Tutto questo casino per cercare di farvi capire la mia ritrosia per
Ma allora di che cavolo sto parando? Sto parla


Siamo appena entrati nel secondo decennio del 2000, tra poco potremo tornare a usare frasi come “è nato nel ‘12” o “scade nel ‘14”. Eppure stasera (14.01.2010) accendendo il televisore, mi sono sentito catapultato mille anni nel passato. Eravamo ancora in quella che va sotto il nome di Età di mezzo quando le massime autorità del tempo (quelle ecclesiastiche) decidevano cosa poteva essere scritto e cosa no. La frase “Nihil obstat quominus imprimatur” (nulla impedisce che sia stampato), un marchio a tutti gli effetti, era il requisito fondamentale perché un’opera scritta potesse essere divulgata, e la cosa avveniva solo quando l’opera in questione veniva approvata da chi gestiva i mezzi di comunicazione di allora. Eppure, dopo mille anni, non abbiamo ancora imparato che non basta un timbro (o la mancanza di esso) per impedire a un’idea di circolare. Scritti e documenti clandestini di ogni tipo se ne infischiavano altamente di timbri più o meno sacri e trasmettevano già allora la cosiddetta parola del demonio.
Ebbene sì, finalmente ci siamo. Tra meno di quarantotto ore sarò su un aereo insieme a un paio di amici, diretti a Pisa, dove staremo durante quella che sarà la mia prima esperienza lucchese. A beneficio di quanti non sanno di cosa sto parlando, dico subito che “Lucca Comics & Games” è la principale mostra-mercato italiana dedicata al fumetto, al gioco e all’animazione. Giunta alla sua 43esima edizione (giusto per darvi un’idea, il Salone Nautico di Genova festeggerà le cinquanta edizioni nel 2010), la fiera di Lucca è il punto di riferimento di tutti coloro che in Italia sono appassionati di fumetti, giochi di ruolo, videogames e animazione. Sebbene per fortuna nel corso degli anni dalle sue costole siano nate e continuino a nascere numerose figlie, come Cartoomix a Milano, Mantova comics, Rimini comics, Romics e tante altre, Lucca continua ad essere l’appuntamento fisso, nel week-end tra fine ottobre e i primi di novembre, per gli appassionati di tutta Italia. Ma Lucca non è solo un posto dove compare fumetti che non si trovano nelle proprie città per colmare i buchi delle collezioni, o dove trovare un gioco di ruolo particolare. Lucca è un mondo fantastico in cui si entra come Alice attraverso lo specchio. A Lucca puoi camminare per strada e trovarti accanto un tizio vestito da samurai e un altro vestito da pilota di astronavi. Puoi stare ore a guardare un tale seduto su uno sgabello che, uno dopo l’altro, crea capolavori su carta per fotocopie. Puoi posare una montagna di fumetti sul tavolo di uno che ha
i sempre e solo letto tra i nomi dei crediti degli albi che hai a casa e vedere che te li autografa con un sorriso. Puoi sederti a un tavolo e giocare per ore a carte con qualcuno che durante tutto il resto dell’anno sta a duemila chilometri di distanza da te. Puoi assistere a conferenze, incontri con autori, lezioni, interviste sul mondo del fumetto e della comunicazione figurata, sulla simbologia e sulla filosofia dei personaggi e di chi li crea, sulle nuove prospettive nel mondo dell’arte grafica in Italia e nel mondo. Quest’anno sono attesi centoquarantamila visitatori. Quest’anno, “Lucca Comics & Games” è stata presentata al parlamento europeo come manifestazione culturale di rilevanza internazionale, inserendosi nel dialogo dei problemi del paese. Quest’anno è stato creato Bat-Barroso, un uomo senza superpoteri che lotta contro i criminali che a tutti i livelli affliggono la società e che cerca di risolvere i problemi vivendoli al loro interno. Da quei quattro sprovveduti che sfidavano le intemperie nel con addosso delle cerate gialle e qualche banchetto dove appoggiare fumetti sparsi, se ne è fatta di strada.
inghiottita nel nulla. E non sarà facile. Ma forse, questa è una cosa positiva. Perché in fondo voglio dare ragione al dottor Kelso: “Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità”. Questa è una cosa che conta. Almeno per me. Forse l’unica cosa che conta. Voglio che lo sia. E per concludere non posso fare a meno di riportare un’altra citazione che mi è appena tornata in mente, stavolta da un luogo che ricordo dove si trovi: “Non può piovere per sempre”.
Ringrazio di cuore l'amica (ormai credo che posso definirti così anche se non ci siamo mai nè visti nè parlati di persona) Fra, che mi ha nominato sul suo blog insieme ad altri come vincitore di questo premio. Un premio che mi sembra bello sottolineare nei suoi intenti riprendendo le stesse parole di Fra (che forse sono quelle di chi originariamente ha ideato il premio):
in vigore. E vorrei che ponesse fine a qualsiasi iniziativa di guerra da parte delle forze armate americane e che si impegnasse attivamente perché anche tutti gli altri capi di stato dei paesi coinvolti in quelle azioni seguano il suo esempio. Mi rendo conto che è solo un sogno. Non molto tempo fa era un sogno che un nero diventasse presidente degli Stati Uniti d’America. Realizzare quest’ultimo forse può voler dire che è possibile realizzare anche gli altri. “C’è sempre speranza”.