lunedì 26 maggio 2008

Indiani (a caval donado)

Ascoltavo quasi per caso il nuovo album di Elio e le storie tese, copiato da un amico che me l’aveva consigliato, mentre montavo una zanzariera nella finestra della mia stanza da letto. Preso da quello che stavo facendo, non prestavo moltissima attenzione alle parole delle canzoni, mi facevo per lo più prendere dalla musica. Poi, in un momento di pausa, mi sono soffermato su questa canzone. L’ho riascoltata più volte, cercando di coglierne il significato. Non so se ci sono riuscito, in fondo non conosco l’opinione di chi l’ha scritta sull’argomento, ma mi piace pensare che sia un tributo alle ingiustizie subite dai nativi americani. Il fatto è che tutto ci sembra sempre estremamente lontano da noi, nel tempo come nello spazio, e ci dimentichiamo troppo spesso di quello che è successo e ancora oggi succede a due passi da noi. Quelle che una volta erano distanze infinite oggi sono poco più che passeggiate, luoghi sconosciuti e lontani ora si trovano appena girato l’angolo, eppure, purtroppo, ci dimentichiamo di quello che succede lì. Esempi se ne potrebbero fare tantissimi: il Tibet, la Birmania, la Cecenia o, per restare a casa nostra, i Balcani. Però la canzone parla dei Pellerossa e quindi mi riferirò a loro.

“Indiani (a caval donado)” si riferisce all’abitudine dei coloni americani di ‘risarcire’ i nativi del furto delle loro terre con degli insulsi regali, che loro, anche se sconfitti e confinati nelle riserve, si ostinavano a rifiutare. Con il tono ironico che contraddistingue la loro musica, Elio e le storie tese ci ricordano la dignità e l’orgoglio di un popolo calpestato e umiliato, ma non per questo sconfitto. Purtroppo ormai resta ben poco di una cultura che trova le sue origini circa ottomila anni fa, ma non sarebbe male andare a riscoprire quelle tradizioni, quel modo di intendere la vita e tutto ciò che ci circonda.

“Il gran padre bianco ci dice di vendere a lui le nostre montagne in cambio di molti biglietti verdi, ma come si fa a vendere le montagne? Le montagne non sono un fucile, un cavallo. Queste cose si possono vendere, ma la terra non è una cosa che si può vendere, non è di nostra proprietà, noi ci abitiamo soltanto, e vogliamo continuare a vivere in pace”.

Di sicuro il loro era un mondo più difficile, più duro, ma forse era anche più felice di quello in cui viviamo noi gente ‘civile’.
video

Indiani (a caval donado)


Io voglio solo donare un regalo agli indiani
Sentirsi innamorati nel far west

Amico Cheyenne, dove scappi?
Voglio soltanto farti un regalo.
Amico Irochese, dove fuggi?
Voglio soltanto darti un presente.
Amico Dakota, dove corri?
Voglio soltanto donarti un dono.
Amico Shoshone, dove ti rifugi?
Voglio soltanto offrirti un gadget.
Amico Appalache, dove ti cacci?
Voglio soltanto consegnarti un memorabilia.
Amico Papago, perché ti mimetizzi?
Tanto ti vedo benissimo.

Non capisco perché.

Lascia l’ascia di guerra
e accetta l’accetta dell’amicizia.
È solo un presente per te.
Bevi un goccio da me
al bar di Brokeback Mountain.
Stringi le mie mani tu.

Amico Cherokee
... ... ...
Voglio soltanto
... ... ...
Amico Apache, facciam la pace,
ti offro un bisonte fatto alla brace.
Amico Navajo, fai su un calumet
con tanta pace e poco tabajo.

Amico Watusso, tu cosa c’entri?
“Niente, mi han detto che c’era un regalo.
Adesso ritorno dai miei amici altissimi”.

Noi siamo i cowboy che fanno i regali
ma nessuno ce li accetta.
Quando finirà questa cultura del sospetto?
Chi interromperà questa spirale di incomprensioni?

4 commenti:

Fra ha detto...

Ciao se ti interessa l'argomento un bel libro (senza troppe pretese di verità storica) è Manituana dei Wu Ming
Buona giornata
Fra

Adryss ha detto...

Grazie, lo terrò presente. Sono sempre avido di consigli per future letture. Molto carino il tuo blog, mi piace soprattutto la tu apssione per l'oriente. Posso linkarlo da me?...Oooops, già fatto! Alla prossima!

veronica ha detto...

Bella la canzone, Elio e le storie tese sono assolutamente geniali, sono un pilastro della musica italiana.

Mi torna in mente Fiume Sand Creek di De André...

Adryss ha detto...

Anche a me ha fatto pensare alla stessa canzone... infatti subito dopo sono andato a riascoltarla... Bellissima!