lunedì 7 luglio 2008

Confini

Nel meme mandatomi da Veronica, dicevo che non avevo voglia di spiegare, uno per uno, i motivi delle mie quattro scelte, e mi ripromettevo di riparlarne in seguito. Voglio parlare adesso del personaggio del telefilm, la dottoressa Meredith Grey, protagonista di “Grey’s anatomy”, interpretata magistralmente da Ellen Pompeo. Un’altra serie sui medici, direte voi, non se ne può più, si è perso il conto! In effetti è un po’ così, ma questa devo dire che si merita un secondo posto di tutto rispetto nella mia personale classifica di gradimento, dietro l’invincibile “Scrubs” e davanti al “Dr. House” che nelle ultime due stagioni ha perso parecchi punti. “Grey’s anatomy” è molto incentrato sulle vicende personali dei protagonisti, prima tra tutte Meredith, piuttosto che sulla medicina vera e propria. Questa è più che altro un sottofondo, e spesso un pretesto per fare delle riflessioni e trarre degli insegnamenti. Inoltre, è carino il fatto che i protagonisti siano specializzandi alle prime armi, che si confrontano per la prima volta con una realtà molto più grande di loro.

Ma parliamo di Meredith. Contrariamente ad altre serie televisive, la protagonista non è l’unica a interpretare il ruolo di bella della situazione, anzi. A contenderle questo primato, da un punto di vista strettamente estetico, ci sono due pezzi da novanta del calibro di Kate Walsh e Katherine Heigl. Tempo fa parlavo con una ragazza di questo argomento, e lei sosteneva che Meredith delle tre era proprio la meno interessante. “È scipita”, mi ha detto, usando un termine che di solito si usa per indicare una pietanza poco saporita. E a onor del vero va detto che le altre due sono molto più appariscenti. In effetti, non mi hanno mai attirato le donne troppo appariscenti. E nemmeno quelle troppo esuberanti. A me piacciono le figure semplici, magari quelle con qualche piccolo difetto, o comunque... non so come dirlo in maniera precisa... la parola migliore che mi viene è ‘piccoline’. Niente tette enormi, niente labbra carnose, niente fianchi larghi. Il mio ideale di ragazza, dal punto di vista dell’aspetto, è proprio lei.

Ma non è certo questo, da solo, che può far nascere un interesse. È il carattere, il modo di pensare, l’intimità di una Meredith Grey che mi attirano da morire. Anche adesso, non so se riuscirò a spiegarmi bene, e proprio per questo alla fine ho inserito questo breve filmato. Come dice lei stessa in una puntata della seconda stagione, rivolta ad un ragazzo, “Se fossi in te, io proprio... mi eviterei”. Avete presente il personaggio sempre allegro e sorridente, che non si scoraggia mai, che affronta tutto nella maniera migliore? Ecco, Meredith è tutta l’opposto. Incasinata da morire nella vita familiare, non le riesce di trovare pace nemmeno nei rapporti con i suoi amici e colleghi, con i quali spesso sorgono contrasti e incomprensioni. Tra l’altro, si incasina ancora di più la vita andando a letto prima, e innamorandosi poi, di uno dei suoi capi in ospedale. Lei ci prova ad evitare i guai, ma molto spesso non ci riesce. Quindi, fino a qui, può sembrare un personaggio nichilista, cupo e triste, incapace di rapporti sociali sani. Come si può essere attratti da qualcuno fatto in questo modo? E poi, ecco la magia. Meredith ha una incredibile capacità, che io adoro: riesce a tirare fuori il meglio da tutto e da tutti. A volte basta un attimo, altre volte ci vuole tempo, ma alla fine, tutti le vogliono bene perché lei trova il buono in tutti. La giornata può andare male fino all’inverosimile, ma se a casa ci sono due amici e un barattolo di gelato, ecco che ritorna il sorriso. E qui veniamo al filmato qui sotto. È lo spezzone finale del secondo episodio della prima stagione, e mi capita spesso di rivederlo, perché mi era piaciuto talmente tanto la prima volta che ho voluto isolarlo per assaporarlo per bene fino in fondo. In questo frammento, forse più che in altri, Meredith dà prova di quella qualità di cui dicevo. Alla fine di una giornata pesante in ospedale, Meredith si accorge che nella vita ci si trova di fronte a dei limiti, come delle linee invisibili tra le quali dobbiamo districarci. Questi limiti esistono per un motivo, ma qual è questo motivo? Spingerci a rispettarli, imparando a fare delle scelte, o piuttosto tentarci a oltrepassarli? Ci sono dei rischi in questi due diversi modi di fare? E che cosa si ottiene nell’uno e nell’altro caso? La risposta di Meredith la trovate qui sotto, ed è proprio quest’ultima frase che mi farebbe innamorare di lei, se esistesse realmente.

4 commenti:

veronica ha detto...

Il post è bellissimo, la frase di lei è bellissima, il principio espresso anche...ma lei è di una deprimenza infinita! Questa è una delle uniche scene in cui ride.Potrebbe essere colpa della doppiatrice, non lo so...ma io certo preferisco la spumeggiante Icey o la bizzarra e gelida Cristina...hanno uno spessore che a Meredith manca!

Ma...de gustibus non disputandum est :P

Adryss ha detto...

Allora...
La doppiatrice è Giuppy (Federica) Izzo, ed è la migliore in Italia nel suo campo, non si discute!
Per il resto, come hai detto tu, è questione di gusti, e come dicevo nel post, anche il suo nichilismo fa parte del suo fascino. Non so cosa sia stato di preciso, ma mi ha stregato fin da subito. Peccato che non ne troverò mai una così. E poi non è vero che non sorride mai. Bisogna solo saperli vedere, i sorrisi che contano.

Valentina Ariete ha detto...

Oddio io per certi aspetti sono un pò così...ma riconosco che mi faccio veramente troppe "pippe mentali" (se mi passi il termine) e spesso la gente non mi capisce...

Infatti sono sola...

Nessuno ha il coraggio di provare a capirmi.

E forse per loro è meglio così.

A questo punto sei tu che sei un miraggio!

^_^

Adryss ha detto...

Credo che ti scriverò una mail, su questo commento... magari ne parliamo.