venerdì 1 maggio 2009

"We are fools to make war..."

Un amico mi ha passato l’intera discografia dei Dire Straits e, mentre riordinavo i files e li raggruppavo nelle cartelle, ho deciso di riascoltare l’album che me li fece conoscere ed apprezzare. Era il “The very best of Sultans of swing”, e insieme a canzoni come quella che dà il titolo all’album, a “Lady writer”, a “Romeo and Juliet”, c’era anche “Brothers in arms”. Ricordo che la prima volta che la ascoltai ne fui talmente colpito che andai letteralmente a studiarmi il testo (per quanto io mastichi un po’ di inglese non è facile capire tutto di una canzone). In particolare, mi aveva colpito proprio il verso che ho scelto come titolo di questo post, uno dei pochi che avevo capito già al primo ascolto. La parola “fools” è stata quella che mi si è conficcata nella testa peggio di una lama di coltello. Stupidi. “Siamo stupidi a fare la guerra ai nostri fratelli in armi”. Non mi sento di tradurre altro. La musica non conosce lingua, è una lingua a parte, e le parole sono musica in questa canzone. Per questo voglio invitare tutti quelli che passano di qui ad ascoltarla con molta attenzione. Smettete di fare quello che state facendo per appena quattro minuti e cinquantacinque secondi della vostra vita e lasciate che questa melodia vi susciti qualcosa dentro. E vorrei tanto che ad ascoltarla ci fossero anche i nostri signori della guerra, di cui non voglio scrivere i nomi per non sporcare questa seppur misera pagina con un elenco fin troppo lungo per essere tollerabile. Perché credo che, se parliamo di guerra, tutti noi sei miliardi e rotti di persone che sconsideratamente ci ostiniamo ad abitare questo pianeta possiamo definirci semplicemente “fools”.


Dire Straits – Brothers in arms – 1985

These mists covered mountains
are a home now for me
but my home is the lowlands
and always will be
some day you’ll return to
your valleys and your farms
and you’ll no longer burn to be brothers in arms.

Through these fields of destruction
baptismus of fire
I’ve watched all your suffering
as the battles raged higher
and though they did hurt me so bad
in the fear and alarm
you did not desert me my brothers in arms.

There’s so many different worlds
so many different suns
and we have just one world
but we live in different ones.

Now the sun’s gone to hell
and the moon’s rising high
let me bid you farewell
every man has to die.
But it’s written in the starlight
and every line on your palm
we are fools to make war
on our brothers in arms.


3 commenti:

veronica ha detto...

non ho niente da dire, il tuo post è perfetto. ascolto insieme a te ti va? fermo i miei secondi e respiro

Fra ha detto...

La musica dei Dire Straits parla direttamente al cuore...romeo&juliet fu la prima canzone che il moroso mi dedicò...alcuni minuti di pausa per godere di questa poesia!
un abbraccio
fra

Vision ha detto...

bello il blog; visto ciò che posti potrebbe interessarti il mio sull'animazione.

ciao, a presto