giovedì 14 febbraio 2008

Wolf's rain

Wolf's rain sigla apertura - Stray

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Spesso sono stati considerati il prodotto di una subcultura rivolta solo ai ragazzini, come se i ragazzini non fossero capaci di comprendere o interpretare eventi come l’amore, la morte, la solitudine. E visto che è di questo, e di molto altro, che trattano gli anime, perché mai dovrebbero interessare solo ai bambini, e perché un adulto a cui piacciono deve essere per forza superficiale, per non dire stupido? Ovviamente, tutte queste sono solo domande retoriche, nessuna di queste affermazioni può essere accettata come vera. Con questo non voglio dire che tutti gli anime hanno lo stesso valore, così come non ce l’hanno tutti i film o tutti i libri indistintamente. Ci sono opere che meritano di essere viste o lette e altre che sarebbe meglio non fossero mai state prodotte.

Per chi non lo sapesse, gli anime sono i cosiddetti cartoni animati, termine che a me non piace affatto. Sarebbe meglio chiamarli film d’animazione, quando si tratta dei lungometraggi, e semplicemente anime quando si tratta delle serie.
“Wolf’s rain” è un anime particolare. Condensandolo e stringendolo il più possibile, o semplicemente affidandolo alle mani di altri autori, il soggetto potrebbe essere ridotto ad un’ora, massimo due, mentre in questa opera gli eventi si dilatano in maniera quasi opprimente. I silenzi, più che le parole, sono protagonisti degli episodi, insieme ai paesaggi surreali e metafisici. E tutto questo è funzionale al messaggio che l’intera opera si propone di manifestare, ma di cui parlerò in seguito.

La storia può sembrare semplice, almeno ad una prima occhiata. Kiba è uno degli ormai pochi rappresentanti della razza dei lupi, che, seguendo un’irresistibile odore di fiori, giunge in una città in cui incontra altri della sua stessa razza. Tre in particolare sono i lupi che entreranno a far parte della sua avventura: Hige, un bonaccione che preferisce non rischiare e vivere alla giornata, Tsume, un teppista che si dedica al furto e sfrutta gli umani per i suoi comodi, e Toboe, un cucciolo un po’ ingenuo e indifeso. È strano che tanti lupi, che tutti credono estinti, si siano radunati nello stesso posto. E infatti non è per niente un caso. In questa città di trova Cheza, la fanciulla del fiore, un essere molto particolare, che è sottoposta a studi scientifici di cui è responsabile la dottoressa Cher Degre. Cheza è stata creata dai nobili del casato dei Darcia per i loro scopi, rimasti oscuri a tutti, ma, per un motivo particolare, la fanciulla del fiore e i lupi si attraggono a vicenda. Ma anche l’ultimo dei Darcia è interessato a Cheza, così come i funzionari del governo responsabili degli studi su di lei. Tutto questo costringerà Kiba e il suo gruppo a un continuo inseguimento alla ricerca della fanciulla. Ma perché Cheza è così importante? Nel libro della luna, testo antico che solo pochi eletti hanno potuto leggere, è scritto che la fanciulla del fiore e il sangue di lupo sono la chiave per aprire il Rakuen, un luogo misterioso in cui crescono i fiori della luna, una sorta di eden per la stirpe dei lupi. Kiba è guidato da una voce, nella sua ricerca di Cheza, che gli dice di andare nel Rakuen, ma anche Darcia vuole aprire un suo Rakuen, utilizzando la tecnologia dei nobili e i segreti del libro della luna per riportare in vita il suo amore perduto.

Già questo basterebbe per rendere l’anime molto interessante. Ma non c’è solo questo in Wolf’s rain. Alcuni dettagli sono molto interessanti e innovativi, ad esempio il fatto che i lupi siano in grado di ingannare gli occhi degli uomini assumendo sembianze umane, ma vi sono anche numerosi messaggi più profondi.

Frammento dall'episodio 1 - La città degli ululati

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Il tema conduttore delle vicende di tutti i personaggi è la ricerca ossessiva di un qualcosa che continua a sfuggire. Per Kiba e Cheza è il Rakuen dove lei deve condurlo, così come per i suoi compagni, anche se ognuno è guidato da sentimenti diversi. Tsume, il più orgoglioso ed egoista, riscopre il senso del branco di cui si era quasi dimenticato vivendo con gli umani. Per Toboe è importante ritrovare gli affetti perduti e crescere come individuo, dimostrando che non è solo un inutile moccioso. Hige nasconde un passato oscuro, e il collare che porta e il suo modo di fare menefreghista ne sono un sintomo. Ma anche tutti gli altri sono alla ricerca spasmodica di qualcosa: Darcia che vuole un Rakuen dove far rivivere il suo amore, il cacciatore Quent Yaiden che cerca i lupi per vendicarsi del massacro della sua famiglia, l’agente Hubb Lebowski che riscopre i suoi sentimenti per Cher e vuole riconquistarla, Cher che cerca una risposta agli enigmi rappresentati da Cheza. Alla fine, ognuno troverà le sue risposte, e poco importa che queste saranno diverse da quelle che si pensava all’inizio. In fondo, tutto l’anime è una lunga, emozionante poesia che dimostra che il vero senso del viaggio è viaggiare, che non importa quello che si trova alla fine della corsa, ma importa quello che si prova mentre si corre. Il vero Rakuen, quello che anche tutti noi ci affanniamo a cercare nelle nostre vite, non è quello che troverà Kiba alla fine del suo viaggio, perché il Rakuen gli è sempre stato accanto, anzi è sempre stato dentro di lui e dentro i suoi compagni. Un Rakuen che cresce e matura un passo alla volta al ritmo di quelle orme lasciate sul terreno.

Per concludere, un cenno meritano gli splendidi paesaggi rappresentati dai creatori dell’anime (lo studio BONES, per la precisione). Sia quelli naturali che quelli metropolitani, tutti stordiscono con la loro immensità immobile. Lande desolate si alternano a profili di grattacieli, distese innevate a cunicoli fognari, il tutto immerso in quel silenzio opprimente di cui parlavo all’inizio, che serve a far risaltare i pensieri ossessivi e le riflessioni intimistiche che si alternano nella mente dei personaggi.

In definitiva, Wolf’s rain è uno di quegli anime ‘adulti’, che non servono solo a piazzare i bambini davanti alla televisione per farli stare buoni. È una di quelle opere che vanno gustate, metabolizzate e poi riviste, meglio ancora soffermandosi a contemplare alcuni frammenti, alcuni fotogrammi particolari e molto intensi. Un consiglio: bisogna guardarne almeno quattro – sei episodi di seguito, proprio per quell’incedere incredibilmente lento con cui si svolgono le vicende, che renderebbe tutto troppo poco coinvolgente se spalmato in un tempo troppo lungo.


Wolf's rain sigla chiusura - Gravity

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8 commenti:

veronica ha detto...

Non ho mai visto un anime...forse solo Nana, se rientra in questa categoria, e il genere non mi ha mai affascinato particolarmente...ma la tua recensione è così appassionata che mi hai fatto venire voglia!!

Adryss ha detto...

Grazie per il complimento! "Wolf's rain" è un'opera bellissima, ma ce ne sono tante altre che meritano attenzione, come "Neon Genesis Evangelion" (estremamente complessa), "Full Metal Panic!" (molto divertente ma anche intensa), "Saiyuki" (deisamente particolare), e tanti altri. In ogni caso, non credo proprio che tu non abbia mai visto un anime: vuoi farmi credere che non hai mai visto cose come Lady Oscar, Candy Candy, Mila e Shiro, Heidi, Pollon, Georgie e altre centinaia che adesso non sto qui ad elencare? Perchè tutti questi non sono altro che anime...

Adryss ha detto...

Dimenticavo: hai guardato lo spezzone del primo episodio che ho inserito come video? E' un passaggio bellissimo, credo che racchiuda in sè tutto il senso dell'anime: il viaggio, la ricerca, l'orgoglio, la vita di un lupo. Non è stato facile sceglierlo, ma ogni volta che lo guardo, mi emoziono io stesso...

veronica ha detto...

Certo, visto tutto!!Molto suggestivo infatti...

Se il genere comprende anche quei titoli, allora si che ho visto un anime!!

Valentina Ariete ha detto...

L'ho intravisto quando lo facevano su Mtv, ma ho visto solo qualche pezzo.

Mi ricordo che la grafica era molto bella.

Se riesco a recuperarlo me lo vedo, da come lo descrivi sembra un capolavoro.

Sun Mtv ho seguito Trigun e Hynuyasha (oddio si scrive così?!), che mi sono piaciuti molto.

Gli anime seri, e soprattutto non censurati,purtroppo li fanno solo ad orari improponibili...

Adryss ha detto...

Procurare Wolf's rain non è facile, soprattutto perchè gli ultimi quattro episodi non sono mai stati trasmessi in televisione (sono i cosiddetti OAV), anche se sono stati doppiati in italiano. Io ce li ho tutti e 30, se non li dovessi trovare fammelo sapere, penserò io a mandarteli. Certo, mi servirà il tuo indirizzo di posta (quella di carta, non elettronica!)

Enrico ha detto...

Ho appena finito di vedere Wolf's Rain... che dire, stupefacente. Completamente d'accordo sul fatto che ci sono "cartoni" e "cartoni".
Tra la tua lista di anime che vale la pena vedere però non hai messo il mio indubbio preferito: Cowboy bebop! Ahi ahi ahi!
PS: Candy Candy è un anime, ma come hai detto tu non tutti valgono la pena hahaha
Un saluto,
Spike

Adryss ha detto...

Mi fa piacere che sia piaciuto anche a te. Ovviamente quella "lista" era solo per citare alcuni esempi, non sono certo quelli i miei preferiti (questi ultimi non si contano). Devo dire però che "Cowboy bebop" mi è piaciuto ma non mi ha entusiasmato. Non so, forse l'ho visto un po' troppo superficialmente e dovrei rivederlo, ma il tempo è sempre troppo poco.