o la fine di qualche cosa di importante per un essere umano. Le virtù e i vizi, il piacere e il dolore attraversano le frontiere a loro piacimento.”&lt;br /&gt;“Come sei cambiato,” disse.&lt;br /&gt;“Le guerre mondiali serviranno pure a qualcosa,” dissi. “Altrimenti che scopo avrebbero?”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1633764536695685388?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1633764536695685388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1633764536695685388' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1633764536695685388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1633764536695685388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/03/madre-notte.html' title='Madre notte'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S58s926sieI/AAAAAAAABPU/2oh188CknDI/s72-c/Vonnegut+-+Madre+notte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4503899629030983993</id><published>2010-03-12T11:05:00.002+01:00</published><updated>2010-03-12T11:11:21.341+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>I'm so sorry!!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chiedo scusa a tutti quanti sono soliti frequentare queste pagine per il ritmo estremamente blando con cui pubblico negli ultimi tempi. Purtroppo, la mancanza di un collegamento a internet personale e la recente indisponibilità di quello che sfruttavo nelle prime ore del mattino in ospedale mi impediscono una maggiore frequenza sul blog. A ciò si aggiungono i freqenti e pressanti ipegni di lavoro, e di studio, in vista del concorso per la scuola di specializzazione, che si avvicina con preoccupante rapidità. Il tutto si traduce non solo in poco tempo per scrivere, ma soprattutto in un preoccupante ritardo nelle letture di libri e fumetti già comprati e in paziente ordine nella libreria di casa. Spero che la situazione migliori al più presto. Non posso che chiedervi un po' di pazienza e la bontà di restare collegati per quanti hanno voglia di leggere quello che scrivo. A presto con nuovi post.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4503899629030983993?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4503899629030983993/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4503899629030983993' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4503899629030983993'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4503899629030983993'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/03/im-so-sorry.html' title='I&apos;m so sorry!!'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-746677798474206253</id><published>2010-03-01T06:39:00.004+01:00</published><updated>2010-03-01T06:43:21.830+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Skreemer</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tT1TILkjI/AAAAAAAABPM/3ph6rQ2A_CA/s1600-h/Skreemer+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443536749740134962" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tT1TILkjI/AAAAAAAABPM/3ph6rQ2A_CA/s320/Skreemer+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;L’America è nata nelle strade. E sono le strade e i loro abitanti i protagonisti di questo racconto in puro stile noir, scritto da Peter Milligan. Una storia in cui possiamo cogliere tutte le sfumature di quelle che erano le strade delle metropoli americane negli anni tra la prima e la seconda guerra mondiale, quando la crisi economica e il proibizionismo resero le città dei luoghi selvaggi, dove l’unico dio era il denaro e l’unica legge la violenza. Dove se non eri il cacciatore, non potevi evitare di essere la preda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È in questo mondo che vivono i protagonisti della storia, che Milligan costruisce, attraverso frammenti di ricordi, seguendo il loro percorso per più di quarant’anni. In questo contesto, assistiamo all’ascesa al potere di un ragazzo, un altro dei relitti umani, brutalizzato dalla vita e dal mondo in cui è costretto a muoversi per sopravvivere. In questo stesso mondo, però, si muove anche qualcuno che non perde la speranza, che continua a scandire i giorni con le strofe della canzone ‘Finnegan’s wake’, una canzone dei tempi andati, quando le strade e i quartieri non erano il dominio dei ‘presidenti’, i capi delle bande di gangster, e dei loro skreemers, gli esecutori dei loro ordini, i dispensatori di morte. Veto è uno di questi. Fin da bambino ha capito che la sua strada è quella della violenza, che se&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tTu6pi4NI/AAAAAAAABPE/iXLHIdGScdM/s1600-h/Skreemer+02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 206px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443536640089972946" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tTu6pi4NI/AAAAAAAABPE/iXLHIdGScdM/s320/Skreemer+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; vuole ottenere quello che desidera deve scegliere di stare dalla parte di chi fa soffrire e non di chi soffre. Veto è freddo, spietato, preciso, mai un’emozione, mai un tentennamento. È disposto a passare sopra tutto e tutti, anche su quelli che sono da sempre stati i suoi amici. Così, uno dopo l’altro, elimina tutti quelli che gli stanno davanti sulla strada del successo, fino a diventare l’unico degno del nome di Skreemer. Ma Veto nasconde un segreto, qualcosa che per molti aspetti ha del soprannaturale, qualcosa che lo induce a guardare il mondo che lo circonda con occhi molto diversi da chiunque altro. Quelli che potrebbero sembrare i deliri mistici di un invasato non sono altro che frammenti di un futuro che fin da piccolo gli si è spalancato di fronte agli occhi, e non lo ha più abbandonato. Perché in definitiva, è proprio questo che Veto cerca: il modo per spezzare il futuro, per essere finalmente libero. E l’unico modo che si può avere per sfuggire al futuro, per cambiare il corso della storia, per essere finalmente libero, è morire.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tTmcbFakI/AAAAAAAABO8/nGSHCaJyVfc/s1600-h/Skreemer+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 210px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443536494537304642" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tTmcbFakI/AAAAAAAABO8/nGSHCaJyVfc/s320/Skreemer+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalle frasi dure e acuminate di Peter Milligan, coadiuvato dai disegni dinamici e spigolosi di Brett Ewins e Steve Dillon, nasce una graphic novel dal sapore amaro e crudo, ma che contiene in sé anche elementi di speranza e positività, e un messaggio di supporto per tutti quelli che hanno la forza di opporsi al male e alla violenza, anche a costo di enormi sacrifici, perché alla fine, a chi non smette di credere nei proprio principi di umanità, il destino non potrà che sorridere. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-746677798474206253?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/746677798474206253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=746677798474206253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/746677798474206253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/746677798474206253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/03/skreemer.html' title='Skreemer'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4tT1TILkjI/AAAAAAAABPM/3ph6rQ2A_CA/s72-c/Skreemer+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-6110115920498314322</id><published>2010-02-22T06:48:00.005+01:00</published><updated>2010-02-22T06:52:21.585+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>All star Batman e Robin</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbbcFYWHI/AAAAAAAABO0/kQi3R0KwvQs/s1600-h/All+star+Batman+e+Robin+-+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 207px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440941458026158194" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbbcFYWHI/AAAAAAAABO0/kQi3R0KwvQs/s320/All+star+Batman+e+Robin+-+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando un personaggio ha molti anni di storie alle spalle, è normale che si facciano diverse interpretazioni degli eventi cardine della sua vita. Quando il personaggio è una leggenda come Batman, questo è praticamente la regola. Tuttavia, i grandi autori che si trovano a percorrere a ritroso il cammino del tempo, reinterpretando storie già raccontate, in genere rispettano le tematiche di fondo di quelle storie, soprattutto per mantenere una sorta di coerenza narrativa ed evitare di distorcere l’essenza dei protagonisti. Però capita che autori particolarmente carismatici decidano di seguire il corso della loro fantasia, tenendo in ben poco conto l’opera dei loro predecessori. È questo il caso di Frank Miller.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto devo fare una piccola parentesi: non mi piace per niente Frank Miller. Non tanto come disegnatore, ruolo in cui riesce a trovare soluzioni innovative e di un certo effetto, quanto come scrittore. È incontestabile che abbia uno stile di narrazione molto personale, che affronti con disinvoltura anche tematiche piuttosto delicate, soprattutto per un mondo come quello del fumetto che ancora oggi risente degli strascichi di anni di proibizionismo narrativo. Tuttavia, il suo modo di raccontare non incontra il mio gusto. Non mi sono mai piaciuti gli eccessi, ma soprattutto non sopporto il machismo testosteronico di cui Miller ha fatto il suo cavallo di battaglia, soprattutto quando questo è del tutto fuori contesto. Non ho niente da ridire sull’esaltazione che si ritrova negli spartani di “300”, perché non è affatto lontana dalla realtà storica e dalla tradizione narrativa di quell’episodio. Posso ancora comprendere questo tipo di narrazione in un’opera come “Sin city”, dalle atmosfere prettamente noir, dove la violenza, il turpiloquio e la degradazione sono le basi portanti della storia. Ma non riesco ad accettarla in una storia di Batman.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbRwubFPI/AAAAAAAABOs/6tebJlG0RaY/s1600-h/All+star+Batman+e+Robin+-+04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 242px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440941291768321266" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbRwubFPI/AAAAAAAABOs/6tebJlG0RaY/s320/All+star+Batman+e+Robin+-+04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;In “All star Batman e Robin” leggiamo una rivisitazione degli eventi che portano il Cavaliere oscuro ad avere la sua prima spalla. Quando Bruce Wayne vede il piccolo Dick Grayson in mezzo ai cadaveri dei suoi genitori, non può non rivedere se stesso in quella fatidica notte che cambiò per sempre la sua vita. Così, decide che il ragazzo va preso sotto la sua protezione, per essere addestrato a combattere il crimine al suo fianco. Questo è sostanzialmente l’impianto narrativo della storia. Ma al di là dei momenti tragici e di qualche riflessione psicologica di un certo livello, c’è poco altro che colpisce, nell’opera, e certamente non in senso positivo. Sicuramente è interessante vedere le considerazioni di Batman quando da un lato vede che il ragazzo ha il talento che gli servirebbe avere al fianco nella sua crociata, ma dall’altro si rende conto che in questo modo lo condannerà alla sua stessa vita infelice e solitaria. Bello e intenso, a tal proposito, è anche l’acceso scambio di battute tra Batman e il maggiordomo Alfred, che gli fa notare come imporre le sue scelte di vita a un ragazzino di dodici anni possa essere una decisione discutibile. Al&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbF1te_OI/AAAAAAAABOk/CrXdzHajeZA/s1600-h/All+star+Batman+e+Robin+-+09.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 207px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440941086948130018" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbF1te_OI/AAAAAAAABOk/CrXdzHajeZA/s320/All+star+Batman+e+Robin+-+09.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; di là di questo, però, vediamo degli atteggiamenti dell’eroe che si fa fatica a riconoscere come suoi. Siamo abituati ad un Batman che si muove come un’ombra terrificante e silenziosa, che nessuno vede o sente finché non ha colpito. Qui invece, annuncia il suo arrivo con una risata ghignante, giustificandola come un altro degli artifici volti a incutere terrore nei criminali. Siamo abituati ad un Batman cupo e silenzioso fino al mutacismo patologico, freddo e riflessivo, mai preda di emozioni di alcun tipo. Qui invece, lo vediamo esaltarsi in una corsa di auto, sfidare i poliziotti solo per il gusto di mostrare la sua superiorità, ostentare le tecnologie della sua attrezzatura solo per impressionare il piccolo Dick. Insomma, un Batman spocchioso e arrogante, pieno di sé, esaltato dal mito della sua stessa maschera. Tutti tratti di un carattere che poco si accosta alla figura del vero Batman. A qualcuno potrà anche piacere questa interpretazione, ma a mio modo di vedere questo non è il Batman che ho imparato a conoscere e amare in tanti anni di storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4Ia0cb3OLI/AAAAAAAABOc/4xeRaXtFa1I/s1600-h/All+star+Batman+e+Robin+-+14.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 307px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5440940788105558194" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4Ia0cb3OLI/AAAAAAAABOc/4xeRaXtFa1I/s320/All+star+Batman+e+Robin+-+14.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Discorso a parte meritano i meravigliosi (come al solito) disegni di Jim Lee, che non delude mai i suoi fan e ci regala tavole di grande intensità e dinamismo pur non tralasciando quella cura dei dettagli che lo contraddistingue da sempre. Spettacolare in tal senso l’enorme splash page a sei facciate che raffigura il primo ingresso di Dick nella Batcaverna. In definitiva, se dovessi dare dei numeri, direi che le ragioni per voler tenere in mano il volume “All star Batman e Robin” sono 20% storia e 80% disegni, nonostante io sia un convinto sostenitore che un fumetto deve essere prima di tutto ben scritto, poi ben disegnato, e non il contrario. &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-6110115920498314322?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/6110115920498314322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=6110115920498314322' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6110115920498314322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6110115920498314322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/02/all-star-batman-e-robin.html' title='All star Batman e Robin'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S4IbbcFYWHI/AAAAAAAABO0/kQi3R0KwvQs/s72-c/All+star+Batman+e+Robin+-+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1180008581800746276</id><published>2010-02-15T06:30:00.001+01:00</published><updated>2010-02-15T06:33:41.900+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Il gioco dell'angelo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S3jchmuLzoI/AAAAAAAABOM/sJkoFO5yYoA/s1600-h/Zafon+-+Il+gioco+dell%27angelo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 212px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5438339019937926786" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S3jchmuLzoI/AAAAAAAABOM/sJkoFO5yYoA/s320/Zafon+-+Il+gioco+dell%27angelo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;A volte può essere difficile inquadrare un romanzo in un genere preciso, per esempio quando in esso confluiscono diversi motivi narrativi, tanto che è difficile capire se è una storia impegnata, sentimentale, di fantascienza, dell’orrore. Il secondo libro ‘adulto’ di Carlos Ruiz Zafon è proprio di questo tipo. L’ho chiamato così solo per distinguerlo dalle sue precedenti opere, che, escludendo “L’ombra del vento”, sono tutte storie per ragazzi. Non che queste abbiano un valore più scarso rispetto ad altre, anzi, a mio modo di vedere sono da tenere in altissima considerazione, perché avvicinare un bambino alla lettura significa dargli la possibilità di arricchire il suo patrimonio culturale, il suo lessico, la sua sintassi, e visto che purtroppo oggi la maggior parte dei media, televisione in testa, ha fatto dell’ignoranza e della distruzione della cultura i suoi vessilli di battaglia, non ci resta che sperare che sopravvivano ancora autori con la voglia di scrivere per i bambini e i ragazzi. Dicendo questo, e leggendo il romanzo ve ne renderete conto, non ho fatto il mio classico preambolo iniziale, di cui probabilmente vi sarete ormai stancati, ma ho già cominciato a parlare della storia. “Il gioco dell’angelo” è, a mio modo di vedere, nient’altro che una stupenda, intensa e tormentata storia d’amore per la letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane David Martin ha una sola grande passione, nella vita: diventare uno scrittore. Fin da bambino ha sempre avuto una forte attrazione per la lettura, ferocemente contrastata dall’ignoranza del padre, ma alimentata in segreto grazie all’amicizia di un libraio di cui il ragazzo diventa, poco a poco, una sorta di figlio adottivo. Passando attraverso la redazione di un giornale locale, e grazie al supporto di un ricco giornalista che lo prende sotto la sua ala protettrice, il giovane Martin riesce a pubblicare dei racconti d’appendice a puntate, e finalmente sbarca nel mondo dell’editoria scrivendo storie avventurose ambientate nella sua Barcellona. David ha talento, sa come coinvolgere il pubblico, e soffre dei vincoli in cui lo costringono quei poco di buono dei suoi editori, tutt’altro che persone oneste. Ma la vita del giovane sembra essere destinata a non conoscere la felicità. Viene colto da un male incurabile che lo sta consumando, la ragazza di cui è da sempre innamorato decide di sposare il suo mentore, le richieste dei suoi editori si fanno sempre più pressanti e minacciose. David sembra destinato a scivolare verso un abisso di disperazione, una caduta inesorabile che lo porterà a morire di lì a non molto, quando incontra uno strano personaggio, un editore in cerca di talenti che ha per lui una commissione molto particolare. Se David vuole continuare a vivere, lui lo renderà possibile, a patto che scriva per lui. E il suo compito sarà quello di creare una religione. Inconsapevole di chi sia realmente la persona con cui sta stringendo l’accordo, e ignaro delle conseguenze che questo porterà, David accetta. Inizia così la sua nuova vita. Ma alcune cose cominciano a non quadrare, troppi sospetti si affollano nella sua mente, troppi misteri sono legati a quell’uomo, al suo libro, alla casa dove David va a vivere e a molte delle persone che incontrerà nel suo percorso. E quando si renderà conto di quale sia la realtà che si cela dietro il gioco dell’angelo, potrebbe essere troppo tardi. Gli ingranaggi sono stati messi in moto, la macchina della violenza e dell’orrore si è attivata, e non sarà facile arrestarla o rallentare la sua corsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con un sottile e complesso gioco di specchi, Zafon mischia gli occhi del lettore con quelli del protagonista, al punto che non sarà facile capire cosa è reale e cosa è solo immaginato, nemmeno nella storia. Inoltre, a differenza di come siamo abituati, non tutti i misteri verranno svelati da un comodo colpo di scena finale. Ci saranno alcuni punti oscuri, nel corso della storia, che rimarranno tali anche dopo la fine, come di fatto succede anche nella vita reale. Tutto quello che accade, accade per una ragione, ma a volte, per non dire spesso, questa ragione ci sfugge, e forse è proprio questo che rende la nostra vita interessante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uno scrittore non dimentica mai la prima volta che accetta qualche moneta o un elogio in cambio di una storia. Non dimentica mai la prima volta che avverte nel sangue il dolce veleno della vanità e crede che, se riuscirà a nascondere a tutti la sua mancanza di talento, il sogno della letteratura potrà dargli un tetto sulla testa, un piatto caldo alla fine della giornata e soprattutto quanto più desidera: il suo nome stampato su un miserabile pezzo di carta che vivrà sicuramente più a lungo di lui. Uno scrittore è condannato a ricordare quell’istante, perché a quel punto è già perduto e la sua anima ha ormai un prezzo.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1180008581800746276?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1180008581800746276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1180008581800746276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1180008581800746276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1180008581800746276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/02/il-gioco-dellangelo.html' title='Il gioco dell&apos;angelo'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S3jchmuLzoI/AAAAAAAABOM/sJkoFO5yYoA/s72-c/Zafon+-+Il+gioco+dell%27angelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3334607611396904776</id><published>2010-02-08T06:45:00.002+01:00</published><updated>2010-02-08T06:46:23.202+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Il divoratore di storie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2-lIdbhf4I/AAAAAAAABOE/UQp-MBTssEk/s1600-h/Il+divoratore+di+storie.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 228px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5435744840017084290" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2-lIdbhf4I/AAAAAAAABOE/UQp-MBTssEk/s320/Il+divoratore+di+storie.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Sono sempre stato affascinato da quegli autori capaci di scrivere una storia in cui si racconta come nasce una storia. So che sembra un concetto ingarbugliato, ma cercherò di renderlo il più chiaro possibile. È come se un autore scrivesse un romanzo, il cui protagonista è a sua volta uno scrittore, e la trama riguarda la creazione dell’opera del protagonista. In definitiva, staremmo leggendo la storia di una storia. Un po’ come se un pittore ritraesse un pittore che dipinge, e l’opera di quest’ultimo fosse ancora un pittore che dipinge, e così via, in una potenziale infinità di storie una dentro l’altra, come in un gioco di scatole cinesi. Altro espediente molto affascinante, per me, è quello in cui un autore scrive di un personaggio che è se stesso nel mondo reale, e ciò che fa è esattamente scrivere la storia di cui stiamo leggendo. Tutte queste possono sembrare assurde follie, esercizi stilistici utili solo a confondere il lettore, trascinandolo in un universo di doppi sensi in cui si perde di vista la linearità della storia, e tutto questo solo perché è sempre difficile scrivere una storia interessante restando nei canoni della normalità. In parte, questa critica può essere fondata, ed è quella che è stata mossa ad alcuni autori contemporanei, ‘accusati’ di fare i pazzi per abitudine, senza che il loro scrivere surreale si concretizzasse in qualcosa di innovativo, ma semplicemente di incomprensibile. È quello che è stato detto di autori come Alan Moore e Grant Morrison, tanto per fare due esempi immediati. E ricordo anche un romanzo di Stephen King, “La metà oscura”, in cui l’autore scrive la storia di uno scrittore che scrive romanzi di scarso successo, mentre quando lo stesso personaggio usa uno pseudonimo e cambia completamente stile di scrittura, le sue opere incontrano un enorme apprezzamento. Tutto questo per dire che scrivere così è molto difficile, si corrono parecchi rischi, ma chi lo sa fare crea delle opere veramente fuori dal comune. Proprio questo è quello che, a mio giudizio, possiamo trovare ne “Il divoratore di storie”, un omaggio che Fabrice Lebeault fa al romanzo d’appendice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in un paese immaginario che evoca la Parigi del XIX secolo, e Fortuné d’Hypocondre, un giornalista dai sentimenti vagamente anarchici, riceve una curiosa visita. Il Corvo, protagonista di un romanzaccio d’appendice, si manifesta nella realtà, provenendo dal mondo degli immaginati, con un preciso obiettivo: ottenere la fama che crede di meritare. La sua aspirazione è il crimine, la bassezza d’animo, l’incarnazione del male. E non è per nulla soddisfatto delle storie che gli fa vivere il suo creatore, il misterioso Homére Saint-Illiéde, di cui nessuno conosce l’aspetto né il luogo in cui viva. Creduto pazzo ed emarginato, a Fortuné non resta altra soluzione che aiutare il misterioso personaggio a scrivere la sua stessa storia, e per farlo, l’unico modo è trovare l’autore e convincerlo a cambiare la trama.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questa particolare graphic novel, Lebeault crea un ambiente deliziosamente antico ma al tempo stesso attuale, con una bella riflessione sulla forza della letteratura e degli scrittori, che con la loro immaginazione possono essere capaci di cambiare il destino delle persone, spesso anche di quelle reali. Tutta la trama si gioca sull’alternarsi di diversi piani di realtà, da quella del mondo reale del giornalista, a quella del romanzo il cui protagonista diventa il suo fastidioso interlocutore, a quella della trama che il Corvo vorrebbe scritta nelle sue future avventure dal creatore, fino alla scoperta di chi quest’ultimo sia realmente, di come crei le sue avventure, e della sinistra origine della sua immaginazione e ispirazione. E alla fine, quando mistero, intrighi e delitti saranno svelati, il personaggio si farà persona, e la persona si farà personaggio, in un curioso e tragicomico teatrino dell’assurdo in cui tutti, siano essi persone o personaggi, sono comunque burattini i cui fili sono mossi dal solito burattinaio, l’autore, che ci regala questa coinvolgente storia, ricordandoci ancora una volta che non c’è potere più grande dell’immaginazione umana. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3334607611396904776?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3334607611396904776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3334607611396904776' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3334607611396904776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3334607611396904776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/02/il-divoratore-di-storie.html' title='Il divoratore di storie'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2-lIdbhf4I/AAAAAAAABOE/UQp-MBTssEk/s72-c/Il+divoratore+di+storie.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4301507959488214093</id><published>2010-02-01T07:22:00.002+01:00</published><updated>2010-02-01T07:23:52.542+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette yakuza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2ZzZyI3rDI/AAAAAAAABN8/eip77tZhuQE/s1600-h/Sette+yakuza+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 221px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5433156887261981746" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2ZzZyI3rDI/AAAAAAAABN8/eip77tZhuQE/s320/Sette+yakuza+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Un viaggio nella cultura tradizionale giapponese conclude la serie dei sette, raccontandoci una storia di malavita e onore, ma è anche la storia di un’intera terra che racchiuse in sé molte più anime di quante sia disposta ad ammettere. Il Giappone è un mondo che ha sempre affascinato per la sua diversità, per la presenza di valori e comportamenti che per gli occidentali risultano tanto inconsueti quanto poco comprensibili. Più che altro, a stupire è il contrasto tra valori considerati positivi e la reale natura delle persone. In occidente si è abituati a pensare a un criminale come a una persona priva di scrupoli, incapace di sentimenti, una persona per cui la vita umana, con tutto quello che ne consegue, ha ben poco valore. Invece, nella tradizione orientale, ci sono dei valori che devono governare la vita di una persona, a prescindere da quale sia il percorso che questa decide di compiere. Così, non importa se si è un uomo onesto o un criminale, principi come onore, rispetto e lealtà non devono mancare. Anche la propria vita può essere sacrificata per il perseguimento di quei valori, così come è un onore privarsene quando è arrivato il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Kotobuki Ichiro è un uomo che ha vissuto da sempre secondo questi principi, anche se ha scelto di percorrere la strada della delinquenza diventando uno yakuza. Oggi, a novantacinque anni, è l’oyabun di uno dei clan più potenti e rispettati, ma subisce un attentato dal quale si salva per miracolo. Guarito dalle ferite, l’unico suo pensiero è vendicare l’affronto subito uccidendo i suoi attentatori. Così, scopre la lealtà di altri sei personaggi, che anche se animati da motivi diversi, sono tutti pronti a dare la vita per la vendetta del loro capo. E quando alla fine si scoprirà chi è il mandante dell’attentato e per quale motivo vuole morto il padrino, a Kotobuki non resta che una cosa da fare, l’unica cosa che uno yakuza sa di dover fare quando è giunto il momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là della storia d’azione, ci sono vari aspetti interessanti nel racconto. Uno è il ricordo dei diversi avvenimenti della storia del Giappone moderno attraverso l’esperienza del protagonista, che rivive la sua vita negli anni che hanno contribuito a renderlo quello che è adesso. E questo motivo narrativo si ripeterà più o meno per tutti i sette protagonisti. Altro aspetto interessante è la fusione tra nuovo e antico in questa terra piena di contrasti, così come da notare è la confluenza di diverse etnie e l’influenza di culture esterne, quale ad esempio quella americana durante il secondo dopoguerra, o le migrazioni di abitanti del vicino continente asiatico, come coreani e cinesi, nell’arcipelago che sta conoscendo uno sviluppo dai ritmi vertiginosi. Tutto questo e altro ancora è espresso sia dai divertenti scambi di battute tra i protagonisti, sia dagli imperscrutabili silenzi, in cui si legge una calma e una riflessione, anche in momenti di azione incalzante, che solo secoli di disciplina hanno saputo fortificare. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4301507959488214093?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4301507959488214093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4301507959488214093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4301507959488214093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4301507959488214093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/02/sette-yakuza.html' title='Sette yakuza'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S2ZzZyI3rDI/AAAAAAAABN8/eip77tZhuQE/s72-c/Sette+yakuza+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2940754525099918833</id><published>2010-01-26T07:20:00.001+01:00</published><updated>2010-01-26T07:22:19.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Stardust</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S16J56nbtYI/AAAAAAAABNs/GewixrzAHBo/s1600-h/Gaiman+-+Stardust.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5430929828735595906" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S16J56nbtYI/AAAAAAAABNs/GewixrzAHBo/s320/Gaiman+-+Stardust.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;È inutile nasconderlo, il fantasy è diventato un genere molto difficile, sia per chi lo legge, sia, soprattutto, per chi lo scrive. Fino a non moltissimi anni fa, bastavano un paio di orchi, qualche mago e delle strane gemme per scrivere un buon libro. Solo che in troppi hanno seguito questo ragionamento, con il risultato che ci troviamo con gli scaffali delle librerie invasi da enormi quantità di volumi tutti uguali. Magari saranno tutte storie interessanti e coinvolgenti, ma niente più di questo. È molto difficile trovare un romanzo di questo genere che risulti innovativo pur soddisfacendo tutte le caratteristiche che un lettore si aspetta di trovare in un fantasy. Neil Gaiman è una di queste eccezioni. Ho imparato a conoscerlo come scrittore di fumetti, ambito in cui ha saputo creare opere che si sono guadagnate i favori di pubblico e critica per la loro forza narrativa e l’innovazione che hanno portato in un genere che soffriva da tempo. La saga di “The Sandman” è universalmente riconosciuta come una delle opere a fumetti migliori di tutti i tempi. Ma insieme a questa saga, e a tante altre graphic novel, Gaiman è anche autore di romanzi. Finora ho avuto occasione di leggerne solo due, “American Gods”, di cui ho già parlato in un post precedente, e “Stardust”. Devo dire che, rispetto al primo, quest’ultimo l’ho trovato meno innovativo, sebbene mantenga quella narrazione fluida e lineare, ma allo stesso tempo coinvolgente, di cui Gaiman ha fatto il suo punto di forza. Diciamo che, mentre “American Gods” rappresentava uno scenario innovativo nel panorama del romanzo fantastico, “Stardust” è un fantasy in puro stile classico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Tristran esiste solo Victoria, al mondo, nessun’altra fanciulla è degna di essere guardata, e lui è disposto a tutto pur di conquistarla. Così, quando lei gli promette che avrebbe soddisfatto ogni suo desiderio se lui le avesse portato la stella che hanno visto cadere in una notte di ottobre, Tristran non ci pensa due volte e si mette in viaggio. Nel suo villaggio c’è un muro, interrotto da un varco, cui fanno la guardia, notte e giorno, due abitanti, per far sì che nessuno varchi quella soglia. Al di là, infatti, c’è il Regno di Ferie, la dimora del popolo fatato. È lì che ogni nove anni si tiene il mercato della magia, l’unica occasione in cui agli umani è permesso varcare il confine, è lì che è caduta la stella, ed è lì che Tristran deve andare per ottenere la chiave del cuore di Victoria. Comincia così un viaggio alla ricerca di un tesoro che si rivela essere del tutto diverso da quello che il giovane immaginava, tra luoghi fantastici e strane creature. E non mancheranno le insidie, visto che una stella caduta è un tesoro prezioso per molti, e tutti cercheranno di impossessarsene, a qualunque costo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una narrazione ricca e coinvolgente, un viaggio in un mondo fatato che incredibilmente si scopre essere molto più umano di quanto si penserebbe, un Gaiman stracolmo di quelle atmosfere fatate che hanno reso indimenticabili le sue opere. Peccato solo che molto di questo Stardust sia già stato scritto in Sandman. Ma per chi ha voglia di uscire per un po’ dalla realtà quotidiana, è un romanzo perfetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tristran Thorn stava sognando. Si trovava in cima a un albero di mele e dai vetri di una finestra sbirciava Victoria Forester che si svestiva. Quando lei si tolse l’abito, rivelando l’ampia sottoveste, Tristran sentì il ramo cedere e precipitò al chiaro di luna... &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Dentro la luna.&lt;br /&gt;E la luna gli parlo: Per favore, sussurrò con una voce che gli ricordava vagamente quella di sua madre, proteggila. Proteggi la mia bambina. Loro vogliono farle del male. Io ho fatto tutto il possibile. La luna forse avrebbe continuato a parlare, ma si tramutò nel suo stesso riflesso sull’acqua. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2940754525099918833?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2940754525099918833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2940754525099918833' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2940754525099918833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2940754525099918833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/01/stardust.html' title='Stardust'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S16J56nbtYI/AAAAAAAABNs/GewixrzAHBo/s72-c/Gaiman+-+Stardust.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-909415471003798344</id><published>2010-01-21T06:43:00.001+01:00</published><updated>2010-01-21T06:45:15.215+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette prigionieri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1fp1yogsxI/AAAAAAAABNk/n5TmCj8c5ow/s1600-h/Sette+prigionieri+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 226px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429064986152448786" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1fp1yogsxI/AAAAAAAABNk/n5TmCj8c5ow/s320/Sette+prigionieri+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il sesto volume della serie dei sette è un racconto in puro stile fantascientifico, che getta un occhio nostalgico alla fantascienza degli anni Settanta e Ottanta, quando viaggi nello spazio, alieni e mutazioni erano il pane quotidiano di tutti gli appassionati del genere. E anche in questa storia troviamo quegli ingredienti tipici della ricetta, senza sfigurare ma senza neanche eccellere per prelibatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel 2062, e la Luna è diventata la soluzione al problema della detenzione. Chiunque venga condannato per crimini di un certo livello viene imbarcato su dei convogli di sola andata e trasferito sul satellite. Tutto questo sotto la supervisione dell’ONU, che però, da organizzazione a scopo umanitario si è trasformata in un semplice organismo di governo comunitario, priva di scrupoli tanto quanto tutti gli altri. Infatti, gli stessi problemi che si presentavano sulla Terra per le carceri si presentano adesso sul satellite, ma stavolta con l’indiscutibile vantaggio che di quello che succede lassù non si sa nulla, e quindi non importa a nessuno. Massacri, scontri armati, fame e crimini di ogni genere sono il tema di fondo della colonia penale, la cui popolazione si è frammentata in tre clan in base all’etnia: bianchi, neri e asiatici. Quando i prigionieri scoprono una grotta contenente resti preistorici, sperano che la minaccia di distruggerla possa servire per ricattare l’ONU e farli tornare sulla Terra. Ma come si diceva, all’ONU non interessa granché di una grotta e qualche fossile. Mentre interessa molto all’eccentrico miliardario François Laroche, che, facendosi condannare per omicidio, raggiunge la Luna, non prima di avere reclutato una squadra di sei uomini con la quale portare a termine la sua missione: trovare la grotta, carpirne i segreti, e tornare sulla Terra. Ma quello che sulla carta era un piano perfetto, si scontra con le difficoltà che la cruda realtà di un pianeta-prigione gli para davanti, a cominciare dai tradimenti di alcuni membri della squadra. E la grotta agognata si scopre celare un segreto tanto prezioso quanto terrificante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al di là dei motivi puramente fantascientifici, la storia è ben scritta e ricca anche di altri spunti di riflessione, sebbene nessuno sembra essere particolarmente innovativo. L’abbrutimento degli uomini messi alle strette dalle circostanze estreme, costretti a uccidere e a divorare i loro simili solo per sopravvivere, è un tema che già in molti avevano trattato, uno per tutti William Golding nel suo capolavoro “Il Signore delle mosche”. Altro tema presente, ma anche questo già visto, è quello dell’uomo senza scrupoli che si sente autorizzato a fare ciò che vuole solo perché lo vuole, e che anche di fronte al fallimento si dimostra compiaciuto del fatto che la riflessione e la morale non lo hanno frenato nelle sue azioni, per quanto discutibili fossero. In definitiva, una storia che può far piacere leggere a quanti sono appassionati del genere fantascientifico e allo stesso tempo non si aspettano di trovarsi tra le mani il grande capolavoro a fumetti del secolo. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-909415471003798344?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/909415471003798344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=909415471003798344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/909415471003798344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/909415471003798344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/01/sette-prigionieri.html' title='Sette prigionieri'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1fp1yogsxI/AAAAAAAABNk/n5TmCj8c5ow/s72-c/Sette+prigionieri+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7305373208824643372</id><published>2010-01-15T19:13:00.001+01:00</published><updated>2010-01-15T19:15:13.071+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><title type='text'>Imprimatur</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1Cwhw1YLSI/AAAAAAAABNU/cbav5ObYaeQ/s1600-h/Index+Librorum+Prohibitorum.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 199px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5427031645072403746" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1Cwhw1YLSI/AAAAAAAABNU/cbav5ObYaeQ/s320/Index+Librorum+Prohibitorum.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Siamo appena entrati nel secondo decennio del 2000, tra poco potremo tornare a usare frasi come “è nato nel ‘12” o “scade nel ‘14”. Eppure stasera (14.01.2010) accendendo il televisore, mi sono sentito catapultato mille anni nel passato. Eravamo ancora in quella che va sotto il nome di Età di mezzo quando le massime autorità del tempo (quelle ecclesiastiche) decidevano cosa poteva essere scritto e cosa no. La frase “Nihil obstat quominus imprimatur” (nulla impedisce che sia stampato), un marchio a tutti gli effetti, era il requisito fondamentale perché un’opera scritta potesse essere divulgata, e la cosa avveniva solo quando l’opera in questione veniva approvata da chi gestiva i mezzi di comunicazione di allora. Eppure, dopo mille anni, non abbiamo ancora imparato che non basta un timbro (o la mancanza di esso) per impedire a un’idea di circolare. Scritti e documenti clandestini di ogni tipo se ne infischiavano altamente di timbri più o meno sacri e trasmettevano già allora la cosiddetta parola del demonio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi sento parlare di un progetto governativo per la regolamentazione di internet. Fior di giornalisti mi dicono che non è possibile che Google, in base al suo algoritmo di ricerca, ‘decida’ cosa la gente deve leggere e cosa no. Sento dire che su Youtube non è più possibile tollerare la presenza di video e filmati senza selezionare la fonte o l’argomento. Mi sento davvero male. Anzi, mi sento seriamente preoccupato. Il controllo dei mezzi di comunicazione è da sempre stato la prerogativa fondamentale di ogni forma di regime. E tra l’altro non capisco in che modo ci si possa liberare da un presunto controllo da parte di Google sull’informazione inserendo un’altra forma di controllo. È come dire che per risolvere il problema degli omicidi bisogna scendere in strada a uccidere i potenziali assassini. Mi rendo conto che c’è un po’ di paura nell’aria. Capisco che chi un tempo deteneva l’autorità assoluta su certi argomenti si senta minacciato dalla possibilità concreta e immediata che internet offre di acquisire conoscenze e informazioni su qualsiasi cosa venga in mente. Ma nella mia visione del mondo, questo dovrebbe rappresentare uno stimolo piuttosto che una minaccia. Un incentivo a migliorarsi sempre più per dimostrare che le proprie capacità sono insostituibili. Allo stesso modo, qualunque idea, in qualunque modo venga espressa, non mi farà mai paura. Sono un medico, ma se dovessi scoprire che esiste un sito in cui si propone di uccidere tutti i medici, non perderei neanche un minuto di sonno. Comincerei a preoccuparmi nel momento in cui qualcuno decidesse di mettere in pratica quella teoria. Tuttavia, la mia seppur limitata esperienza e conoscenza della storia mi ha insegnato che nessuno che abbia intenzione di fare del male ne parla mai. Lo fa e basta. Preferisco di gran lunga che qualcuno mi minacci di morte, perché chi non lo fa potrebbe uccidermi senza aver aperto bocca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Viviamo in un mondo in cui la comunicazione ha raggiunto velocità tali da annullare qualsiasi limitazione geografica, e questo ci ha catapultato nella terza guerra mondiale, quella della conoscenza e dell’informazione. O arriviamo ad avere l’informazione o siamo tagliati fuori dalla realtà, e non possiamo più avere intermediari: la rete ci permette di andare a vedere direttamente. Per questo me ne sbatto altamente dell’algoritmo di Google. Quando era nato, Google erano due ragazzi in un garage con un computer e un filo del telefono, che hanno inventato uno dei più grandi ritrovati scientifici di sempre: il motore di ricerca. Qualche anno fa, quei due ragazzi sono diventati quarantenni, sono diventati multimiliardari, e si sono fatti comprare dal governo cinese. Questo è spiacevole. Ma la speranza è che ci siano sempre due ragazzi di quindici anni in un garage che inventeranno qualcosa per rompere il culo a quelli di Google. Oggi scopro che Google sta cominciando a ribellarsi alle restrizioni, rimuovendo i blocchi alla ricerca imposti dal governo cinese. Questo mi fa sperare. Mi fa sperare che quando scrivo su questo blog una piccola riflessione indirizzata al presidente Obama, magari in quella stanza dalla curiosa forma ovale ci sia un computer acceso e collegato alla pagina di “Cose preziose”. Mi fa sperare che accanto al mio blog dove si chiacchiera di libri, fumetti, e qualcos’altro, ce ne siano altri dove si dice che i comunisti sono dei criminali terroristi, che i musulmani vanno sterminati, che i preti sono dei mafiosi, e via dicendo. Perché non mi fanno paura le voci, mi fa paura che qualcuno pensi di metterle a tacere, a prescindere dal fato che io sia d’accordo con alcune e in disaccordo con altre. Perché ho paura che un giorno qualcuno deciderà che non si può avere un blog che parla di fumetti, o di libri, o di cinema. Se quel giorno arriverà, comincerò a scrivere nell’ombra, con o senza imprimatur. So che la cito spesso, ma è una frase che adoro: “Boss... avevi ragione tu. Non si tratta di cambiare il mondo. Si tratta di fare del nostro meglio per lasciarlo così com’è. Si tratta di rispettare la volontà altrui, e di credere nella propria”. Se qualcuno vuole dire o scrivere qualcosa contro di me, si faccia avanti: la mia penna non si troverà mai indietro. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7305373208824643372?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7305373208824643372/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7305373208824643372' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7305373208824643372'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7305373208824643372'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/01/imprimatur.html' title='Imprimatur'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S1Cwhw1YLSI/AAAAAAAABNU/cbav5ObYaeQ/s72-c/Index+Librorum+Prohibitorum.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3862482926431323421</id><published>2010-01-13T08:06:00.001+01:00</published><updated>2010-01-13T08:07:40.890+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Come una bestia feroce</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S01xIXDXm1I/AAAAAAAABNM/8OM5dZg3TlY/s1600-h/Bunker+-+Come+una+bestia+feroce.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 189px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426117514492353362" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S01xIXDXm1I/AAAAAAAABNM/8OM5dZg3TlY/s320/Bunker+-+Come+una+bestia+feroce.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Negli ultimi tempi ho riscoperto un po’ di quella passione per la letteratura d’azione che per parecchi anni avevo relegato ad un cantuccio del mio tempo libero. Mi ero dedicato per un po’ a romanzi di autori contemporanei, molto intimisti, e in particolare avevo dato sfogo alla mia passione per le saghe familiari, iniziata con De Roberto, passata attraverso Tomasi di Lampedusa, per arrivare ad autori stranieri come Biancheri o Ramsland. Negli ultimi mesi, invece, complice anche la scoperta di Fred Vargas e dei suoi particolari romanzi, mi sono riscoperto lettore di gialli, da quelli più letterari a quelli di impostazione più classica. E giallo e nero sono parenti stretti da sempre, al punto che spesso è difficile distinguere dove cominci uno e finisca l’altro. Proprio su questa scia, ho comprato questo romanzo di Edward Bunker, attirato anche dai commenti in quarta di copertina. Autore interessante, Bunker, non solo per le sue opere e il suo modo di scrivere, ma anche per la sua vita. Leggendo la prefazione, tra l’altro affidata a James Ellroy, ho scoperto che questo autore ha passato in carcere diciotto dei suoi quarantatre anni, uscendovi e rientrandovi a più riprese. Ladro, truffatore e a volte violento, in carcere si rende conto dei grossolani meccanismi dell’esistenza umana, dallo scambio di favori alla lealtà tra prigionieri, dal tradimento alla vendetta. Ma, a differenza di come noi “gente normale” siamo abituati a considerare i detenuti, Bunker scopre anche una curiosa quanto salvifica passione per la lettura. Nelle lunghe ore passate a guardare il sole a strisce, divora romanzi uno dietro l’altro, acquisendone una capacità dialettica e culturale che farebbe invidia a molti dei nostri personaggi pubblici. Spentisi i fuochi della giovinezza, Bunker ha scoperto il piacere della vita tranquilla, con una moglie e un figlio, diventando il classico bravo ragazzo americano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma avendo smesso di frequentare il carcere, ha deciso di scrivere del carcere, e di quel magico, pericoloso e affascinante mondo che è il crimine. Persino il più superficiale dei lettori riconoscerebbe infatti in Max Dembo, protagonista di “Come una bestia feroce”, più che un semplice accenno autobiografico. Si può dire tranquillamente che Max sia Edward, o che Edward sia Max, fate voi, sta di fatto che leggere questo romanzo significa calarsi non solo nell’ambiente, ma anche nella psicologia del criminale. Quello che più colpisce, di questa lettura, non è l’atmosfera squisitamente noir dei bassifondi californiani, ma il modo in cui Max Dembo pensa quando si trova in quel contesto. Si capisce che ci sono dettagli in questi processi mentali che solo chi li ha sperimentati personalmente può riprodurre a parole. Certi meccanismi logici non sarebbero possibili per un qualsiasi autore che volesse scrivere di una rapina. Solo un ladro può sapere come si pianifica un colpo. E solo chi le ha provate di persona potrebbe trasmettere così chiaramente le sensazioni di una rapina a mano armata. Ma insieme al criminale, in Max Dembo si sente pulsare anche l’uomo di lettura che è Bunker. L’atmosfera idilliaca di certi paesaggi, le sensazioni che semplici attività quotidiane suscitano in qualcuno che si era totalmente disabituato ad esse, creano un incredibile contrasto con la crudezza delle immagini strettamente legate al mondo criminale, la violenza più rude, la volgarità più disinvolta, la più sfrenata bassezza istintuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, se non amate le atmosfere più noir, questo non è un romanzo che fa per voi. Ma anche in caso contrario, come scrive Ellroy nella prefazione, “ultimo avvertimento: diffidate, non uscirete intatti dal vostro incontro con Max Dembo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;- Non ci posso credere: è tutta la vita che fumiamo erba nei ghetti, e un tempo era il crimine pi grave del mondo. Se venivi beccato non c’era verso di ottenere un po’ di clemenza dalla corte. E adesso che tutti quei rampolli di senatori vengono sorpresi a fumare, si mettono a cambiare la legge. Fin quando si trattava di noi poveri coglioni, a nessuno fregava un cazzo.&lt;br /&gt;- L’hai detto. Ma noi eravamo fuori passo con i tempi. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3862482926431323421?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3862482926431323421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3862482926431323421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3862482926431323421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3862482926431323421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/01/come-una-bestia-feroce.html' title='Come una bestia feroce'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S01xIXDXm1I/AAAAAAAABNM/8OM5dZg3TlY/s72-c/Bunker+-+Come+una+bestia+feroce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1346248801526276827</id><published>2010-01-09T19:07:00.004+01:00</published><updated>2010-01-09T19:11:05.161+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>[Prototype]</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGlIQR20I/AAAAAAAABNE/yGpmSdVGss0/s1600-h/Prototype+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424804092340984642" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGlIQR20I/AAAAAAAABNE/yGpmSdVGss0/s320/Prototype+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non c’è dubbio che molti videogiochi d’azione nascano dal tacito desiderio che ognuno di noi ha di sfogare le proprie pulsioni istintuali. Una grossa fetta del panorama videoludico, sia presente che passato, è rappresentata infatti da giochi in cui o si spara, o si picchia. Spesso, tutte e due le cose. E anche giochi in cui la fanno da padrone l’esplorazione e la risoluzione di enigmi e rompicapo, c’è sempre un qualche elemento combattivo a intercalare le altre scene. Questo perché uno dei motivi per cui molti di noi si mettono davanti a una console di gioco è quello di provare emozioni che nella vita reale ci sono negate, con la tranquillità non solo che è tutta una finzione (per quello c’era già il cinema), ma anche che possiamo spegnere e ricominciare quando vogliamo, senza trascurare la possibilità di interagire che altri strumenti di intrattenimento diversi dal videogioco non hanno. Il mondo dell’alta definizione ha portato all’apoteosi questi concetti, tanto che oggi si possono vivere anche i dettagli più cruenti e realistici (lo schizzare del sangue, i suoni di ossa fratturate, le grida di chi viene colpito da proiettili, ecc.). Per cui, non c’è dubbio che il desiderio di scaricare la tensione della vita di tutti i giorni, lo stress del lavoro e delle relazioni interpersonali facciano sì che ogni tanto fare a pezzi un bel po’ di avversari nella maniera più violenta possibile sia un piacevole passatempo. Però si corre il rischio di cadere nell’annoso problema del ‘visto uno, visti tutti’, ed è indubbio che parecchi giochi d’azione siano piuttosto ripetitivi e monotoni, limitandosi a picchiare e uccidere nemici su nemici, proseguendo su una strada che porterà all’immancabile scontro finale col supernemico. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Tuttavia, non tutti i giochi sono così. A volte se ne trovano alcuni che, pur avendo come modalità principale di interazione il combattimento, corpo a corpo o con armi da fuoco di ogni tipo, prevedono anche una trama ben articolata e coinvolgente, una ampia variabilità di scelte nelle azioni da compiere, e la possibilità di dedicarsi a sfide aggiuntive mentre si procede nella storia principale. Tutto questo, in sintesi, è [Prototype]. &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGeCcSYEI/AAAAAAAABM8/V-piepx-84w/s1600-h/Prototype+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424803970521653314" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGeCcSYEI/AAAAAAAABM8/V-piepx-84w/s320/Prototype+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alex Mercer si risveglia sul tavolo di un obitorio, ha i vestiti sporchi di sangue e non ricorda come sia arrivato lì. Ad un tratto, viene assalito da un violento impulso di memoria, e rivive uno scontro con una pattuglia di militari che, apparentemente, lo uccidono. Subito dopo, un altro flashback lo colpisce, e Alex vede il suo corpo trasformarsi in modo inquietante, acquisendo capacità distruttive micidiali. Aggirandosi per una New York assediata dai militari e minacciata da misteriose e orribili creature di vaga fattezza umana, Alex deve scoprire cosa è successo a lui e alla sua città. Poco a poco, si scopre che Alex è vittima di un virus, lo stesso che si sta diffondendo per New York messa in quarantena dai soldati, che gli conferisce straordinarie caratteristiche fisiche, dalla quasi totale invulnerabilità alla forza sovrumana, fino alla capacità di trasformare il suo corpo in micidiali armi. Ma le ragioni che stanno dietro a questa misteriosa infezione e al suo cambiamento, sono tutt’altro che chiare. Così, Alex vuole scoprire i responsabili di quello che sta succedendo, rimettendo insieme i pezzi di un complicato puzzle, che nasconde molti più segreti di quanti egli stesso pensi, in quanto le persone coinvolte, lui per primo, si riveleranno ben diverse da quello che si pensava. Alex ha infatti acquisito anche la capacità di ‘consumare’ esseri viventi, estraendone non solo &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGTJCRxbI/AAAAAAAABM0/QjQ-mcn-axo/s1600-h/Prototype+03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424803783313049010" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGTJCRxbI/AAAAAAAABM0/QjQ-mcn-axo/s320/Prototype+03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l’energia vitale, ma anche i ricordi e le sensazioni. Così, braccato dai militari e minacciato dagli infetti, Alex cerca di rimettere insieme una fitta trama di intrighi e correlazioni, trovando e consumando decine di persone. E quando un essere di questo tipo si mette in moto, è molto difficile riuscire a fermarlo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra scontato parlare della spettacolarità delle ambientazioni, dei movimenti, e della cura dei dettagli, come pure delle possibilità di evoluzione del personaggio, quindi non lo farò. Dirò soltanto che chi ha voglia di un po’ di sana azione, con buone dosi di violenza e massacri, ma non vuole rinunciare al piacere di una trama molto ben sviluppata e intricata, potrebbe divertirsi molto con [Prototype].&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1346248801526276827?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1346248801526276827/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1346248801526276827' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1346248801526276827'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1346248801526276827'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2010/01/prototype.html' title='[Prototype]'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/S0jGlIQR20I/AAAAAAAABNE/yGpmSdVGss0/s72-c/Prototype+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-6652928486580411063</id><published>2009-12-30T07:19:00.001+01:00</published><updated>2009-12-30T07:21:09.183+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette missionari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzrxQFusUnI/AAAAAAAABMk/I1Nmd5M5Fb0/s1600-h/Sette+missionari.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 223px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5420910360212034162" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzrxQFusUnI/AAAAAAAABMk/I1Nmd5M5Fb0/s320/Sette+missionari.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Il quarto volume della collezione dei sette ci regala una storia davvero particolare, ad opera degli autori Alain Ayroles e Luigi Critone. Una storia che è difficile inquadrare in un genere preciso, in quanto la si potrebbe definire comica, satirica e grottesca allo stesso tempo, pur conservando un alone di avventura tipico di alcuni romanzi fantasy. Tuttavia, se dovessi scegliere un attributo, la definirei una satira religiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in Irlanda, nel IX secolo, e le coste dell’isola sono tormentate dalle scorribande dei navigatori vichinghi, che saccheggiano, incendiano e uccidono ogni cosa e persona che incontrano sul loro cammino. I nobili irlandesi sono alle prese con una situazione politica interna molto instabile, e poco si curano di qualche monastero della costa dato alle fiamme. L’abate invece è seriamente preoccupato, ma, incurante dei suggerimenti dei suoi consiglieri, invece che una soluzione di forza ne sceglie una di astuzia. L’unico modo sicuro per liberarsi delle scorribande dei barbari sarebbe convertirli al cristianesimo. Compito tutt’altro che facile, perché comporterebbe il sacrificio di devoti missionari che sono una risorsa per la chiesa non facilmente rimpiazzabile, tra l’altro senza alcuna garanzia di successo. Ma se i migliori e più devoti uomini di chiesa non hanno possibilità di riuscire in tale impresa, forse i peggiori... È secondo questa teoria che sette monaci che si sono lasciati alle spalle i sacri principi della Chiesa, ognuno rappresentante di uno dei sette peccati capitali, vengono reclutati per la missione. Proprio quest’ultima trovata narrativa è forse l’espediente più riuscito e divertente della storia. Dove la devozione e gli alti valori morali non hanno potuto nulla per far abbandonare ai pagani i loro costumi, riusciranno i più bassi comportamenti portati avanti dai sette monaci a farli integrare nella società dei vichinghi, fino a rendere questi ultimi veri e propri seguaci della Chiesa cristiana. E poco importa se a stimolare questa conversione siano quegli stessi peccati che dai barbari vengono visti come pregi dell’intelletto. In fondo, per i vertici della Chiesa, e per i sovrani irlandesi, quello che conta è avere assicurato le loro coste dalla scorribande vichinghe. Se questo vuol dire aver vestito di porpora sette monaci rinnegati, la cui unica ambizione di vescovi sarà quella di soddisfare i propri desideri personali, pazienza. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-6652928486580411063?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/6652928486580411063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=6652928486580411063' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6652928486580411063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6652928486580411063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/sette-missionari.html' title='Sette missionari'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzrxQFusUnI/AAAAAAAABMk/I1Nmd5M5Fb0/s72-c/Sette+missionari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2756529171408012888</id><published>2009-12-23T07:18:00.005+01:00</published><updated>2009-12-23T07:23:52.341+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><title type='text'>The best is yet to come - Original main theme of Metal Gear Solid Twin Snakes</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2xlpNkAI/AAAAAAAABMc/v6ws6JxiTs4/s1600-h/MGS+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418312789738229762" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2xlpNkAI/AAAAAAAABMc/v6ws6JxiTs4/s320/MGS+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Versione gaelica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;An cuimhin leat an grá&lt;br /&gt;Crá croí an ghrá&lt;br /&gt;Níl anois ach ceol na h-oíche&lt;br /&gt;Táim sioraí i ngrá&lt;br /&gt;Leannáin le smál&lt;br /&gt;Leannáin le smál&lt;br /&gt;Lig leis agus beidh leat&lt;br /&gt;Lig leis agus beidh grá&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cuimhne leat an t-am&lt;br /&gt;Nuair a bhí tú sásta&lt;br /&gt;An cuimhne leat an t-am&lt;br /&gt;Nuair a bhí tú ag gáire&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tá an saol iontach&lt;br /&gt;Má chreideann tú ann&lt;br /&gt;Tug aghaidi ar an&lt;br /&gt;saol is sonas sioraí inár measc&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Céard a tharla do na laethanta sin&lt;br /&gt;Céard a tharla do na h-oícheanta sin&lt;br /&gt;An cuimhin leat an t-am&lt;br /&gt;Nuair a bhí tú faol bhrón&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;An cuimhin leat an t-am&lt;br /&gt;Go sioraí sileadh na ndeor an ormsa nó orainne a bhí an locht&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ag mothú caiite s'ar fán&lt;br /&gt;Cén fáth an t-achrann is sileadh na ndeor&lt;br /&gt;Tá áilleacht sa saol&lt;br /&gt;Má chuardaíonn tú e&lt;br /&gt;Tá gliondar sa saol&lt;br /&gt;Cuardaimís e...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2sNv349I/AAAAAAAABMU/6mAasJD1aLA/s1600-h/MGS+02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 261px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418312697424372690" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2sNv349I/AAAAAAAABMU/6mAasJD1aLA/s320/MGS+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione inglese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Do you remember the time when little things made you happy&lt;br /&gt;Do you remember the time when simple things made you smile&lt;br /&gt;Life can be wonderful if you let it be&lt;br /&gt;Life can be simple if you try&lt;br /&gt;What happened to those days?&lt;br /&gt;What happened to those nights?&lt;br /&gt;Do you remember the time when little things made you so sad&lt;br /&gt;Do you remember the time when simple things made you cry&lt;br /&gt;Is it just me, or is it just us&lt;br /&gt;Feeling lost in this world?&lt;br /&gt;Why do we have to hurt each other?&lt;br /&gt;Why do we have to shed tears?&lt;br /&gt;Life can be beautiful if you try&lt;br /&gt;Life can be joyful if we try&lt;br /&gt;Tell me I am not alone&lt;br /&gt;Tell me we are not alone in this world fighting against the wind&lt;br /&gt;Do you remember the time when simple things made you happy&lt;br /&gt;Do you remember the time when simple things made you laugh&lt;br /&gt;You know life can be simple&lt;br /&gt;You know life is simple&lt;br /&gt;Because the best thing in life is yet to come&lt;br /&gt;Because the best is yet to come...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2jYBoptI/AAAAAAAABMM/dByrQeJF5U0/s1600-h/MGS+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 180px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5418312545564403410" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2jYBoptI/AAAAAAAABMM/dByrQeJF5U0/s320/MGS+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Traduzione italiana&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui piccole cose ti rendevano felici?&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui le piccole cose di facevano sorridere?&lt;br /&gt;La vita può essere meravigliosa se lasci che lo sia&lt;br /&gt;La vità può essere semplice se ci provi&lt;br /&gt;Cos'è successo a quei giorni?&lt;br /&gt;Cos'è successo a quelle notti?&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui quelle piccole cose ti rendevano triste?&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui quelle piccole cose ti facevano piangere?&lt;br /&gt;È proprio come me, o è proprio come noi&lt;br /&gt;sentendoci persi in questo mondo?&lt;br /&gt;Perchè dobbiamo ferirci ancora?&lt;br /&gt;Perchè dobbiamo versare altre lacrime?&lt;br /&gt;La vita può essere meravigliosa se ci provi&lt;br /&gt;La vita può essere gioiosa se ci proviamo&lt;br /&gt;Dimmi che non sono solo&lt;br /&gt;Dimmi che non siamo soli che combattiamo contro il vento in questo mondo&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui le cose ti rendevano felice?&lt;br /&gt;Ti ricordi il tempo in cui le cose ti facevano ridere?&lt;br /&gt;Sai che la vita può essere semplice&lt;br /&gt;Sai che la vità è semplice&lt;br /&gt;Perchè le cose migliori della vita devono ancora venire&lt;br /&gt;Perchè il meglio deve ancora venire... &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/c3iWfXHwJTo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/c3iWfXHwJTo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2756529171408012888?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2756529171408012888/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2756529171408012888' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2756529171408012888'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2756529171408012888'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/best-is-yet-to-come-original-main-theme_23.html' title='The best is yet to come - Original main theme of Metal Gear Solid Twin Snakes'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SzG2xlpNkAI/AAAAAAAABMc/v6ws6JxiTs4/s72-c/MGS+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2301941165868255566</id><published>2009-12-21T00:51:00.003+01:00</published><updated>2009-12-21T00:56:00.428+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Team medical dragon</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65cDkcRdI/AAAAAAAABLs/eteVQCs9LzE/s1600-h/Team+medical+dragon+01.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417471293418915282" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65cDkcRdI/AAAAAAAABLs/eteVQCs9LzE/s320/Team+medical+dragon+01.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Per chi è abituato, anzi per meglio dire costretto, ad accontentarsi delle pubblicazioni manga in Italia, questo fumetto sembrerà la proverbiale mosca bianca. Ma con qualche piccola ricerca si può facilmente scoprire che in realtà non è questa opera così inconsueta come molti mangofili italiani potrebbero pensare. Il motivo è che nel nostro paese arriva forse il dieci percento della produzione fumettistica d’estremo oriente, e solo negli ultimi anni si è cominciato ad aprire il mercato anche ad opere che non fossero esclusivamente giapponesi, imparando a conoscere fumetti coreani, cinesi e tailandesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di questo, l’unico altro esemplare di manga medico che riesco a ricordare è “Black Jack” di Osamu Tezuka. Volendo forzare un po’ la mano, potremmo includere nel genere anche “Monster” di Naoki Urasawa, che sebbene non abbia come argomento la medicina, ha per protagonista un chirurgo e sulle sue pagine si vedono non pochi episodi di vita medica. E qui ci fermiamo. Mentre proliferano a dismisura film e telefilm ambientati in ospedali e dintorni, nel mondo del fumetto poco si muove. E dire che in Giappone già da diversi anni il manga medico rappresenta un genere a sé stante. Negli anni 1970 – 1971, proprio Tezuka realizza il primo manga di argomento medico, “Kirihito Sanka”, per poi dedicarsi, a partire dal 1973, a “Black Jack”, considerato uno dei manga migliori della storia del fumetto. Negli anni Ottanta, ancora il maestro Tezuka scrive “Hidamari no ki” (L’albero al sole), che ha come protagonista il suo bisnonno, un medico vissuto a metà Ottocento. “Black Jack” è da considerare il principale responsabile della esplosione dei manga ambientati in sale operatorie, cliniche e ospedali, che, specialmente a partire dagli anni Novanta, ha generato una vastissima serie di opere di questa impostazione. Esistono manga medici di tutti i generi, dal drammatico al comico, dal giallo al thriller. Ma non sto parlando solo di un fenomeno quantitativo, ma anche culturale. Ben lontano dalla interpretazione occidentalista, in cui tutto quello che viene scritto è in qualche modo considerato, con pochissime eccezioni, fuori dalla realtà e quindi irrilevante ai fini pratici, in Giappone un manga come “Say hello to Black Jack” fece scandalo agli inizi del 2000 denunciando le precarie condizioni in cui lavoravano i medici di diverse strutture assistenziali,&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65TfmcOXI/AAAAAAAABLk/ft494_CfArc/s1600-h/Team+medical+dragon+02.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 226px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417471146324670834" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65TfmcOXI/AAAAAAAABLk/ft494_CfArc/s320/Team+medical+dragon+02.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; riuscendo addirittura a far cambiare alcune leggi per migliorare la situazione. “Team medical dragon” si inserisce proprio in questo filone che potremmo definire socialmente coinvolto, in quanto il contesto della storia è rappresentata dall’ambiente degli ospedali universitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giovane dottor Asada è un genio della chirurgia, uno per cui quasi niente è impossibile, e proprio per queste sue strabilianti qualità viene reclutato dalla dottoressa Kato nello staff dell’ospedale universitario Meishin, con lo scopo di dirigere il team che dovrà portare a termine una difficilissima operazione sperimentale da inserire in un progetto di ricerca. Ma Asada unisce alla sua capacità medica fuori dal comune una innata intolleranza alle logiche affaristiche e manageriali che attanagliano gli ospedali universitari, luoghi dove la corruzione e l’opportunismo fanno a pezzi qualsiasi principio etico, al punto che si operano solo pazienti che possono affrontare bene gli interventi per non abbassare la media delle operazioni portate a termine con successo, o che i chirurghi accettino “regali” in denaro per far sì che tutto vada per il meglio. Ovviamente Asada, forte delle sue capacità e della fiducia in se stesso, fa di tutto per opporsi a questo regime corrotto, scegliendo di non scendere mai a compromessi e di cambiare le cose per quanto può. In particolare saranno proprio la dottoressa Kato e il giovane assistente Ijuin a sperimentare la prorompente forza di carattere di Asada, che riuscirà a poco a poco a sradicare le deviate convinzioni inculcate nei colleghi da anni e anni di quel regime. Scontrandosi spesso con la collega Kato, che invece ritiene che l’unico modo per cambiare qualcosa sia infiltrarsi all’interno del sistema universitario scendendo a compromessi e agendo con osservanza delle regole fino a che non si avrà un potere sufficiente per cambiarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’opera che&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65KUh0iQI/AAAAAAAABLc/V_q8srueL1M/s1600-h/Team+medical+dragon+03.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5417470988733679874" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65KUh0iQI/AAAAAAAABLc/V_q8srueL1M/s320/Team+medical+dragon+03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;, a dispetto di quanti considerano il fumetto come un mero passatempo privo di valore culturale, si pone come strumento di denuncia del pessimo ambiente medico universitario, che andrebbe letto anche solo per rendersi conto che certe cose accadono senza che gli stessi interessati si pongano il problema di considerarne la correttezza, e che dovrebbe spingere ad una profonda riflessione non solo culturale e sociale, ma anche economica e politica tutti coloro che sono responsabili di questo andazzo. E mi rivolgo in particolare ai giovani medici come me che conosco il serio rischio di lasciarsi impantanare in queste logiche solo perché il contrastarle può portare non pochi svantaggi. Perché, contrariamente a quanto ci dice la pubblicità, non è così divertente vincere facile, c’è molta più soddisfazione a vincere difficile.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2301941165868255566?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2301941165868255566/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2301941165868255566' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2301941165868255566'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2301941165868255566'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/team-medical-dragon.html' title='Team medical dragon'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sy65cDkcRdI/AAAAAAAABLs/eteVQCs9LzE/s72-c/Team+medical+dragon+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2247125009022087737</id><published>2009-12-18T06:32:00.002+01:00</published><updated>2009-12-18T06:34:46.637+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>American Gods</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SysUSeDMD9I/AAAAAAAABLU/ZBw20It_UV0/s1600-h/Gaiman+-+American+Gods.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 210px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416445284379791314" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SysUSeDMD9I/AAAAAAAABLU/ZBw20It_UV0/s320/Gaiman+-+American+Gods.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Conoscevo Neil Gaiman solo per le sue opere a fumetti, come credo lo conosca la maggior parte della gente, ma sapevo che aveva scritto anche parecchi romanzi di genere fantasy. In realtà, gli unici di cui avevo sentito parlare erano “Stardust”, perché ne è stato tratto un film, e “Nessundove”, perché ho letto la graphic novel che Mike Carey e Glenn Fabry hanno realizzato sulla base del romanzo. Poi un giorno, avendo la possibilità di fare una grossa spesa in libreria come regalo di alcune mie cugine, ho deciso che nel cestino avrei messo anche alcuni dei suoi romanzi. Non c’è un motivo preciso per cui ho letto questo prima degli altri. Semplicemente, era il primo della fila quando li ho messi in ordine nello scaffale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà perché (dovremmo chiederlo direttamente a lui), Gaiman ha sempre avuto molta affinità con il concetto di divinità (giuro che non volevo affatto fare la rima!). In quella che è universalmente riconosciuta come la sua più grande opera, la saga di “Sandman”, compaiono a più riprese decine di dei più o meno noti, e gli stessi Eterni, sebbene per sua stessa precisazione non siano degli dei, hanno caratteristiche che li avvicinano molto a entità divine. Ma anche in altre sue opere, come “Mistero celeste”, c’è una vicinanza con i temi del divino che non può essere casuale. E la stessa cosa accade in “American Gods”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appena uscito di prigione, senza più famiglia né lavoro, Shadow deve trovare un modo per sopravvivere. Il caso, o almeno così lui crede, gli fa incontrare il misterioso signor Wednesday, che gli propone di lavorare per lui. Non sapendo cos’altro fare, e incuriosito piuttosto che spaventato dalle inquietanti stravaganze dell’uomo, Shadow accetta. Ma all’inizio non si rende conto che il suo nuovo datore di lavoro altri non è che il signore degli Asi, il dio delle forche, Odino, il padre universale della mitologia nordica, arrivato in America secoli prima su una nave vichinga e adesso costretto a rimediare da vivere come può. Odino non è certo l’unico dio ad essere approdato nel Nuovo Mondo, lo hanno fatto anche molte altre divinità di religioni originarie di altre terre, giunte in America con i loro popoli, che per scelta o per costrizione sono emigrati in questo paese. Infatti, perché esista un dio, è sufficiente un uomo che ci creda, che lo invochi e che lo preghi, e così fanno la loro comparsa in America la celtica Easter, l’africano Anansi, lo slavo Cernobog e molti altri. Ma, col passare del tempo, sempre meno uomini credono in questi antichi dei, cosa che affievolisce il loro potere, e sempre di più prendono campo i nuovi dei del mondo, il Denaro, i Media, la Finanza, le Patatine fritte, e così via. Per questo, il signor Wednesday vuole reclutare quanti più antichi dei è possibile, per muovere guerra ai nuovi e riconquistare il posto che ritiene gli spetti nel Nuovo Mondo. Per questo scopo, ha bisogno di Shadow, che da semplice autista e guardia del corpo diventerà lo strumento di persuasione per tutti gli altri dei. Ma quale prezzo dovrà pagare Shadow per compiere questa missione? E quale sarà il vero scopo di Wednesday? Tutto questo lo si potrà scoprire solo mettendosi in viaggio sulle strade d’America, la profonda e sconfinata America, deserta e solitaria come il deserto e le montagne, non quella piccola e affollata di metropoli e grattacieli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un romanzo che può essere visto in molti modi: enciclopedia degli dei delle principali religioni del mondo, road story sulle strade della profonda America, scoperta di se stessi e delle proprie motivazioni, intricato complotto per la conquista dell’animo umano. C’è spazio perfino per i sentimenti, per la tormentata storia tra Shadow e la defunta moglie Laura. Più di questo, non so proprio cosa altro il buon Neil potesse scrivere, in un solo libro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Pensavo di essere già nel regno dei morti” disse Shadow.&lt;br /&gt;“No. Non ancora. Siamo in una fase preliminare”.&lt;br /&gt;L’imbarcazione scivolava sulla superficie immobile dell’acqua sotterranea. Poi, senza muovere il becco, il signor Ibis continuò: “Voi parlate di vivi e morti come se si trattasse di due categorie che si escludono a vicenda, come se non si potesse avere un fiume che è anche strada, o una canzone che è anche colore”.&lt;br /&gt;“Infatti non si può” disse Shadow. “Vero?”. Dall’altra sponda l’eco rimandava le sue parole in un sussurro.&lt;br /&gt;“Devi ricordare” riprese il puntiglioso signor Ibis “che la vita e la morte sono due facce della stessa medaglia. Come testa e croce sulla moneta”.&lt;br /&gt;“E se avessi una moneta truccata?”.&lt;br /&gt;“Non ce l’hai”.&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2247125009022087737?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2247125009022087737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2247125009022087737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2247125009022087737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2247125009022087737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/american-gods.html' title='American Gods'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SysUSeDMD9I/AAAAAAAABLU/ZBw20It_UV0/s72-c/Gaiman+-+American+Gods.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2452755655278180886</id><published>2009-12-14T07:07:00.005+01:00</published><updated>2009-12-14T07:11:45.934+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette pirati</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXW4ORky3I/AAAAAAAABLM/epuoVnNpp5w/s1600-h/Sette+pirati+01.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 223px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXW4ORky3I/AAAAAAAABLM/epuoVnNpp5w/s320/Sette+pirati+01.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414970388375718770" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ricordo di aver visto “L’isola del tesoro” almeno una decina di volte, anche se purtroppo non ho mai avuto l’occasione di leggere il romanzo. Sarà stato per la passione per il mare o per l’avventura, ma da piccolo era uno dei miei film preferiti. Ricordo ancora le mappe del tesoro disegnate su fogli di carta bruciacchiati, e le X rosse ad indicare posti dove erano state sepolte scatole di metallo o conchiglie. E così, leggere questo terzo volume della serie dei sette mi ha riportato alla mente quei ricordi e quelle emozioni di bambino, quando la vita doveva essere un’avventura, quando guardare al futuro significava vedere mete lontane e sogni da realizzare. Quando ci si divertiva per ore con una corda appesa a un ramo.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;“Sette pirati” è una rivisitazione del famoso romanzo “L’isola del tesoro” di Robert Luis Stevenson, e dell’opera originale riprende molti dei temi narrativi. Jim Howkins è cresciuto, e sono passati già quindici anni da quando è tornato dalla spedizione che per la prima volta era partita alla ricerca del famigerato tesoro del capitano Flint. Ora Jim è un commerciante coperto di debiti e costretto a vendere la sua nave e a rinunciare ai suoi sogni di uomo di mare. Ma quando un notaio gli propone di far parte di una spedizione di sette uomini per tornare sull’isola di Flint a cercare il secondo dei suoi na&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXWwNZA_mI/AAAAAAAABLE/uKjvsKZACYA/s1600-h/Sette+pirati+02.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer; width: 296px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXWwNZA_mI/AAAAAAAABLE/uKjvsKZACYA/s320/Sette+pirati+02.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414970250699538018" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;scondigli del tesoro, Jim non solo vede l’occasione per riconsolidare le sue finanze traballanti, ma sente anche il prepotente richiamo dell’avventura, al quale non sa resistere. Con alcuni componenti della vecchia ciurma, Jim parte alla volta dei Carabi, alla ricerca di un nuovo tesoro. Ma anche stavolta, intrighi e tradimenti, nonché le ambizioni di un pirata ossessionato dal mito di Flint, si opporranno alla sua ricerca. Se Jim e i suoi compagni riusciranno a cavarsela e a trovare il tesoro, nonché a scoprire il misterioso committente che li ha ingaggiati, lo sapremo solo leggendo il bel racconto di Pascal Bertho e Tim McBurnie.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Un volume ricco di citazioni dell’opera originale, che suscita non poca nostalgia in chi si era appassionato tanto a quelle storie da sperare un giorno di viverle realmente. Molto carina, in questo senso, la scena in cui il giovane mozzo della spedizione, Bjorn, finisce nel barile delle mele e così viene a conoscenza del complotto che si sta trama&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXWmkjkkoI/AAAAAAAABK8/0TsWAwYP9X0/s1600-h/Sette+pirati+03.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 239px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXWmkjkkoI/AAAAAAAABK8/0TsWAwYP9X0/s320/Sette+pirati+03.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5414970085119136386" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;ndo alle spalle del gruppo, proprio come Jim, quindici anni prima, aveva scoperto nello stesso modo le trame di Long John Silver. Un gioco di citazioni che è tutto un omaggio da parte degli autori al romanzo dello scrittore inglese, ma anche un invito a non perdere mai di vista i propri sogni.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify; font-weight: bold;" class="MsoNormal"&gt;“Ognuno cerca il suo tesoro, Jim... Qual è il vostro? L’avventura, forse? Avete ragione. Buona o cattiva, l’avventura è la vita!”.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2452755655278180886?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2452755655278180886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2452755655278180886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2452755655278180886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2452755655278180886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/sette-pirati.html' title='Sette pirati'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SyXW4ORky3I/AAAAAAAABLM/epuoVnNpp5w/s72-c/Sette+pirati+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-7698858424649812982</id><published>2009-12-01T16:06:00.001+01:00</published><updated>2009-12-01T16:08:39.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>The Brave and the Bold - Il libro del destino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SxUxZXNrDTI/AAAAAAAABKk/hOipXRoCJVs/s1600/The+Brave+and+the+Bold+05.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410284839153372466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 201px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SxUxZXNrDTI/AAAAAAAABKk/hOipXRoCJVs/s320/The+Brave+and+the+Bold+05.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;L’universo DC è qualcosa di enormemente vasto, dal punto di vista narrativo, tanto quanto e forse più di quello Marvel. Tuttavia, a mio modo di vedere, c’è una differenza sostanziale tra i due principali rappresentanti del fumetto supereroistico. Entrambi vedono muoversi al loro interno migliaia di personaggi tra grandi protagonisti e piccole comparse, e entrambi hanno le caratteristiche tipiche delle cosiddette soap opera, quelle cioè di portare avanti lunghe sottotrame che fanno da sfondo alle singole storie, e di considerare i singoli eventi come parte di un unicum, in quella che viene classicamente chiamata continuty. Tuttavia, è proprio in questo concetto che si manifesta l’elemento di diversità principale: la continuty DC è sempre stata qualcosa di più malleabile e sfumato rispetto a quella Marvel, molto più rigida e schematica. Per semplificare, si può dire che la DC prevede dei grandi eventi unificatori in cui le azioni e le storie della gran parte dei suoi personaggi confluiscono in un’unica narrazione, ma al di fuori di questi eventi, le singole serie mantengono un sufficiente grado di autonomia. Invece nell’universo Marvel questa autonomia è quasi assente, e tutte le serie e i loro personaggi si trovano ingabbiati in strette regole temporali. Tutto questo ha delle conseguenze secondo me deleterie per la qualità delle storie. Da un lato, gli autori si trovano costretti a fare i conti con regole narrative piuttosto rigide, e inoltre per coordinare le loro opere in modo che non ci siano contraddizioni devono limitare grandemente la loro creatività. Dall’altro, i lettori sono costretti a seguire storie e personaggi che magari suscitano poco i loro interessi, solo perché le azioni di questi hanno ripercussioni decisive sulle altre serie che seguono. Nel mondo della DC Comics, invece, questo modo di concepire il fumetto è solo una possibilità lasciata al lettore, non un obbligo. Chi vuole seguire tutte le serie degli eroi DC, noterà che vi sono dei punti di contatto, ad esempio la presenza di un personaggio nella serie di un altro, o un particolare atteggiamento dovuto a qualcosa successo in un’altra storia. Ma chi vuole seguire le avventure di un solo personaggio, è perfettamente in condizione di godersi quelle storie senza buchi neri o contraddizioni. Gli elementi narrativi fondamentali vengono spiegati nelle singole storie, le sottigliezze sono lasciate ai lettori più appassionati. In altre parole, nessuno si pone il problema se Batman è sul satellite della Lega in una storia di JLA e contemporaneamente sta picchiando Killer Croc nelle fogne di Gotham sulla sua serie personale. Così come è ovvio che se muore il padre di Robin in una storia fuori collana, questo avrà delle ripercussioni sul suo comportamento quando è con i Giovani Titani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio questo è l’atteggiamento narrativo che ispira le storie di “The Brave and the Bold”, serie che prende in prestito un classico titolo dell’età dell’oro dell’universo DC. In questo secondo volume, leggiamo un arco narrativo che si riallaccia al primo, ma perfettamente godibile anche da chi non l’ha letto. Così, un lettore assiduo di tutte le serie DC coglierà qualche riferimento alla imminente crisi che incombe sull’universo, ma il non sapere che esiste un progetto chiamato “Crisi finale” che sta vedendo la luce in questo periodo non penalizza la lettura. È proprio questo il motivo per cui questa serie è così ambita dagli autori, perché dà modo di spaziare con la creatività e inoltre permette di utilizzare più di un protagonista, senza preoccuparsi di fastidiosi legami con altre testate. Se ci aggiungiamo il carattere tipicamente avventuroso, nel puro stile dei supereroi di qualche decennio fa, abbiamo un’opera divertente e rilassante, da godersi appieno, che ci fa conoscere meglio personaggi che abbiamo già visto all’opera e ce ne mostra lati interessanti e unici per il contesto in cui si trovano ad agire. Non dico nulla volutamente sulla storia, preferisco lasciarla a quanti vorranno godersi una piacevole lettura.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-7698858424649812982?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/7698858424649812982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=7698858424649812982' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7698858424649812982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/7698858424649812982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/12/brave-and-bold-il-libro-del-destino.html' title='The Brave and the Bold - Il libro del destino'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SxUxZXNrDTI/AAAAAAAABKk/hOipXRoCJVs/s72-c/The+Brave+and+the+Bold+05.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3867023897687930751</id><published>2009-11-23T17:59:00.001+01:00</published><updated>2009-11-23T18:01:55.319+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>The wrong hole</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Me l’ha fatto vedere un amico passandomi il link qualche giorno fa, ma poi, cercando sul web ho visto che è già parecchio tempo che circola. All’inizio mi sono limitato a farmi un sacco di risate, apprezzando l’inventiva e il gusto per il paradosso e i contrasti di cui questi cinque minuti di video sono pieni. Tuttavia, riguardandolo un altro paio di volte, mi sono accorto che gli si può dare anche una motivazione relativamente seria. Con questo non voglio dire che bisogna fare sofismi e dietrologie su tutto quello che si sente e si ascolta, e magari gli autori del video avevano solo voglia di farsi e di far fare due risate a quelli che l’avrebbero visto. Comunque, una morale gli si può trovare, ed è per questo che ho voluto pubblicare questo video in un post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“The wrong hole” è la storia di un ragazzo comune, sicuramente non uno di quelli che potrebbero fare un film sui vampiri o su una scuola di musica, che ha un appuntamento con una ragazza bellissima. Ci esce a cena, tornano a casa di lei, e tutto va come previsto. Tutto, tranne una cosa, quella che dà il titolo al video. Così, il ragazzo cerca in tutti i modi di scusarsi, si dispera e cerca di trovare un modo per riparare all’errore, ma lei sembra non volerne sapere. Infine, mentre si trova, solo e malinconico, seduto in spiaggia a fissare il mare, lei torna, e tutto finisce per il meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volendoci trovare una morale, credo che sia una cosa che capita spesso nei rapporti con una persona. Per uno sbaglio, una distrazione, si può rischiare di rovinare tutto quello che si è cercato di costruire con tanti sacrifici e tanta pazienza. Ma proprio perché si tratta di una piccolezza, bisognerebbe imparare a passarci sopra con più serenità di quanto nella realtà non avvenga, visto che è facile essere pronti a puntare il dito e giudicare, mentre è molto più difficile capire. Anche chi non ha sbagliato può fare il primo passo sulla strada del ricongiungimento, e questo non lo rende più stupido o più debole, anzi. Ci vuole molta più forza a perdonare che ad odiare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;object height="295" width="480"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/9Ibxs6--lFI&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/9Ibxs6--lFI&amp;hl=it_IT&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3867023897687930751?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3867023897687930751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3867023897687930751' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3867023897687930751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3867023897687930751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/wrong-hole.html' title='The wrong hole'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2346330900544888184</id><published>2009-11-19T21:21:00.001+01:00</published><updated>2009-11-19T21:23:20.060+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Marina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SwWpJQr7lxI/AAAAAAAABKc/fkyv8AUE4mg/s1600/Zafon+-+Marina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405912904291292946" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SwWpJQr7lxI/AAAAAAAABKc/fkyv8AUE4mg/s320/Zafon+-+Marina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Le vacanze estive per me sono il tempo della lettura fin da quando ho memoria. Intere sere estive passate accanto a una finestra per captare ogni possibile alito di vento, con un libro sulle ginocchia poggiate sul bordo del letto. Per questo, visto che quella appena trascorsa sarebbe stata la mia prima estate senza studio da sette anni a questa parte, prima di tornare a Cefalù ho fatto scorta di libri. Ed è proprio per questo, e per nessun altro motivo, che ho messo le mani su questo libro. “Marina” è un libro molto intenso, anche se si capisce che è un libro scritto nella fase ‘giovanile’ dell’autore. Dal 1993 al 2001, Carlos Ruiz Zafòn ha scritto libri per ragazzi. Nel 2001 pubblica il suo primo romanzo ‘adulto’, “L’ombra del vento”, che mi riprometto di leggere al più presto visto che ho sentito opinioni molto favorevoli. Ma “Marina” era stato scritto prima degli altri, e a leggerlo si capisce che risente un po’ delle precedenti opere dell’autore, in particolare nell’atmosfera un po’ avventurosa e fantascientifica, con sfumature horror abbastanza marcate. Ma si percepisce anche un senso di crescita, di maturità incalzante, vissuta con attesa ma anche con paura. In effetti, questo romanzo potrebbe essere definito come un adolescente, un qualche cosa che sta a segnare il passaggio dall’infanzia (i romanzi per ragazzi) alla maturità (“L’ombra del vento”), con tutti i conflitti di quest’età particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è un caso, infatti, che Oscar, il protagonista, sia un adolescente, studente di collegio di una Barcellona di fine anni Settanta. E come tutti gli adolescenti, trascorre i suoi giorni in un alternarsi di sogno e insofferenza, che lo portano ad allontanarsi dalle opprimenti mura del collegio per esplorare il mondo. In una di queste fughe si imbatte in Marina e in suo padre German. È proprio per merito (o per colpa) della ragazza che Oscar viene catapultato in una storia di misteri e orrori che si è insinuata nella città venendo da molto lontano, nella quale sono coinvolti numerosi personaggi, alcuni dei quali cominciano a morire in circostanze a dir poco misteriose. È nel risolvere questi misteri che Oscar scopre i sentimenti per Marina che crescono dentro di lui, con le paure e le contraddizioni di quell’età, al punto che la sottotrama sentimentale finisce per essere ancora più coinvolgente del mistero in sé.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Romanzo da leggere senza troppe pretese, per rilassarsi e divertirsi senza cercare sofismi sul significato della vita o sullo scopo dell’umanità sulla Terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La domenica mi piantai come un chiodo alla stazione Francia. Mancavano ancora due ore all’arrivo dell’espresso da Madrid. Ingannai il tempo girando per l’edificio. Sotto la sua volta, treni e persone sconosciute si riunivano come pellegrini. Avevo sempre pensato che le vecchie stazioni ferroviarie fossero tra i pochi luoghi magici rimasti al mondo. I fantasmi di ricordi e di addii vi si mescolano con l’inizio di centinaia di viaggi per destinazioni lontane, senza ritorno. “Se un giorno dovessi perdermi, che mi cerchino in una stazione ferroviaria” pensai.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2346330900544888184?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2346330900544888184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2346330900544888184' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2346330900544888184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2346330900544888184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/marina.html' title='Marina'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SwWpJQr7lxI/AAAAAAAABKc/fkyv8AUE4mg/s72-c/Zafon+-+Marina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-8061809573991385886</id><published>2009-11-12T22:39:00.010+01:00</published><updated>2009-11-12T23:36:14.077+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>(Se non l'avete capito finora, non so più come dirlo!) - Quarta parte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyNValO0yI/AAAAAAAABKU/hWhfj64codI/s1600-h/036.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403349051990004514" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyNValO0yI/AAAAAAAABKU/hWhfj64codI/s320/036.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il segreto per ottenere una buona procedura è capire alla perfezione in quale buco infilare l’attrezzo. Estrapolando la metafora ed evitando di cadere in facili travisamenti del suo significato originale, si può dire che quando si è capito come procedere si ottengono risultati migliori in quello che si sta facendo o si vuole fare. Ed è proprio quello che il losco cacciatore di taglie della nostra storia ha capito dopo i primi due giorni di fiera, motivo per cui i successivi due giorni scorrono molto più rilassati ma allo stesso tempo produttivi. Armato di una dettagliatissima mappa, e potendo far affidamento sulla impeccabile segnaletica della città, il nostro mercenario si dirige, spesso in solitario, alla ricerca di nuove vittime, muovendosi nell’ombra dei vicoli ed evitando le vie più affollate. Dopo qualche periodo d&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyMg2CBfGI/AAAAAAAABKM/XVZ-wrHQRFE/s1600-h/037.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403348148825455714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyMg2CBfGI/AAAAAAAABKM/XVZ-wrHQRFE/s320/037.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i ambientamento, comincia ad acquisire familiarità con i luoghi, e si muove con agilità arrampicandosi sulle pareti e saltando da un tetto all’altro per raggiungere l’obiettivo nel più breve tempo possibile. Gli acquisti si fanno sempre più scarsi, sia per una curiosa quanto improvvisa indisponibilità economica, sia per una più meticolosa scelta delle opere di cui appropriarsi. D’altronde, avendo escluso a priori il furto e la rapina per l’intenzione di mantenere un basso profilo, e non avendo disponibilità di altri metodi discreti di appropriazione indebita, non può fare altro che utilizzare una banale e quanto mai dispendiosa transazione legale. Quindi, sebbene la quantità di volumi acquistata si vada progressivamente riducendo, l’esatto opposto accade per i disegni, che cominciano ad aumentare in maniera consistente. Ma al di là dello spirito di collezionismo, lo stesso che gli fa conservare e catalogare macabri trofei delle sue vittime, ciò che spinge l’assassino prezzolato a cercare in maniera tanto spasmodica i disegni è la possibilità di conoscere gli artisti e chiacchierare con loro mentre sono intenti a realizzare le opere. Così, sempre sotto la minaccia di un puntatore laser, va in scena un piacevole scambio di opinioni con Giacomo Pueroni, Davide Gianfelice, Alex Massacci, Marco Bianchini, G&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyL21MZMBI/AAAAAAAABKE/2A1XZgsQdrk/s1600-h/097+-+Giacomo+Pueroni.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403347427046010898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyL21MZMBI/AAAAAAAABKE/2A1XZgsQdrk/s320/097+-+Giacomo+Pueroni.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;iuseppe Camuncoli, Marco Natale e altri di cui non è dato conoscere l’identità esatta. Inoltre, per una miscela di fortuna, colpo d’occhio e prontezza di riflessi, il nostro si appropria di un quanto mai raro, se non unico, disegno di Federico Semola (scrittore e sceneggiatore!). Nel peregrinare tra gli stand, si riconoscono anche vecchie conoscenze, quali Gud e Giulio Macaione, ed essendo questi testimoni potenzialmente pericolosi, vengono immediatamente eliminati, motivo per cui la loro futura presenza in qualsivoglia luogo del sistema solare è da considerarsi il prodotto di esperimenti di clonazione umana ben oltre i margini della legalità. Gli ultimi sprazzi della domenica trascorrono immersi nei gadget, tra i quali vengono carpite delle meravigliose statuette che prosciugano definitivamente le finanze del nostro eroe&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyKglQObRI/AAAAAAAABJ8/eo9sKYGpR18/s1600-h/106.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403345945298365714" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyKglQObRI/AAAAAAAABJ8/eo9sKYGpR18/s320/106.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;. Infine c’è spazio per in po’ di tristezza per gli amici che se ne vanno, per il dover abbandonare questo strano ma interessante luogo, e per piccoli rimpianti di occasioni perse. I tre eroi tornano quindi a casa, dopo aver dato prova della loro abilità nel tetris 3D, disciplina in cui di recente sono stati proclamati campioni mondiali per la capacità di far entrare enormi quantità di fumetti nelle valige. L’appuntamento rimane fissato per l’anno prossimo, stessa ora, stesso posto. Finanze permettendo, naturalmente, e sempre che la legge non li abbia raggiunti prima destinandoli per sempre alle patrie galere. Ma i nostri eroi fuggono veloci, sfruttando le ali della fantasia. Non sarà facile fermarli, ma potete provarci. A vostro rischio e pericolo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyHei-4e0I/AAAAAAAABJ0/NetMW_31axU/s1600-h/145+-+Ethan+Van+Sciver.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403342611794131778" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyHei-4e0I/AAAAAAAABJ0/NetMW_31axU/s320/145+-+Ethan+Van+Sciver.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyFna0kfhI/AAAAAAAABJs/dN751d9dKTI/s1600-h/170+-+Giuseppe+Camuncoli.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403340565198962194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyFna0kfhI/AAAAAAAABJs/dN751d9dKTI/s320/170+-+Giuseppe+Camuncoli.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyEZiojjPI/AAAAAAAABJk/_yUBE3kM69I/s1600-h/173+-+Alex+Massacci.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403339227266256114" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyEZiojjPI/AAAAAAAABJk/_yUBE3kM69I/s320/173+-+Alex+Massacci.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyCVXQTDgI/AAAAAAAABJc/w8Taj7q430E/s1600-h/174+-+Alex+massacci.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5403336956468989442" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyCVXQTDgI/AAAAAAAABJc/w8Taj7q430E/s320/174+-+Alex+massacci.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-8061809573991385886?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/8061809573991385886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=8061809573991385886' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8061809573991385886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8061809573991385886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/se-non-lavete-capito-finora-non-so-piu.html' title='(Se non l&apos;avete capito finora, non so più come dirlo!) - Quarta parte'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvyNValO0yI/AAAAAAAABKU/hWhfj64codI/s72-c/036.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5829893173276431205</id><published>2009-11-10T20:40:00.003+01:00</published><updated>2009-11-10T21:09:11.891+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>(Basta ripeterlo, tanto ormai l'avete capito!) - Terza parte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnIMBVt51I/AAAAAAAABJU/q7miv20Pcs4/s1600-h/003+-+Charles+Vess.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402569336851130194" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnIMBVt51I/AAAAAAAABJU/q7miv20Pcs4/s320/003+-+Charles+Vess.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo giorno, non volendo rischiare di ripetere la stessa esperienza del giorno prima, due dei membri della squadra adottano una strategia diversa. I contatti con il resto del gruppo vengono progressivamente ridotti, fino al mantenimento del più assoluto silenzio radio, e le forze si sparpagliano per coprire un’area più vasta possibile. Inoltre, questo consente al Braccus Erectus e al losco figuro di muoversi inosservati con assoluta libertà d’azione, e finalmente si apre la caccia ai disegnatori. Il Braccus ovviamente conta sul suo innato fiuto canino per localizzare le sue prede anche a notevoli distanze, mentre l’altro, non avendo dalla sua alcun potere sovrannaturale, non può fare altro che sfruttare al massimo le qualità che una lunga teoria di inseguimenti, omicidi su commissione, agguati e fughe gli hanno fatto acquisire. Così, si aggira silenzioso per gli stand colorati e brulicanti di gente accalcata, pronto a cogliere il minimo sguardo, o un impercettibile segno di matita che renda manifesta la natura di disegnatore. Il caso vuole che spesso questi impercettibili segnali vengano accompagnati da un ben più eclatante cartellino che riporta nome e cognome, ma questi sono dettagli di cui non parleremo in questa storia. La prima parte della mattina trascorre in una ricognizione meticolosa e nell’individuazione dei potenziali obiettivi, e solo sul finire della mattinata viene raccolto il primo bottino. Un tizio solitario seduto ad un banchetto sta disegnando con una bic un samurai in stile manga. Alla domanda “Mi faresti un disegno?”, risponde chiedendo il soggetto. È così che vede la luce una meravigliosa Poison Ivy, perfino colorata e sfumata. Il gruppo si ricongiunge per il pranzo, dandosi appuntamento sui gradini, perché è&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnFylngIUI/AAAAAAAABJM/b-CYLK2vhwA/s1600-h/014.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402566700889547074" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnFylngIUI/AAAAAAAABJM/b-CYLK2vhwA/s320/014.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; notorio che in tutta Lucca ci sia solo una coppia di gradini in un unico luogo, talmente famosa che sulle carte della Toscana, accanto al nome Lucca, ci sono disegnati i due gradini in questione. La notizia che il Braccus era stato temporaneamente depistato e condotto fino in Giappone non sorprende più di tanto il losco cacciatore di taglie, considerando il fatto che in quel secondo giorno si era aggiunta al gruppo un’altra persona geneticamente programmata per ragionare in ideogrammi. Così, senza versare troppe lacrime per il compagno ferito, procede la caccia. Nel frattempo viene anche incrementata la quota di acquisti, in quanto fin troppo spesso il nostro eroe è costretto a cedere a bassi ricatti che prevedono la realizzazione di un disegno solo in cambio dell’acquisto dell’opera. Tuttavia, è un prezzo che si è disposti a pagare volentieri quando quello che si ottiene è un ricordo unico. In definitiva, sebbene i contatti con il resto del gruppo si mantengano scarsi, il carnet di disegni si arricchisce di diversi esemplari di diversi tipi e provenienza, alcuni addirittura d’oltreoceano. Inoltre, anche se in modo superficiale, l’esplorazione si estende anche ad ambiti non strettamente cartacei, in modo da cominciare a sondare alcune possibilità di acquisto che non siano solo fumetti. Purtroppo, un’orda di pupini assassini attacca l’eroe, che solo grazie alla sua prontezza di riflessi riesce a sfuggire all’agguato, rimandando l’incursione nel pianeta delle action figure a momenti più favorevoli. Stracarichi di sacchetti, i membri della compagnia si separano quando è già buio, alcuni diretti alla volta di un confortevole albergo, altri verso una più economica e faticosa, ma impagabilmente &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnDo3cao4I/AAAAAAAABJE/TzirlIxDXNc/s1600-h/023.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402564334852940674" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnDo3cao4I/AAAAAAAABJE/TzirlIxDXNc/s320/023.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;divertente, cena casalinga. L’acquisto di migliaia di metri cubi d’acqua da bere è un lusso che ci si può permettere impunemente, dopo una giornata faticosa come quella appena trascorsa, nonostante questo comporterà una successiva beneficenza al nuovo inquilino, cosa che, trattandosi di una buona azione, stona parecchio con le consuetudini dei tre mercenari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine terza parte&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5829893173276431205?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5829893173276431205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5829893173276431205' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5829893173276431205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5829893173276431205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/basta-ripeterlo-tanto-ormai-lavete.html' title='(Basta ripeterlo, tanto ormai l&apos;avete capito!) - Terza parte'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvnIMBVt51I/AAAAAAAABJU/q7miv20Pcs4/s72-c/003+-+Charles+Vess.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5796095045632948123</id><published>2009-11-08T11:06:00.002+01:00</published><updated>2009-11-09T19:38:49.535+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Quello di prima (mi abbutta riscriverlo) - Seconda parte</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhhdAsB26I/AAAAAAAABI8/rLb2zfzM4oQ/s1600-h/Copia+di+022.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402174904059681698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhhdAsB26I/AAAAAAAABI8/rLb2zfzM4oQ/s320/Copia+di+022.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il mattino seguente comincia la armoniosa danza del bagno, in cui i tre compagni si alternano nelle loro molteplici e variegate necessità. Subito dopo si cominciano a preparare le razioni per la lunga giornata dietro le linee nemiche, imbottendo panini che si scoprono essere senza sale, come nella migliore tradizione del luogo. All’arrivo in stazione si presenta la prima sorpresa imprevista. A quanto sembra, colui che si occupa della programmazione ferroviaria della stazione di Pisa è un certo Walt Disney, fermamente convinto che far entrare duecento persone in un unico vagone non sia un’impresa così improponibile. Dopo tutto, nei cartoni animati lo fanno sempre. Quando vedono membra umane troncate dalla chiusura delle porte esterne ed informi masse di carne stiparsi all’interno del vagone, i tre eroi optano per una strategia di vigile attesa. Proprio nel momento in cui l’attesa da vigile comincia a farsi sonnolenta e infreddolita, un oracolo si rivolge ai tre per mezzo di un altoparlante (per il Braccus viene approntato estemporaneamente un bassoparlante), annunciando il montaggio di un treno speciale diretto a Lucca. La conferma definitiva di ciò si ottiene quando i tre scorgono una carovana di folletti che trasportano enormi bulloni, lamiere e attrezzi, e iniziano a montare il treno sotto il loro sguardo attento ma per nulla stranizzato. Quando il treno è finalmente pronto, i tre eroi partono alla volta di Lucca, ma ovviamente non prima di aver disinnescato le numerose cariche di esplosivo posizionate nella stazione a mo’ di ritorsione per l’inadeguatezza del trasporto precedente. Giunti a destinazione, la squadra si dirige alla biglietteria, nella quale non sono necessari eccessivi spargimenti di sangue per farsi largo tra la folla. Giunti all’interno delle mura della città, cominciano con movimenti furtivi a esplorare la zona, nell’attesa di stabilire il contatto con la seconda squadra arruolata per la missione, giunta a Lucca con altro mezzo di trasporto, in modo che un possibile &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhfXuHpKJI/AAAAAAAABI0/2jPRi0XC9k8/s1600-h/057.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402172614152628370" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhfXuHpKJI/AAAAAAAABI0/2jPRi0XC9k8/s320/057.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;sabotaggio nemico che avesse eliminato i primi elementi non avrebbe compromesso del tutto la missione. Gli scopi per i quali sono stati reclutati gli altri tre elementi sono diversi. La tipa con il potere di annientare ogni apparato uditivo nel raggio di un chilometro dalla sua posizione avrebbe fornito una attenta e meticolosa documentazione fotografica alla missione, la seconda componente femminile avrebbe creato molteplici diversivi con al sua avvenenza e con un indiscriminato e incontrollabile volume di acquisti a ripetizione, e il terzo uomo avrebbe svolto il ruolo di spia infiltrandosi in ogni bagno della zona con una scusa più che plausibile. Tuttavia, i piani cominciano a complicarsi quando viene esposta agli occhi della squadra la quantità di attrazioni umane e cartacee di cui la fiera dispone. In questo modo, la fotografa viene subito messa fuori gioco da una lunga processione di bizzarri elementi mascherati, mentre l’altra avvenente fanciulla scopre che non è facile comprare un’intera fiera in poco tempo. Cadute vittime della frenesia del luogo, agli altri quattro non resta che seguirle passo passo e cercare di contenerle, sebbene tutti vengano a stento considerati degni di attenzione. Per cercare di limitare i danni il più possibile, lo scopo di questo primo giorno diventa il cosiddetto acquisto a matula, e la compagnia si confonde tra la folla, lasciando lo svolgimento della missione a momenti più favorevoli. L’unico successo ottenuto in quella prima giornata è l’incontro con una delle celebrità del luogo, Eddie Campbell, forse uno dei più prestigiosi tra i bersagli elencati tra gli obiettivi della missione. Giunti ben oltre il &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhdrI5RNrI/AAAAAAAABIs/gGRuKtOmEew/s1600-h/Copia+di+020.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402170748734355122" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhdrI5RNrI/AAAAAAAABIs/gGRuKtOmEew/s320/Copia+di+020.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;tramonto, le due squadre si separano per ritornare ai rispettivi rifugi, dove viene fatto un meticoloso bilancio delle perdite subite, si cuociono funghi in casseruola per condire una pasta che sebbene manchi di alcuni ingredienti risulta più che accettabile, e si pianificano le mosse per la giornata successiva, con il fermo proposito di non farsi più depistare dall’atmosfera perturbante del luogo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine seconda parte&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5796095045632948123?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5796095045632948123/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5796095045632948123' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5796095045632948123'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5796095045632948123'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/quello-di-prima-mi-abbutta-riscriverlo.html' title='Quello di prima (mi abbutta riscriverlo) - Seconda parte'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhhdAsB26I/AAAAAAAABI8/rLb2zfzM4oQ/s72-c/Copia+di+022.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2920997301048896826</id><published>2009-11-04T17:22:00.007+01:00</published><updated>2009-11-09T19:16:06.446+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>“There and back again. A human’s tale by Filippo Maria Longo” (Andata e ritorno. Un racconto umano di Filippo Maria Longo) - Prima parte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvG0lFg3XrI/AAAAAAAABIU/dNmNZXE9ii4/s1600-h/20091028_0002.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvG2UWRwNEI/AAAAAAAABIc/9_JB2iN3K4s/s1600-h/20091101_0002.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400297888887616578" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvG2UWRwNEI/AAAAAAAABIc/9_JB2iN3K4s/s320/20091101_0002.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Un occhio a guardare il cielo, nella speranza che le poche nuvole grigie di Palermo non si ritrovino anche in Toscana, l’altro occhio a controllare la lista delle cose da mettere in valigia, per essere sicuri di non avere dimenticato niente, sono partiti. Destinazione finale: Lucca Comics &amp;amp; Games 2009. Tre strane creature, un rappresentante di una insolita razza di cane a due zampe (il Braccus Erectus), uno strano tizio con un cappello di carta e velleità di mago combattente (lo Slittino del Silenzio, Silent Bob), e un losco figuro con la barba, talmente poco raccomandabile che quando è solo con se stesso non si sente per niente tranquillo, salgono su un aereo riciclato diretti alla volta di Pisa. A differenza di come accade quasi sempre nelle storie avventurose, tutto procede secondo i piani. Si arriva in orario, si trova l’autobus, si arriva nel miniappartamento e si comincia a prendere possesso della base operativa per la missione. Da notare che l’oscuro spirito del nastro trasportatore ha stranamente deciso di prendersi una settimana di vacanza, motivo per cui le valigie sono arrivate, e addirittura in buone condizioni. La prima fase della missione &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhcQdp-apI/AAAAAAAABIk/tXL8d43gYXM/s1600-h/Copia+di+024.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402169190939257490" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 240px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvhcQdp-apI/AAAAAAAABIk/tXL8d43gYXM/s320/Copia+di+024.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;prevede un buon consolidamento della posizione attuale &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvGzdf8QmMI/AAAAAAAABIM/2uqTo6ucx2E/s1600-h/20091101_0004.JPG"&gt;&lt;/a&gt;e l’esplorazione dei dintorni, come farebbe un vero Big Boss, motivo per cui, strisciando tra i cespugli e i sottopassaggi della stazione ferroviaria, e non trovando razioni serpentine (snake rations) da utilizzare come cibo, si dirigono in modalità stealth verso un comodissimo PAM, dove si affumano circa trenta euro a testa di spesa! Stipate le razioni di emergenza negli appositi alloggiamenti, cominciano ad esplorare la zona circostante, individuando come punto di repere una curiosa costruzione oblunga stranamente inclinata da un lato, eliminando nel contempo tutti i passanti che incontrano, stordendoli prima con dardi soporiferi e poi finendoli a colpi di pugnale. Questo non perché rappresentassero una reale minaccia alla loro missione, ma semplicemente perché seguire una scia di cadaveri è un ottimo modo per ritrovare la strada di casa. Poiché il Braccus Erectus ha notoriamente una scarsa tolleranza al freddo mentre il tizio con la barba ha necessità di introdurre a brevi intervalli di tempo enormi quantità di alimenti, la squadra si dirige verso al base, incontrando lungo la strada un ermetico messaggio in codice scritto per &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvGyhP265tI/AAAAAAAABIE/eYsiD8izFmQ/s1600-h/20091104_0008.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400293712456246994" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 296px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvGyhP265tI/AAAAAAAABIE/eYsiD8izFmQ/s320/20091104_0008.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;terra che dà loro appuntamento per lunedì 5 alle 9.00, e dato che il prossimo lunedì 5 è il 5 aprile 2010, i tre programmano subito la partenza per quella data. Tra misteriose interruzioni di corrente, assolutamente non correlate alla contemporanea accensione di piastra elettrica, scaldabagno e climatizzatore, si preparano una sostanziosa cena e consultano le antiche rune relative ai preziosi manufatti da recuperare i giorni successivi. Così, tra polverose pergamene e griglie di Excel, giunge l’ora del riposo, e la compagnia si sistema negli improvvisati giacigli di piume d’oca. Il ritrovamento, poco distante dalla base, di centinaia di oche spennate costrette a razzolare proteggendosi dal freddo con costumi da pokemon non ha nulla a che fare con i fatti narrati in questa storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine prima parte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2920997301048896826?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2920997301048896826/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2920997301048896826' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2920997301048896826'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2920997301048896826'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/11/there-and-back-again-humans-tale-by.html' title='“There and back again. A human’s tale by Filippo Maria Longo” (Andata e ritorno. Un racconto umano di Filippo Maria Longo) - Prima parte'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SvG2UWRwNEI/AAAAAAAABIc/9_JB2iN3K4s/s72-c/20091101_0002.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2369744913805906692</id><published>2009-10-26T21:09:00.004+01:00</published><updated>2009-10-26T21:23:02.889+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Varie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Si parte!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuYEYLiPoYI/AAAAAAAABH8/IMfXkAWs9OU/s1600-h/Lucca+2009+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397006016909910402" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 209px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuYEYLiPoYI/AAAAAAAABH8/IMfXkAWs9OU/s320/Lucca+2009+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ebbene sì, finalmente ci siamo. Tra meno di quarantotto ore sarò su un aereo insieme a un paio di amici, diretti a Pisa, dove staremo durante quella che sarà la mia prima esperienza lucchese. A beneficio di quanti non sanno di cosa sto parlando, dico subito che “Lucca Comics &amp;amp; Games” è la principale mostra-mercato italiana dedicata al fumetto, al gioco e all’animazione. Giunta alla sua 43esima edizione (giusto per darvi un’idea, il Salone Nautico di Genova festeggerà le cinquanta edizioni nel 2010), la fiera di Lucca è il punto di riferimento di tutti coloro che in Italia sono appassionati di fumetti, giochi di ruolo, videogames e animazione. Sebbene per fortuna nel corso degli anni dalle sue costole siano nate e continuino a nascere numerose figlie, come Cartoomix a Milano, Mantova comics, Rimini comics, Romics e tante altre, Lucca continua ad essere l’appuntamento fisso, nel week-end tra fine ottobre e i primi di novembre, per gli appassionati di tutta Italia. Ma Lucca non è solo un posto dove compare fumetti che non si trovano nelle proprie città per colmare i buchi delle collezioni, o dove trovare un gioco di ruolo particolare. Lucca è un mondo fantastico in cui si entra come Alice attraverso lo specchio. A Lucca puoi camminare per strada e trovarti accanto un tizio vestito da samurai e un altro vestito da pilota di astronavi. Puoi stare ore a guardare un tale seduto su uno sgabello che, uno dopo l’altro, crea capolavori su carta per fotocopie. Puoi posare una montagna di fumetti sul tavolo di uno che ha&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuYD9oNxQVI/AAAAAAAABH0/bmR3FLa3lP4/s1600-h/Bat-Barroso.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5397005560752193874" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 227px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuYD9oNxQVI/AAAAAAAABH0/bmR3FLa3lP4/s320/Bat-Barroso.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;i sempre e solo letto tra i nomi dei crediti degli albi che hai a casa e vedere che te li autografa con un sorriso. Puoi sederti a un tavolo e giocare per ore a carte con qualcuno che durante tutto il resto dell’anno sta a duemila chilometri di distanza da te. Puoi assistere a conferenze, incontri con autori, lezioni, interviste sul mondo del fumetto e della comunicazione figurata, sulla simbologia e sulla filosofia dei personaggi e di chi li crea, sulle nuove prospettive nel mondo dell’arte grafica in Italia e nel mondo. Quest’anno sono attesi centoquarantamila visitatori. Quest’anno, “Lucca Comics &amp;amp; Games” è stata &lt;a href="http://lucca09.luccacomicsandgames.com/?id=923"&gt;presentata al parlamento europeo&lt;/a&gt; come manifestazione culturale di rilevanza internazionale, inserendosi nel dialogo dei problemi del paese. Quest’anno è stato creato Bat-Barroso, un uomo senza superpoteri che lotta contro i criminali che a tutti i livelli affliggono la società e che cerca di risolvere i problemi vivendoli al loro interno. Da quei quattro sprovveduti che sfidavano le intemperie nel con addosso delle cerate gialle e qualche banchetto dove appoggiare fumetti sparsi, se ne è fatta di strada.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La canzoncina di "Lucca Comics &amp;amp; Games"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/CmcWU4mtW5k&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/CmcWU4mtW5k&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2369744913805906692?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2369744913805906692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2369744913805906692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2369744913805906692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2369744913805906692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/si-parte.html' title='Si parte!'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuYEYLiPoYI/AAAAAAAABH8/IMfXkAWs9OU/s72-c/Lucca+2009+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5949712341484011638</id><published>2009-10-26T13:08:00.002+01:00</published><updated>2009-10-26T13:12:33.613+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Questa notte mi ha aperto gli occhi</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Romanzo mo&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuWR2PZshbI/AAAAAAAABHs/WxmF-pxNJ8M/s1600-h/Coe+-+Questa+notte+mi+ha+aperto+gli+occhi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 200px; height: 319px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuWR2PZshbI/AAAAAAAABHs/WxmF-pxNJ8M/s320/Coe+-+Questa+notte+mi+ha+aperto+gli+occhi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396880089506678194" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;lto particolare, questa ultima pubblicazione di Jonathan Coe. Intanto perché, a dispetto della sua data di uscita, la fine del 2008, la gran parte di esso è stata scritta quasi vent’anni prima, nel 1990. In questo senso, è forse uno dei primi romanzi di Coe, di sicuro precedente ai titoli che gli hanno giustamente conferito il successo a livello internazionale. Particolare anche perché, forse in misura maggiore di quanto lui stesso voglia ammettere, lo potremmo definire un romanzo autobiografico. Come ci spiega nella breve introduzione (scritta appunto nel 2008 in occasione della pubblicazione), l’idea della storia nasce proprio dalla sua esperienza personale nel campo della musica. E proprio la musica è il protagonista fondamentale del romanzo, quella musica traboccante di sperimentazioni che negli anni Novanta era praticamente una regola di vita. A quanto pare, il pianoforte è sempre stata la sua più grande passione, superiore addirittura a quella della scrittura, e solo perché non è riuscito a trovare la strada giusta in questo senso Jonathan Coe ha deciso che nella vita avrebbe scritto piuttosto che suonato. Per fortuna, dico io, non essendo granché appassionato di musica, certamente non tanto quanto lo sono di narrativa. La musica, dicevo. Non c’è pagina della storia in cui non ci sia un riferimento esplicito a questa arte, gli stessi capitoli scorrono come i movimenti di un’opera classica, ritmati e scanditi come le battute di uno spartito. In fondo, la musica è un linguaggio, forse il più antico e universale che esista. E anche con la musica, Coe crea i suoi personaggi: William, Madeline, Karla, e tesse una storia intricata, tra passato e presente, che a tratti ha il gusto del comico e del grottesco, a tratti si tinge dei colori del noir, e in buona parte conserva un alone intimista e psicologico che armonizza tutto. Presi in maniera isolata, questi argomenti potrebbero sembrare banali, soprattutto se si conoscono le altre opere di Coe e il modo in cui in questi sono rappresentati. Ma grazie a quel tema musicale in sottofondo, si armonizzano in una storia chiara e gradevole, che parte forse lenta e armonica, ma procede di buon passo verso il crescendo finale in cui sarà tutto un esplodere di grancassa e piatti. E poi, a chiudere tutto, un delicato frammento di melodia per archi, un momento del protagonista cinque anni dopo le vicende della storia principale. E così, arrivati all’ultima pagina, non può venirci in mente nient’altro che andare in città, a cercare gli occhiali che da tutta la settimana pensavamo di comprarci!&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-weight: bold; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Ero talmente innamorato di Madeline che a volte, sul lavoro, mi mettevo quasi a tremare pensando a lei: mi agitavo di paura e di piacere e finivo per far crollare pile di dischi e di cassette. Per questo non mi preoccupavo un granché se la nostra intesa non era delle migliori. Litigare con Madeline era meglio che scopare con qualsiasi altra donna al mondo. L’idea di essere felici assieme – di star sdraiati nello stesso letto, silenziosi e mezzi addormentati – era talmente paradisiaca che non riuscivo nemmeno a visualizzarla.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5949712341484011638?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5949712341484011638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5949712341484011638' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5949712341484011638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5949712341484011638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/questa-notte-mi-ha-aperto-gli-occhi.html' title='Questa notte mi ha aperto gli occhi'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SuWR2PZshbI/AAAAAAAABHs/WxmF-pxNJ8M/s72-c/Coe+-+Questa+notte+mi+ha+aperto+gli+occhi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-6546642112793073273</id><published>2009-10-16T20:13:00.001+02:00</published><updated>2009-10-16T20:15:35.831+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette ladri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sti4N-0nGcI/AAAAAAAABHc/B_yrooTkTYM/s1600-h/Sette+ladri+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5393263104117643714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 231px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sti4N-0nGcI/AAAAAAAABHc/B_yrooTkTYM/s320/Sette+ladri+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Il secondo appuntamento con la serie dei sette ci porta una storia in puro stile fantasy. Pur essendo un genere ormai ampiamente sfruttato da scrittori di ogni tipo, il fantasy ha sempre un suo fascino, soprattutto quando è costruito con i classici elementi che lo hanno reso un vero e proprio stile di scrittura piuttosto che un semplice genere. In “Sette ladri”, l’autore David Chauvel non si dimentica nessuno degli ingredienti del genere, dalle ambientazioni variegate ed estremamente naturalistiche, alle creature delle tipiche razze (nani, orchi, draghi...), alle battaglie sanguinarie e alle fughe rocambolesche. Il tutto sostenuto alla perfezione dal tratto pulito di Jerome Lereculey, che si presta alla perfezione alla storia. Infatti, una storia di questo genere non potrebbe essere illustrata da artisti con un tratto troppo moderno o astratto, in quanto richiede una attenzione e una definizione dei dettagli che solo i disegnatori di stile classico possono avere. Armi, indumenti, ambientazioni, devono tutti essere realizzati con la massima cura, per immedesimare il più possibile il lettore nella storia, ma allo stesso tempo non devono suscitare troppa curiosità, perché si correrebbe il rischio di sviare l’attenzione solo sulla parte grafica rendendo la storia poco avvincente. Un buon sinergismo scrittore - disegnatore è quindi fondamentale, e in questo volume si può dire che sia stato raggiunto un risultato più che soddisfacente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imperatore dei nani è morto, e tra complotti e omicidi si deve svolgere l’incoronazione del successore. Il che comporta che la quasi totalità del popolo dei nani lascerà la montagna in cui è nascosto il leggendario tesoro, lasciandolo pressoché incustodito. Occasione irresistibile per due nani rinnegati, che non ci metteranno molto a mettere insieme una banda di sette furfanti decisi a rischiare la vita per guadagnarsi il benessere e il lusso per il resto dei loro giorni. Ma i pericoli da affrontare non saranno solo quelli prevedibili, come le guardie nella caverna ed il guardiano che sorveglia l’entrata della stanza del tesoro. Altri nemici agiscono inosservati, sia al di fuori che all’interno del gruppo, e più di una vita sarà messa in pericolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non si annoia mai ad entrare nei regni della fantasia, una storia piacevole e leggera, adatta per passare un’ora o poco più di una domenica mattina rilassati in poltrona, dimenticandosi di tutto quello che attende nel mondo reale.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-6546642112793073273?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/6546642112793073273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=6546642112793073273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6546642112793073273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/6546642112793073273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/sette-ladri.html' title='Sette ladri'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sti4N-0nGcI/AAAAAAAABHc/B_yrooTkTYM/s72-c/Sette+ladri+02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-1747303881764172761</id><published>2009-10-11T21:47:00.005+02:00</published><updated>2009-10-11T21:57:17.878+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Giochi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Batman Arkham asylum</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3kwdthWI/AAAAAAAABHU/20sZZpS2SBA/s1600-h/01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391432808540243298" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 278px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3kwdthWI/AAAAAAAABHU/20sZZpS2SBA/s320/01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di solito c’è da diffidare dei giochi ispirati a film o a fumetti (i cosiddetti giochi su licenza), perché spesso risultano essere dei banali adattamenti di una storia che se andava bene per il grande schermo non è detto che vada bene per la console. Stavolta invece è il caso di ricredersi: il primo gioco di Batman che la Sony ha prodotto per la Playstation 3 è un signor gioco. Lasciando stare per un attimo le sofisticherie tecniche e grafiche che la potenza delle nuove macchine e dei nuovi supporti consente (si vedono i peli della barba e la trama del kevlar della tuta!), tanto per cominciare il gioco ha una storia. E si vede che è una storia scritta da uno che scrive anche le storie a fumetti del personaggio, e storie di una certa qualità, quel Paul Dini che da un paio di anni si alterna a Grant Morrison sul mensile regolare del Cavaliere oscuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una scelta vincente è stata quella di dare un’ambientazione precisa ma variegata, l’isola Arkham con tutte le sue costruzioni. Questo rende l’azione ben definita in un luogo che si impara a conoscere nei dettagli, ma permette di spaziare in zone e ambienti diversi. Altra cosa intelligente è stata rendere gli extra come parte del gioco principale. Di solito, tesori da trovare ed enigmi da svelare sono solo un mero contorno per chi predilige l’esplorazione all’azione del gioco, con il &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3VVmnQiI/AAAAAAAABHM/acfmT1cy9qM/s1600-h/08.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391432543631786530" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 180px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3VVmnQiI/AAAAAAAABHM/acfmT1cy9qM/s320/08.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;difetto che se si dedica troppo tempo ad esplorare, si finisce per perdere la dinamicità della storia. Qui invece siamo ‘costretti’ a dedicarci anche alle sfide che l’Enigmista ci propone, perché, oltre a sbloccare contenuti speciali, ci fanno acquisire punti esperienza, che sono quelli con cui Batman recupera forza vitale e acquisisce crediti da spendere in potenziamenti. Inoltre, molti di questi enigmi non saranno accessibili da subito, e lo diverranno con l’acquisizione di alcuni bat-gadget nel corso della storia, cosa che ci obbligherà a tornare più volte nello stesso edificio o zona dell’isola. Aggiungiamoci che questi enigmi sono una continua sfida a conoscere sempre meglio il mondo del Cavaliere oscuro, essendo dei riferimenti alla storia del personaggio e dei suoi avversari, e ci spieghiamo come un vero appassionato non potrà fare a meno di raccogliere la sfida dell’Enigmista a risolvere tutti i suoi indovinelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3B7V29II/AAAAAAAABHE/gBIdAygU3iU/s1600-h/09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391432210164675714" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 237px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3B7V29II/AAAAAAAABHE/gBIdAygU3iU/s320/09.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Altro punto di forza: non bisogna solo picchiare. Sebbene Batman se la cavi benissimo negli scontri corpo a corpo, l’azione non è l’unica attività del gioco. Ci sarà anche molto ragionamento, molta esplorazione e alcune indagini da svolgere per proseguire. D’altro canto, stiamo pur sempre guidando il miglior detective del mondo. Infine, gli scontri con i nemici storici di Batman saranno tutti all’insegna della strategia di combattimento, e a niente varrà l’uso della sola forza bruta. Spettacolari, in questo senso, gli scontri con lo Spaventapasseri, ma anche con Poison Ivy, Bane, Killer Croc e il Joker nello scontro finale. In definitiva, un gioco che coinvolge e vale la pena di avere, non solo per chi come me è appassionato delle storie a fumetti del personaggio, ma anche per chi lo conosce solo dagli ultimi film.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Trailer&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="340" width="560"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Z2NMTK-TDGw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Z2NMTK-TDGw&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="560" height="340"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-1747303881764172761?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/1747303881764172761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=1747303881764172761' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1747303881764172761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/1747303881764172761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/batman-arkham-asylum.html' title='Batman Arkham asylum'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/StI3kwdthWI/AAAAAAAABHU/20sZZpS2SBA/s72-c/01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-944445039296198807</id><published>2009-10-07T17:53:00.001+02:00</published><updated>2009-10-07T17:55:07.591+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La foglia grigia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Ssy5vRA-emI/AAAAAAAABG8/RCOgASTCCgc/s1600-h/Cannevale+-+La+foglia+grigia.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5389887075728128610" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 203px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Ssy5vRA-emI/AAAAAAAABG8/RCOgASTCCgc/s320/Cannevale+-+La+foglia+grigia.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;“...è il suo primo romanzo”. È una frase che mi piace molto, quando la leggo nei risvolti di copertina che riportano la biografia dell’autore. Credo che c’entri quel pizzico di vanità che si trova nelle mie letture. Mi piace poter dire ‘lo leggo fin dal primo romanzo che ha scritto’, così come ‘li ho letti tutti, i suoi romanzi’. In effetti, qualcuno pensa che io abbia gusti a volte strani, per non dire anticonformisti, e devo ammettere che c’è un po’ di verità in questo. Per lo stesso motivo, odio i bestsellers. Sono mesi che ho gli occhi su una trilogia, ma da quando hanno cominciato a spuntare sopra le fascette che tengono il conto delle centinaia di migliaia di copie vendute, ha cominciato a starmi antipatica. Per questo mi piacciono gli sconosciuti, almeno quelli che per me sono sconosciuti. Non avendo nessuna aspettativa, né nessun pregiudizio, mi godo la lettura con più piacere. È proprio quello che mi è capitato con “La foglia grigia”. Passavo in libreria con un’amica e collega, eravamo appena usciti dall’ospedale e tutti e due eravamo in vena di acquisti letterari non programmati. Lei ha comprato un libro che le ho consigliato, e io ho preso questo. In effetti, il giallo è una tipica lettura estiva, leggera e rilassante, anche se io non sono mai stato molto in sintonia con questa definizione. Ci sono gialli molto ‘letterari’, e sono questi quelli che mi piacciono di più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La foglia grigia” è il primo giallo che leggo ad essere ambientato in un periodo storico piuttosto lontano, il Risorgimento italiano. L’Italia è un regno unito solo da poco tempo, Cavour ha un sacco di grane con la burocrazia e gli animi si dividono tra clericali e anticlericali, tra monarchici e socialisti. E Perugina è il perfetto esempio di questo clima nazionale. È in questa città che sono ambientate le vicende che l’ispettore di Pubblica Sicurezza Giulio Verbasco si trova a dover dipanare, senza sapere che sono vicende più intricate e più sordide di quanto si possa pensare. E tutte sembrano avere un denominatore comune in una misteriosa pianta che solo in pochi conoscono: la foglia grigia. Una pianta dalle origini esotiche che si dice sia capace di ravvivare gli istinti primordiali degli uomini conferendo loro al contempo una lunga vita. Così, tra efferati omicidi, sette segrete, piccoli crimini cittadini e servizi segreti, Verbasco deve ricostruire, con i suoi modi rozzi tanto quanto è fina la sua intelligenza, una storia che ha origine nel suo stesso passato e che, a quanto pare, è destinata a influenzare il futuro, fino alla Londra vittoriana, alla resistenza francese della seconda guerra mondiale, al traffico degli schiavi dei giorni nostri. Come dire, tutto il mondo è paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“E poi dici di essere un ignorante”.&lt;br /&gt;“Però io non ci credo, a questa cosa. Tua madre era povera, e io l’ho amata tanto”.&lt;br /&gt;“Neppure lei ha avuto l’amore vero, visto che se ne è andata. Il vero amore è solo l’amore che vogliamo”. &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-944445039296198807?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/944445039296198807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=944445039296198807' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/944445039296198807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/944445039296198807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/la-foglia-grigia.html' title='La foglia grigia'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Ssy5vRA-emI/AAAAAAAABG8/RCOgASTCCgc/s72-c/Cannevale+-+La+foglia+grigia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5472964658610267724</id><published>2009-10-02T19:06:00.003+02:00</published><updated>2009-10-02T19:09:39.802+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Sette psicopatici</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SsYzoXVqegI/AAAAAAAABG0/SECVk8K-WvY/s1600-h/Sette+psicopatici+02.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388050772748040706" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 222px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SsYzoXVqegI/AAAAAAAABG0/SECVk8K-WvY/s320/Sette+psicopatici+02.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Primo di una interessante collana recentemente pubblicata dalla Planeta deAgostini, è anche il primo che leggo e che mi accingo a commentare, sperando di avere il tempo di fare lo stesso con gli altri. La collana è composta da sette volumi, ognuno contenente una storia completa riguardante sette individui appartenenti ad una particolare categoria, ogni volta diversa per ogni storia. ‘Sette missioni, sette squadre di sette uomini decisi ad avere successo’, recita la quarta di copertina. Insomma, quanto basta per attirare l’attenzione e incuriosire chi come me è sempre attratto da tutto ciò che è fatto di nuvole parlanti. Inoltre, il primo titolo suscita una curiosità in più, in quanto il mondo della follia è sempre stato un argomento molto accattivante per gli scrittori in genere e per i fumettisti in particolare. C’è addirittura chi di storie folli ha fatto il suo marchio di fabbrica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sette psicopatici”, scritto da Fabien Vehlmann e disegnato da Sean Phillips, è una graphic novel dal sapore fantapolitico e storico allo stesso tempo. A Londra, nel 1942, quindi nel pieno del secondo conflitto mondiale, un &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SsYzcH-QscI/AAAAAAAABGs/nAR_vrNqsdk/s1600-h/Sette+psicopatici+03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5388050562464920002" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 233px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SsYzcH-QscI/AAAAAAAABGs/nAR_vrNqsdk/s320/Sette+psicopatici+03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;colonnello dell’esercito inglese riceve una curiosa lettera in cui l’autore dichiara di conoscere un modo infallibile per vincere la guerra. Ben oltre i limiti della banalità, il suo piano prevede semplicemente... di uccidere Hitler! È chiaro che questa ipotesi era stata la prima ad essere vagliata dalle forze alleate, ma scartata perché ritenuta impossibile. Ma lo è davvero? È davvero impossibile uccidere il Fuhrer? Forse per gli altri sì, ma per sette individui, diciamo, tutt’altro che nel pieno possesso delle loro facoltà mentali, potrebbe essere una cosa fattibile. Proprio perché loro sono abituati a pensare del tutto fuori dagli schemi, potrebbero essere in grado di aggirare il sofisticato e rigidissimo sistema di sorveglianza e protezione di Hitler. Così, dopo un reclutamento ben al di là dei canoni dell’esercito e un addestramento pressoché inesistente, la squadra dei sette psicopatici viene paracadutata in Germania per compiere la sua missione. Saranno in grado sette individui squilibrati di lavorare insieme per raggiungere un fine comune? E ancora, siamo sicuri che ci sia un fine comune da raggiungere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A spasso in una galleria di individui inquietanti, ci addentriamo in una storia che vira dal drammatico al grottesco, in cui alcuni personaggi troveranno la morte, altri seguiranno il loro destino, altri appagheranno i loro desideri, altri ancora si troveranno a incarnare un ruolo nella storia che non si sarebbero mai aspettati.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5472964658610267724?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5472964658610267724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5472964658610267724' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5472964658610267724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5472964658610267724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/10/sette-psicopatici.html' title='Sette psicopatici'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SsYzoXVqegI/AAAAAAAABG0/SECVk8K-WvY/s72-c/Sette+psicopatici+02.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2641369474488180254</id><published>2009-09-27T12:57:00.002+02:00</published><updated>2009-09-27T12:58:34.026+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>La casa del sonno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sr9FR_D4OdI/AAAAAAAABGU/3k3x0UdEUDc/s1600-h/Coe+-+La+casa+del+sonno.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386099854646196690" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 204px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sr9FR_D4OdI/AAAAAAAABGU/3k3x0UdEUDc/s320/Coe+-+La+casa+del+sonno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di solito una storia ha un tempo e uno spazio. Alcune, più di uno spazio. Sono quelle storie che si svolgono in più luoghi contemporaneamente, magari con vicende che si intrecciano attraverso le azioni dei personaggi. Ma è difficile che una storia abbia più tempi. Il tempo è una dimensione che difficilmente si riesce a concepire come separata, siamo abituati a vederla come un continuo, anche se poi ne isoliamo alcuni frammenti. In questo senso, narrare la storia di un personaggio quando aveva vent’anni e poi quando ne ha quaranta non farebbe una piega, nel senso che nel suo continuum temporale avremmo isolato questi due frammenti, pur rispettando una sequenza narrativa unica. Ma “La casa del sonno” non è niente di tutto questo. Jonathan Coe si diverte a intrecciare non solo le vite dei suoi protagonisti, ma anche i frammenti temporali di queste vite, in modo che il presente di una faccia scaturire il ricordo del passato di un’altra, e il passato di una faccia scoprire le ragioni del presente di un’altra. A legare tutto questo, un elemento che forse è il più consueto nella vita di ogni essere animale: il sonno. Ma tanto consueto quanto poco conosciuto, visto che ancora adesso i meccanismi del sonno e dei sogni sono ben lontani dall’essere compresi, così come lo sono le malattie e le alterazioni che vanno sotto il nome di disturbi del sonno. Proprio di questo si occupa la clinica del dottor Dudden, che sorge dove un tempo c’era un pensionato per studenti universitari. Sono questi studenti di allora, con le loro vite di oggi, i protagonisti del romanzo, in particolare Sarah, attorno alla quale ruotano le vicende di tutti gli altri, ognuno legato a lei e a quella abitazione in modo diverso. Si passa dagli amori di un tempo al lavoro di oggi come si passerebbe da una stanza a un’altra, senza soluzione di continuità. Tra personaggi che dormono poco e altri che dormono troppo, che sognano una vita e che vivono nei sogni, si concatenano eventi che appena dodici anni dopo cambieranno a tal punto le persone da renderle irriconoscibili perfino a chi le ha frequentate intimamente. Una girandola di personaggi ora commoventi ora comici, che nella vita adulta inciampano nel malessere, nella follia e nelle strane incongruenze della vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Io sono l’unico, in questo campo, a vedere il sonno per quello che è realmente”.&lt;br /&gt;“E che cos’è?”.&lt;br /&gt;“Ovvio: una malattia.” [...] “Una malattia, Terry: la malattia più diffusa in assoluto, quella che più abbrevia la vita! Ma quale cancro, quale sclerosi multipla, ma quale AIDS. Se passi otto ore al giorno dentro un letto, vuol dire che il sonno ti accorcia la vita di un terzo! È come morire a cinquant’anni: e succede a tutti.”&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2641369474488180254?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2641369474488180254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2641369474488180254' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2641369474488180254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2641369474488180254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/la-casa-del-sonno.html' title='La casa del sonno'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sr9FR_D4OdI/AAAAAAAABGU/3k3x0UdEUDc/s72-c/Coe+-+La+casa+del+sonno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3545213499715450056</id><published>2009-09-23T17:31:00.002+02:00</published><updated>2009-09-23T17:36:15.495+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Metti in circolo il tuo amore</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrpAL6aGanI/AAAAAAAABGM/wfeoZ2hZonQ/s1600-h/Cuore+mare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384686877876316786" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 312px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrpAL6aGanI/AAAAAAAABGM/wfeoZ2hZonQ/s400/Cuore+mare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nessuna vergogna, nessun rimpianto a comunicare i propri sentimenti, quello che si prova in particolari momenti, anche se può sembrare banale. Difficile per quanto possa sembrare, in realtà lo è solo nella nostra testa, quando pensiamo di sbagliare ogni cosa che facciamo, di essere giudicati in ogni parola o gesto. Per questo, teniamo le cose in un angolo buio, stando il più attenti possibile che non escano. E invece è meglio quando vengono fuori e cominciano a circolare. Nessuno ha sfere di cristallo per predire il futuro, e il manuale di istruzioni ha poche pagine ed è scritto male, non dice quali procedure usare se ci si trova in difficoltà. Ma non sapere come si fa una cosa non deve diventare un ostacolo a farla. È vero che chi non fa non sbaglia, ma neanche impara. E le cose non sono mai come ce le immaginiamo, altrimenti sarebbe anche una noia. La sorpresa e l’imprevisto rendono interessante vivere, e soprattutto vivere insieme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hai cercato di capire&lt;br /&gt;e non hai capito ancora&lt;br /&gt;se di capire si finisce mai.&lt;br /&gt;Hai provato a far capire&lt;br /&gt;con tutta la tua voce&lt;br /&gt;anche solo un pezzo di quello che sei.&lt;br /&gt;Con la rabbia ci si nasce&lt;br /&gt;o ci si diventa&lt;br /&gt;tu che sei un esperto non lo sai.&lt;br /&gt;Perché quello che ti spacca&lt;br /&gt;e ti fa fuori dentro&lt;br /&gt;forse parte proprio da chi sei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come quando dici “perché no?”&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come quando ammetti “non lo so”&lt;br /&gt;come quando dici “perché no?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante vite non capisci&lt;br /&gt;e quindi non sopporti&lt;br /&gt;perché ti sembra non capiscan te.&lt;br /&gt;Quanti generi di pesci&lt;br /&gt;e di correnti forti&lt;br /&gt;perché 'sto mare sia come vuoi te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come fai con una novità&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come quando dici si vedrà&lt;br /&gt;come fai con una novità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ti sei opposto all'onda&lt;br /&gt;ed è li che hai capito&lt;br /&gt;che più ti opponi e più ti tira giù.&lt;br /&gt;E ti senti ad una festa&lt;br /&gt;per cui non hai l'invito&lt;br /&gt;per cui gli inviti adesso falli tu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come quando dici “perché no?”&lt;br /&gt;Metti in circolo il tuo amore&lt;br /&gt;come quando ammetti “non lo so”&lt;br /&gt;come quando dici perché no.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/vYHoeHyBAuc&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/vYHoeHyBAuc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3545213499715450056?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3545213499715450056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3545213499715450056' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3545213499715450056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3545213499715450056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/metti-in-circolo-il-tuo-amore.html' title='Metti in circolo il tuo amore'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrpAL6aGanI/AAAAAAAABGM/wfeoZ2hZonQ/s72-c/Cuore+mare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-5727917629128194919</id><published>2009-09-20T16:39:00.003+02:00</published><updated>2009-09-20T16:43:14.852+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetti'/><title type='text'>Biomega</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY_W5FuS-I/AAAAAAAABGE/XP-xQQOxUSU/s1600-h/Biomega+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383560067082505186" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY_W5FuS-I/AAAAAAAABGE/XP-xQQOxUSU/s320/Biomega+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Particolare come lo sono tutte le opere che ho letto di Tsutomu Nihei, “Biomega” si inserisce nello stesso filone di “Balme!”, di cui ho già parlato in un post precedente. Tuttavia non saprei se definirla più un seguito o un preludio a quella saga, dato che i punti di contatto e quelli di separazione si equivalgono. Al di là dell’aspetto grafico, in cui riconosciamo appieno l’inconfondibile stile dell’autore, c’è tutta una serie di elementi sia terminologici che concettuali, in comune con “Blame!”. Il protagonista solitario, Zoichi Kanoe, è un essere umano sintetico, dotato di straordinarie capacità, come lo era Killi, e anche lui è accompagnato da una aiutante informatica che qui diventa Fuyu, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY_MwB-uqI/AAAAAAAABF8/K2qo4iigLQg/s1600-h/Biomega+03.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383559892852193954" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 232px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY_MwB-uqI/AAAAAAAABF8/K2qo4iigLQg/s320/Biomega+03.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l’intelligenza artificiale della sua moto. Anche qui l’ambientazione è un mondo futuristico in cui la tecnologia ultra-avanzata si scontra con condizioni di vita proibitive, dovute queste in particolare alla minaccia dei drone. A differenza dell’opera precedente, però, “Biomega” ha una trama più chiara fin dall’inizio, con una definizione più precisa dei ruoli e delle azioni dei vari personaggi. In particolare, sappiamo benissimo fin da subito cosa è successo alla Terra e come si è ridotta nelle attuali condizioni, così come è ben chiara la missione del protagonista, che riguarda una strana bambina che non invecchia, Ion Green. Ma ovviamente le cose non possono essere facili, e infatti la ragazzina è contesa da almeno altre due forze in gioco che, sebbene entrambe facciano parte della stessa organizzazione, alla fine si trovano a scontrarsi l’una contro l’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY-9ygBGuI/AAAAAAAABF0/3wFOtZQN54g/s1600-h/Biomega+06.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383559635817011938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY-9ygBGuI/AAAAAAAABF0/3wFOtZQN54g/s320/Biomega+06.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Non volendo rovinare la lettura a quanti volessero gustarsi l’opera di cui da pochi giorni si è conclusa la pubblicazione in Italia, dirò soltanto che il nucleo narrativo fondamentale è ancora una volta un possibilità di evoluzione della specie umana, possibilità voluta, ricercata e manipolata da più parti in gioco, ognuna con un proprio fine personale. Una riflessione quindi sulle potenzialità della ricerca scientifica applicata alla natura e all’umanità, con risvolti anche di carattere etico e morale, sull’opportunità di spingere il progresso scientifico all’estremo limite. Fermo restando che chi volesse solo godersi un po’ di sana azione, di combattimenti spettacolari e di inseguimenti su moto tra palazzi avveniristici, troverà tutti questi ingredienti molto ben rappresentati in “Biomega”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-5727917629128194919?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/5727917629128194919/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=5727917629128194919' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5727917629128194919'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/5727917629128194919'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/biomega.html' title='Biomega'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SrY_W5FuS-I/AAAAAAAABGE/XP-xQQOxUSU/s72-c/Biomega+01.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-4210209684817833617</id><published>2009-09-14T13:53:00.001+02:00</published><updated>2009-09-14T13:54:52.040+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>Parti in fretta e non tornare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sq4u6xuWIwI/AAAAAAAABFs/TrwAK-2mCKI/s1600-h/Vargas+-+Parti+in+fretta+e+non+tornare.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381290192069337858" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 192px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sq4u6xuWIwI/AAAAAAAABFs/TrwAK-2mCKI/s320/Vargas+-+Parti+in+fretta+e+non+tornare.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Finalmente ho potuto leggere la prima indagine di Jean Baptiste Adamsberg in qualità di commissario capo della squadra anticrimine del tredicesimo arrondissement di Parigi. A lungo andare, con questi personaggi, c’è sempre il rischio che comincino a stancare. La novità della prima storia che leggi non c’è più, non ti stupisci delle bizzarrie del pensiero e del comportamento. Ma allo stesso tempo, scatta un altro tipo di meccanismo. Proprio perché crediamo di conoscere tutto del personaggio, non possiamo fare a meno di immaginare come si comporterà in una certa situazione, o come reagirà ad un certo evento, e questo è uno stimolo incredibile ad andare avanti divorando pagine su pagine. Metteteci poi che le storie non sono mai banali, e avrete capito perché, anche dopo cinque romanzi, non mi sono stancato di Adamsberg. È come parlare con una persona piacevole, non importa quante volte avete chiacchierato e di cosa, sai che anche la prossima sarà piacevole come quella appena passata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Parigi, di notte, sulle porte delle case compaiono strani simboli e sigle. All’altro capo della città, un ex marinaio che si è reinventato come pubblico banditore declama criptici messaggi che parlano di malattia e morte. Ovviamente non c’è nessuna correlazione tra i due fatti, come pensano tutti. Tutti tranne Adamsberg, che su quei segni non ci vede affatto chiaro, e intanto i messaggi si fanno sempre più espliciti e con riferimento a qualcosa di preciso. L’aiuto di uno storico spiantato e di una galleria di personaggi bizzarri almeno tanto quanto lui costringerà il commissario ad un viaggio indietro nel tempo di alcuni secoli, quando una minaccia innominabile devastava l’Europa strisciando silenziosa. Ma quello che Adamsberg non sa è che questa minaccia ha esteso le sue propaggini fino a tempi relativamente recenti, al punto che ancora oggi ci può essere chi uccide servendosi di quest’arma tanto invisibile quanto letale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Adamsberg lasciò la casa di rue Chasle un po’ frastornato, passando per il giardinetto incolto. C’era gente che sapeva una quantità di cose spaventosa. Che da un lato era stata attenta a scuola, e poi aveva continuato ad accumulare conoscenze a vagonate. Conoscenze di un altro mondo. Gente che dedicava la vita a untori, a pulci latine e elettuari. E questo, poco ma sicuro, era solo uno dei tanti vagoni ammassati nella testa di Marc Vandoosler. Vagoni che, del resto, non sembravano aiutarlo a cavarsela meglio di un altro nell’esistenza. Eppure, stavolta, sarebbero stati di vitale importanza.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-4210209684817833617?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/4210209684817833617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=4210209684817833617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4210209684817833617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/4210209684817833617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/parti-in-fretta-e-non-tornare.html' title='Parti in fretta e non tornare'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sq4u6xuWIwI/AAAAAAAABFs/TrwAK-2mCKI/s72-c/Vargas+-+Parti+in+fretta+e+non+tornare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-3188025198997118025</id><published>2009-09-08T17:49:00.002+02:00</published><updated>2009-09-08T17:58:14.800+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Un giorno così</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SqZ-9bbdudI/AAAAAAAABFk/LeFKZG-Fb6E/s1600-h/Strada.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5379126398740707794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SqZ-9bbdudI/AAAAAAAABFk/LeFKZG-Fb6E/s400/Strada.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;A volte capitano. Di solito, quando meno te li aspetti. Quando si attraversano periodi pesanti, in cui ti sembra che le cose vadano sempre male, o comunque non vadano come tu speravi. Quando ti trovi la sera in una stanza a farti domande a cui non riesci a trovare risposte, o peggio ancora quando le risposte le conosci benissimo, ma vorresti che fossero diverse. Quando ti manca quel qualcosa che non vuoi ammettere che ti manca, per orgoglio o per cercare di sfuggire a quella mancanza ignorandola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio in questi momenti, capitano i giorni speciali, che in fondo di speciale non hanno proprio niente, rispetto a tutti gli altri. In fondo, di spiagge, palloni, villette di campagna e tavoli da ping pong ne hai visti tanti, non c’è niente di nuovo. Ma è proprio questa banalità, queste ‘cose normali’ che, vissute con lo spirito giusto, rendono il giorno speciale. E un giorno così cancella tanti periodi brutti, te li fa scordare, e non solo ti fa sperare nel futuro, ma ti rende anche felice del presente che stai vivendo. Sono le persone che rendono speciali i luoghi e gli oggetti. Quando c’è quella persona che vuoi guardare, guardare diventa la cosa più bella cui riesci a pensare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno così – 883&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scorre piano la statale 526,&lt;br /&gt;passa posti che io mai e poi mai&lt;br /&gt;avrei pensato fossero così,&lt;br /&gt;ancora come quando qui&lt;br /&gt;il cinquantino mi portava via dai guai.&lt;br /&gt;Invece di svoltare a scuola&lt;br /&gt;andava giù alla ferrovia,&lt;br /&gt;due minuti di paura,&lt;br /&gt;poi pronti via.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia moto scorre piano sulla 526,&lt;br /&gt;attraversa dei profumi che poi&lt;br /&gt;un metro dopo non li senti,&lt;br /&gt;io respiro e mando giù&lt;br /&gt;prima di perderli che non si sa mai.&lt;br /&gt;Da lontano un’altra moto&lt;br /&gt;sta venendo verso me,&lt;br /&gt;alza il braccio, fa un saluto,&lt;br /&gt;che bello è,&lt;br /&gt;mi fa sentire che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;basta un giorno così&lt;br /&gt;a cancellare centoventi giorni stronzi e&lt;br /&gt;basta un giorno così&lt;br /&gt;a cacciarmi via tutti gli sbattimenti che&lt;br /&gt;ogni giorni sembran sempre di più,&lt;br /&gt;ogni giorno fan paura di più,&lt;br /&gt;ogni giorno per non adesso, adesso, adesso&lt;br /&gt;che c’è un giorno così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia moto scorre piano piano fino in città,&lt;br /&gt;il sole tra non molto tramonterà,&lt;br /&gt;mi fermo al rosso del semaforo&lt;br /&gt;che mi dà tempo ancora un po’&lt;br /&gt;prima che la moto torni al suo garage.&lt;br /&gt;Il bambino su quell’auto&lt;br /&gt;guarda indietro e vede me,&lt;br /&gt;alza il braccio, fa un saluto,&lt;br /&gt;che bello è,&lt;br /&gt;mi fa sentire che&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;basta un giorno così&lt;br /&gt;a cancellare centoventi giorni stronzi e&lt;br /&gt;basta un giorno così&lt;br /&gt;a cacciarmi via tutti gli sbattimenti che&lt;br /&gt;ogni giorni sembran sempre di più,&lt;br /&gt;ogni giorno fan paura di più,&lt;br /&gt;ogni giorno per non adesso, adesso, adesso&lt;br /&gt;che c’è un giorno così.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HGn2dkxF9OM&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HGn2dkxF9OM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-3188025198997118025?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/3188025198997118025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=3188025198997118025' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3188025198997118025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/3188025198997118025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/un-giorno-cosi.html' title='Un giorno così'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SqZ-9bbdudI/AAAAAAAABFk/LeFKZG-Fb6E/s72-c/Strada.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-2086902104909826492</id><published>2009-09-03T11:19:00.003+02:00</published><updated>2009-09-03T11:22:23.917+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Libri'/><title type='text'>L'amore non guasta</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sp-KsJ9MQeI/AAAAAAAABFc/W0wVjV0NK0o/s1600-h/Coe+-+L%27amore+non+guasta.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5377168971295113698" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 313px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sp-KsJ9MQeI/AAAAAAAABFc/W0wVjV0NK0o/s320/Coe+-+L%27amore+non+guasta.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi piace molto Jonathan Coe, il suo modo di raccontare, di creare storie. “La banda dei brocchi” mi colpì per il titolo, “Circolo chiuso” ne era il seguito naturale, e da lì in poi è stata una vera passione. Così, da quel punto centrale, sto percorrendo due strade, una in avanti, con i nuovi libri che scrive, e una indietro, ripercorrendo il sentiero che lo ha portato a creare le sue opere più recenti. Alcuni scrittori nascono già adulti, nel senso che anche i loro romanzi d’esordio hanno le caratteristiche dell’opera completa e pienamente cosciente di sé. Naturalmente, nel loro percorso letterario, anche questi autori conoscono delle evoluzioni, o involuzioni, che li portano a modificare il loro stile di scrittura. Jonathan Coe, invece, è uno scrittore che è nato bambino ed è cresciuto attraverso i suoi romanzi, ed è molto interessante rivedere questo processo di crescita attraverso le sue opere. Da quel che ho capito, il giro di boa è costituito da “La famiglia Winshaw”, l’unico romanzo che manca al mio appello oltre all’ultimo, appena acquistato. Ma mi riprometto di colmare questa lacuna quanto prima. Tutto questo era per dire che, se “L’amore non guasta” fosse stato il primo romanzo di Coe che avessi letto, probabilmente adesso non ne parlerei. Lo sto facendo proprio per seguire questo percorso di maturazione attraverso la scrittura che l’autore ha intrapreso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si capisce subito che “L’amore non guasta” è un romanzo giovane, ancora grezzo, non tanto dal punto di vista stilistico quanto da quello concettuale. La capacità di creare vite e personaggi che ho conosciuto negli ultimi romanzi qui è presente solo in embrione, come un piccolo seme, nascosto sotto la terra, che aspetta la pioggia per mostrare quanto grande e forte sarà l’albero a cui darà origine. La storia non è affatto banale, e questo fa storcere ancora di più il naso, perché fa risaltare ulteriormente che avrebbe avuto bisogno di personaggi più vivi. La tarda adolescenza è un’età cruciale nella formazione di un uomo, quella nella quale, più che in ogni altra, si decide cosa sarà un uomo. Purtroppo, Robin vive questo passaggio in maniera travagliata e confusa, tra un’università frustrante e una vita sociale praticamente inesistente. Una vita che lui stesso sente il bisogno di provare a definire, scrivendo. Ma anche come scrittore, Robin, a detta di quanti hanno letto le sue storie, non riesce ad essere più che mediocre, e nessuno si rende conto che in quelle opere, in quei nomi, sono in realtà rappresentate due persone reali, Robin stesso e una donna il cui nome inizia sempre per K, il ricordo di un amore lontano e mai dichiarato che lo tortura e lo avvilisce. Proprio in questo contesto, Robin sente crescere una sensazione di catastrofe imminente, qualcosa che solo un tocco d’amore potrebbe forse aggiustare. In fondo, l’amore non guasta mai. Ma anche in questo Robin si riconosce impotente, del tutto incapace perfino di scegliere l’oggetto del suo amore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come dicevo, un romanzo che ci porta l’abbozzo di quello che saranno tutte le sue opere seguenti, come un primo schizzo di una tela che solo con il tempo e la pazienza la mano del pittore arricchirà dei particolari. Per adesso, i volti di questi personaggi sono solo degli ovali con una linea in mezzo, in futuro diventeranno talmente nitidi da sembrare vivi, con le loro storie, presenti e passate, e i loro intrecci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;“Cosa ci trovava di così attraente in Kate?”.&lt;br /&gt;“Non so che risposta lei si aspetti da me a questa domanda. Uno concepisce un’ossessione e poi ci si attacca: la ragione non c’entra. Kate era bellissima e intelligente, per quello che può contare, ma il mondo è pieno di donne bellissime e intelligenti, e molte di loro io non le trovo attraenti. Col senno di poi, mi sembra di poter dire che eravamo ben assortiti, e mi brucia non essere stato abbastanza sveglio o coraggioso da capirlo sul momento. Come molte persone, mi piace trascinarmi questo senso dell’occasione perduta, perché dà alla mia vita una sorta di patina estetica ed è una buona scusa per sentirmi infelice quando le cose non vanno bene. Posso sempre dire a me stesso ‘Ah, se avessi sposato Kate’, e fingere che il problema vero sia quello”.&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-2086902104909826492?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/2086902104909826492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=2086902104909826492' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2086902104909826492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/2086902104909826492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/09/lamore-non-guasta.html' title='L&apos;amore non guasta'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Sp-KsJ9MQeI/AAAAAAAABFc/W0wVjV0NK0o/s72-c/Coe+-+L%27amore+non+guasta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-8698305611292204672</id><published>2009-08-27T11:48:00.008+02:00</published><updated>2009-08-27T11:56:49.539+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>L'assenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZX6NKQGiI/AAAAAAAABE8/RF0hIbceKd8/s1600-h/03.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 400px; DISPLAY: block; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374579862789954082" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZX6NKQGiI/AAAAAAAABE8/RF0hIbceKd8/s400/03.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando quel qualcosa che conosci e che ti rende felice si allontana, ti manca. Ti manca al punto che ogni pensiero libero è per quella persona, ogni volta che guardi un punto indefinito pensi a lei, ogni volta che vai a dormire muovi il braccio nel posto accanto e pensi a quella mano che hai stretto, a quel profumo che hai sentito, a quella pelle che hai baciato. Vederla girarsi verso di te e sorridere ad ogni sguardo, sentirla accompagnare i tuoi gesti con i suoi, sentire quel corpo vicino al tuo ti fa desiderare che il tempo si fermi. E quando il tempo riparte, vale a poco sapere che pochi giorni dopo la rivedrai. Quello che ti manca è il qui e l’adesso. Vorresti guardarla e dirle che c’è un solo posto dove puoi stare, e quel posto è ovunque accanto a lei. Quando non senti più nessun odore, quello è l’odore della solitudine. E aspettare significa camminare con passi lenti, verso quel qualcosa che ormai sai che arriverà, ma proprio per questo ti sembra sempre un po’ troppo lontano. Ma in questa lentezza, in questo alone di tristezza, c’è la possibilità di essere felici. Perché non tutti hanno l’occasione di essere tristi perché la persona che amano è distante, alcuni possono solo essere tristi perché non hanno nessuna persona da amare. Ho provato questa seconda tristezza per molto tempo, e ora ho la fortuna di provare la prima. Per questa tristezza, questa malinconia, questa assenza che mi fai provare, ti ringrazio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZXsrhd6ZI/AAAAAAAABE0/StOeLBlfpSw/s1600-h/04.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5374579630422223250" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZXsrhd6ZI/AAAAAAAABE0/StOeLBlfpSw/s320/04.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assenza – Fiorella Mannoia &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZW2KLy1EI/AAAAAAAABEU/01ChWY-JJPc/s1600-h/04.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarai distante o sarai vicino,&lt;br /&gt;sarai più vecchio o più ragazzino,&lt;br /&gt;sarai contento o proverai dolore,&lt;br /&gt;starai più al freddo o starai più al sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco un posto dove puoi tornare,&lt;br /&gt;conosco un cuore dove attraccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se chiamo forte potrai sentire,&lt;br /&gt;se credi agli occhi potrai vedere,&lt;br /&gt;c’è un desiderio da attraversare,&lt;br /&gt;e un magro sogno da decifrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco un posto dove puoi tornare,&lt;br /&gt;conosco un cuore dove attraccare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco un posto dove puoi tornare,&lt;br /&gt;conosco un cuore dove puoi stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piovono petali di girasole&lt;br /&gt;sulla ferocia dell’assenza,&lt;br /&gt;la solitudine non ha odore,&lt;br /&gt;ed il coraggio è un’antica danza.&lt;br /&gt;Tu segui i passi di questo aspettare,&lt;br /&gt;tu segui il senso del tuo cercare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Conosco un posto dove puoi tornare,&lt;br /&gt;conosco un cuore dove puoi stare. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/LwYbCOWIwlU&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/LwYbCOWIwlU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8666728006280951197-8698305611292204672?l=adryss.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://adryss.blogspot.com/feeds/8698305611292204672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8666728006280951197&amp;postID=8698305611292204672' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8698305611292204672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8666728006280951197/posts/default/8698305611292204672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://adryss.blogspot.com/2009/08/lassenza.html' title='L&apos;assenza'/><author><name>Adryss</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01690594389828468282</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_7yi1IyW7DIM/R2FrUgrVuDI/AAAAAAAAAG4/tqMAnTizcLY/S220/Ghibli.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/SpZX6NKQGiI/AAAAAAAABE8/RF0hIbceKd8/s72-c/03.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8666728006280951197.post-9113746414560063124</id><published>2009-08-17T03:05:00.002+02:00</published><updated>2009-08-17T03:18:57.679+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Dal profondo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Nient'altro che noi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Soiv2Yk97dI/AAAAAAAABD8/1oGhrBS4P2Q/s1600-h/Bacio+01.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5370735904484617682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 306px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_7yi1IyW7DIM/Soiv2Yk97dI/AAAAAAAABD8/1oGhrBS4P2Q/s400/Bacio+01.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi segue questo blog da un po’ sa bene che non sono nuovo a post mooolto lunghi. Quando un argomento mi piace, ne parlo. Però ci sono cose di cui è troppo difficile parlare, delle sensazioni che le parole difficilmente possono esprimere. In questo periodo della mia vita mi sta capitando proprio questo. Mi trovo a provare sentimenti così belli che difficilmente potrei parlarne. Come si fa a descrivere quello che si prova a stare accanto alla persona che desideri, a guardarla, a stringerla. Queste cose si possono solo provare, non raccontare. E credo che tutti, almeno una volta nella vita, abbiano il diritto di provare quello che sto provando io adesso. Per darvi un’idea di quello che sento, mi affido alle parole della canzone, che già dal titolo esprime un concetto basilare dello stare insieme: non ti serve nient’altro. Quando sei con quella persona, tutto il resto è solo un contorno, un’aggiunta. Piacevole, certo, a volte emozionante. Ma senza tutto il resto non cambierebbe niente in quelle due persone, mentre senza l’altro tutto il resto non conta più niente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nient’altro che noi – 883&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei stare ore e ore qui ad accarezzare&lt;br /&gt;la tua bocca ed i tuoi zigomi, senza mai parlare,&lt;br /&gt;senza ascoltare altro, nient’altro che il tuo respiro crescere,&lt;br /&gt;senza sentire altro che noi, nient’altro che noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei stare fermo immobile, solo con te addosso,&lt;br /&gt;a guardare le tue palpebre chiudersi a ogni passo&lt;br /&gt;della mia mano lenta che scivola sulla tua pelle umida,&lt;br /&gt;senza sentire altro che noi, nient’altro che noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è niente al mondo che valga un secondo&lt;br /&gt;vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo, un tuo movimento.&lt;br /&gt;Perché niente al mondo mi ha mai dato tanto&lt;br /&gt;da emozionarmi come quando siamo noi, nient’altro che noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potrei perdermi guardandoti mentre stai dormendo,&lt;br /&gt;col tuo corpo che, muovendosi, sembra stia cercando&lt;br /&gt;anche nel sonno di avvicinarsi a me, quasi fosse impossibile&lt;br /&gt;per te sentire altro che noi, nient’altro che noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è niente al mondo che valga un secondo&lt;br /&gt;vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo, un tuo movimento.&lt;br /&gt;Perché niente al mondo mi ha mai dato tanto&lt;br /&gt;da emozionarmi come quando siamo noi, nient’altro che noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è niente al mondo che valga un secondo&lt;br /&gt;vissuto accanto a te, che valga un gesto tuo, un tuo movimento.&lt;br /&gt;Perché niente al mondo mi ha mai dato tanto&lt;br /&gt;da emozionarmi come quando siamo noi, nient’altro che noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/RPv6MAz_HwY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;rel=0"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;br /&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RPv6MAz_HwY&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/86667280
